lunedì 10 novembre 2008

TIPOLOGIE DI ANELLI TRA GLI EGIZI.

Anche la tradizione egizia ha i suoi anelli.
In una lirica d'amore riportata sull'ostrakon di Giza troviamo:
"Oh! Foss'io il suo anello con sigillo che sta al suo dito! (si curerebbe di me) come di una cosa che fa bella la sua vita!'. Sempre dalla stessa provenienza troviamo: "L'amata conosce bene il lancio del suo lazzo senza venire al censimento del bestiame coi suoi capelli, lancia contro di me le sue reti, coi suoi occhi, mi fa prigioniero; coi suoi ornamenti si fa padrona di me; con il suo anello, mi mette un marchio a fuoco". In entrambi le liriche d'amore egizie è presente l'anello, simbolo tradizionale dell'eternità, della perfezione e della completezza, egli non ha un inizio ne una fine, è lo concretizzazione del simbolo solare in un cerchio divenuto un oggetto dai molti poteri. Nel racconto della disputa tra Horus e Seth per sapere a chi dei due spettava il posto di Osiride, Seth, proibì, categoricamente, lo presenza della Grande Madre Iside.
Ra-Harakhte decise allora di portare il Tribunale degli Dèi, "nell'isola del mezzo" non solo per poter meglio emettere un verdetto, ma anche per tenere sotto controllo l'accesso all'isola.
Ra-Harakhte chiamò Anti "Il Traghettatore" dicendogli: " Non far passare nessuna donna che somigli a Iside", quindi, l'En-neade si trasferì con il battello nell'Isola del mezzo.
Anti era seduto presso il suo battello, quando Iside, tramutatasi in una vecchia tutta curva, si avvicinò a lui dicendogli che doveva portare le focacce e lo farina al pastorello che accudiva le bestie nell'isola e che non mangiava da ben cinque giorni.

Astutamente però lo dea aveva messo in evidenza un'anello d'oro che teneva con l'altra mano Anti rispose:"Mi è stato detto: Non far passare nessuna donna".
Ma essa prontamente rispose: " Quello che dici ti è stato detto a proposito di Iside". Cominciarono a contrattare e lo dea disse:" Ti darò l'anello d'oro che ho in mano".
Anti accettòdi traghettarla in cambio dell'anello.Arrivata all'isola gli dèi stavano mangiando alla presenza del Signore Universale. Essa attraverso lo sua forza magica si trasformò in una bellissima e splendida fanciulla per poter meglio avvi-cinare Seth.
Spacciatasi per una povera vedova, chiese al dio come comportarsi con lo straniero che aveva malmenato suo figlio, preso il posto da pastore e tutto il suo bestiame Seth affascinato e preso in inganno emetterà una sentenza, a suo sfavore dinanzi a Ra.

Accortosi disse: Fa' condurre Anti, il traghettato re, e egli sia data una grande punizione.
Chiamato Anti dinanzi al pesedjet, gli venne tolta la parte anteriore dei piedi e sostituita con artigli (Anti-colui che ha gli artigli) gli si fece giurare riguardo l'anello d'oro avuto da Iside:" L'oro sia per causa mia, un oggetto di abominio per la mia città" (Nella città di Anteopoli l'oro era interdetto anche a livello rituale).
In un testo commemorativo della XVII' dinastia, troviamo un riferimento importante di un anello d'oro che Tutmosi (1504 - 1450 a.C.) diede in dono ad Amenemheb, suo fedele guerriero, il quale, ci informa che: Combattei mano a mano davanti al re, e riportai mano a mano. Mi dette l'oro dell'onore e due anelli d'oro.

Il testo ci fa notare che oltre a vari moniti, statuette, le famose mosche d'oro, ovvero, le decorazioni più ambite, il re donava i due anelli d'oro ciò a significare il conferimento di prerogative nobili e reali.
Lo stesso significato ha l'anello d'oro che H Faraone regalò a Giuseppe dopo che egli spiegò il valore simbolico dei suoi sogni in cui sette vacche grasse venivano mangiate da sette vacche magre, e che sette spighe stente divoravano sette spighe granite e piene.



L'Anello dell'Onore

Ma proseguiamo nella nostra ricerca trattando del giovane Faraone Ramesess II il quale, trovandosi a Tebe, ed essendo vacante la carica di Primo Profeta " colui che conosce tutti i segreti" ufflciò personalmente i riti previsti indossando" la veste di stelle" tempestata di lapislazzuli.
Terminata la festa di Opet, Ramesess II si imbarcò per risalire il Nilo, fermatosi prima ad Abydos proseguì per This l'antica Tanit capitale dell' VIII nomos già sede dei re dell'Antico Regno e, in questa città, contro ogni consuetudine, in un ambiente diverso da quello tradizionale che era Karnak, il Re scelse il Primo Profeta (lo "Zafnat Paneah") .
Tale carica venne affidata a Nabunene Gran Sacerdote a Thinis del dio Anher, dio guerriero di antichissime origini. che i Greci identificheranno con il dio Ares.
Dall'epigrafe incisa sulla tomba di Nabunenef a Kurma leggiamo: "...Sua Maestà diede a Nabunenef i due anelli d'oro e il suo bastone d'oro e d'argento: egli fu nominato Primo Profeta di Amùn.

L"Anello"possedeva un potere apotropaico e serviva per proteggere il Re.
Se, invece, egli lo regalava, la divina protezione si estendeva sino a colui che lo riceueua, essendo sia il simbolo del disco solare sia del suo percorso durante le uentiquattro re.
Tale simbolo dell' "Eternità" aveva l'equivalente nel geroglifico stilizzato di un cerchio formato da una corda annodata con delle foglie di palma, il cui magico nodo possedeva un grande valore protettiuo ed era identificato con la divinità astratta Hehu, il simbolo dell'infinità del tempo, dell'immensità e del ciclo perenne della natura.
Il nodo tratteneua la forza magica dello shen: " lo sono il Nodo del Destino Cosmico celato nell' albero sacrosanto".
Shenu deriva dal verbo "Shinr" ovvero "circondare".

L'anello era, dunque, destinato a contenere i due nomi più importanti del re, il primo, era il nome del trono che lo desi-gnava re dell'Alto e del Basso Egitto, il secondo era il nome di nascita preceduto dal titolo" Figlio di Rà".
Man mano che altri attributi gli venivano dati lo shen, prendeva una forma ellittica lunga ed ovale, racchiudendo così l'autorità del re sul mondo intero.
Troviamo lo shen raffigurato spesso tra gli animali divini, un esempio ne è il falco in uolo, nel tempio di Edfu, dedicato ad Horus, sullo schienale del trono di cedro di Tutankhamon, oppure, tra gli artigli della dea tebana Mwt, Mut "la Madre", "Occhio di Rà" nella sua raffigurazione di avvoltoio.
Nephtys sovrana delTempio ed Iside magnetizzano il segno dello shen, il quale, permetterà al possessore di evitare la dissociazione provocata dalle forze negative.
Le dee sono istallate sul segno dell'oro, materiale con cui è costruito il trono degli dèi.
In una raffigurazione delle due dee trouiamo tra le loro ali, euocatrici del movimento uitale, il simbolo dello shen, vero e proprio" anello di potere" la cui corda annodata e tesa lo identifica come il simbolo perfetto di coerenza.
L'amuleto con lo shen, veniva posto sul corpo del defunto con l'intenzione di fornirgli una nuova città.

Un Amuleto contro il Male

Gli anelli con cui gli Egizi amavàno adornarsi, portandoli a volte su varie dita, non avevano solo lo scopo di ornamento ma erano, soprattutto, dei piccoli talismani realizzati nei più vari materiali, dall'oro al ferro, al quarzo ed anche in smalto. Le fedi consistevano in un sottile filo di metallo o in un cerchietto semplice doppio o triplo.
Nel Medio e Nuovo Regno erano molto diffusi, gli anelli fatti a corona con motivi di Uraer, certamente legati alla dea Uto e a Nekbeth, spesso collegati alla luce solare, dunque, il loro metallo non poteva che essere l'0ro.
Altra forma di anello-amuleto era quello girevole sul quale poteva essere montato longitudinalmente uno scarabeo, oppure, con l'occhio Udjat che era di altissima prote-zione.
Anelli dell'Anno Nuovo venivano donati in tale occasione per augurare buona fortuna, in questa occasione, i geroglifici venivano incisi nell'incastonatura.
Gli anelli in ferro appartenevano alla costellazione dell'Orsa Maggiore, considerati di origine celeste permettevano
l'ascensione al cielo: una leggenda narra, infatti, che tale materiale era l'emanazione del dio Seth.
Quelli con le varietà di diaspro rosso erano collegati al nodo della Vita, ed erano, chiamati " Nodo di Isis": " E' il Tuo sangue, Isis. E' il tuo potere magico Isis...".

Gli anelli con lapislazzuli il cui minerale ueniva definito "gioia" servivano per allontanare il male, la pietra evocava l'associazione all'acqua primordiale ed alla notte cosmico, legata inoltre ad alcune divinità era simbolo di giouinezza e di uigore rigeneratore.
Alla dea Hathor erano collegati gli anelli con il turche-se, simbolo di speranza e di rinnovamento, a questa pietra venivano, infatti, associate altre divinità-madri celesti.
Molto diffusi erano gli anelli con pietre verdi essendo il colore dell'universo vegetale, simbolo di fertilità, di vita e di resurrezione, tanto amato dagli Egizi.

Rari gli anelli in rame, gli egiziani associavano a questo metallo divinità guerriere, come per esempio l'arpione di rame di Horus che lotta contro l'ippopotamo.
Stessa cosa era per gli anelli in argento connessi alla luna ed al mito dell'eterna giovinezza,i testi religiosi affermano che le ossa degli dèi erano fatte d'argento.
Vari erano i nodi magici sugli anelli. ma quello portato volentieri dalle donne era il "sa" legato alla dea Ta Urt-Toeri," La Grande".
In lapislazzuli, in oro ed in corniola era l'Occhio di Horo che tra smetteva i benefici di forza, vigore, protezione, si
curezza e buona salute. Gli anelli con lo scarabeo avevano larga diffusione inoltre erano realizzati con montature in oro, disposti orizzontalmente.

L'Anello dell'Immortalita'

Da un papiro magico greco, tradotto da Goodwin, troviamo che numerose e solenni cerimonie venivano compiute sullo scarabeo prima di indossarlo. Ma c'erano altri modi per utilizzare gli i anelli come troviamo nel "Rituale dell'lmbalsamazione" ove viene descritta la mummificazione delle mani. La mano sinistra veniva stesa su di una benda di lino, e sopra veniva fatto passare un'anello, quindi veniva ricoperta con trentasei sostanze rappresentanti gli aspetti di Osiride.
Una striscia di lino piegata sei volte su cui erano effigiati Iside e Hapi la avvolgeva.
Un simile trattamento era riservato anche alla mano destra sulle cui bende erano raffigurati Rà e Amsu.
L'anello veniva fatto passare su entrambi le mani in modo di assicurarle la protezione divina.
Nella tomba di Tutankhamon furono trovati a profusione moltissimi anelli sulla sua mummia due anelli di calcedonio verde, un anello con uno scarabeo in turchese, l'altro doppio, con due raffigurazioni dell'" ureo" incastonato in pasta vitrea.

Tra gli anelli più importanti c'è un anello in oro massiccio a forma di cartiglio sul quale è ritratto il re inginocchiato sul segno "neb" che offre sacrifici alla dea Maat.
Sopra la testa di Tutankhamon il falco sacro con lo shen: l'altro anch' esso di grande importanza è in oro incastonato di vetro blu con al centro una barca accompagnata dalle scimmie del dio Thot.
Restando in ambito amarniano,in un dipinto troviamo Akhenaton che getta un anello ad Aj.
Da quello che abbiamo sin qui genericamente citato si evince che gli anelli egizi oltre ad essere doni offerti come ricompensa dal re ai suoi sudditi, erano segno simbolico di eternità nel quale il nome di colui che vi era iscritto avrebbe vissuto nell'infinità del tempo.