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mercoledì 25 marzo 2009

Il volto della sorella uccisa da Cleopatra.


Per gli archeologi è una delle scoperte più importanti sulla dinastica Tolemaica: l'identificazione di uno scheletro umano, ritrovato a Efeso, in Turchia, che dovrebbe appartenere alla giovane sorella di Cleopatra, la principessa Arsinoe.

Scoperta resa possibile anche grazie a delle avanzatissime tecniche delle scienza forense, che hanno permesso di ricostruire al computer il volto della principessa, fatta assassinare, secondo gli storici, da Cleopatra stessa.

Il ritrovamento, e le successive analisi in laboratorio, ribaltano anche le tradizionali conoscenze storiche sulla dinastia: a oggi, infatti, si credeva che la regina d'Egitto fosse originaria della Grecia o della Macedonia; ora, gli archeologi avanzano l'ipotesi che, al pari di sua sorella Arsinoe, avesse delle origini miste, in parte africane.

La scoperta, che porta la firma di un team di ricercatori austriaci, è stata resa possibile dagli studi di Hilke Thür, dell'Accademia austriaca delle scienze. Per prima aveva associato i resti rinvenuti all'interno di un sarcofago, trovato nella città di Efeso, alla sorella di Cleopatra. Resti scoperti nel 1926, e analizzati dalla Thür dall'inizio degli anni Novanta.

Tra l'altro, durante la seconda guerra mondiale, i ricercatori che avevano rimosso il teschio da quello scheletro, finirono col perderlo. Di conseguenza le analisi furono particolarmente complesse. Ma la Thür non aveva dubbi: quello era lo scheletro di Arsinoe.

La sua teoria venne condivisa da molti storici, anche se mancavano delle prove scientifiche. Da qui la ricerca dell'università di medicina di Vienna, guidata da un gruppo di esperti dell'istituto di archeologia, che ha analizzato lo scheletro. "Eravamo scettici - ha spiegato alla stampa inglese l'antropologo Fabian Kanz - e abbiamo fatto di tutto per dimostrare che non fosse lei".

Gli esperti si sono serviti della datazione al carbonio, e sono arrivati alla conclusione che quei resti risalgono ad un periodo compreso tra il 200 e il 20 a. C. "Le ossa erano quelle di una donna - dice Kanz - presumibilmente tra i 15 e i 18 anni di età. Anche se la data di nascita di Arsinoe non è nota, sappiamo che era più giovane di Cleopatra, che, all'epoca dell'omicidio della sorella, aveva 27 anni".

La tomba si trova ad Efeso, perché fu proprio in quel luogo che Arsinoe venne esiliata, dopo essere stata sconfitta dalla sorella e dall'amante, Giulio Cesare, in una lotta per la conquista del trono. Secondo gli storici, Arsinoe venne uccisa nel 41 a. C. su ordine di Cleopatra dall'amante Marco Antonio, per evitare ogni eventuale pretesa sul trono egizio.

Quanto all'etnia di Cleopatra, la nuova teoria è stata possibile grazie all'analisi della tomba e del teschio, condotta dall'antropologa forense Caroline Wilkinson. La studiosa ha ricostruito al computer il teschio - che era stato smarrito nella seconda guerra mondiale - usando delle misurazioni risalenti alla prima metà del 1900. "Il risultato è un volto allungato, come capita di vedere spesso negli antichi egizi o negli africani di colore. Ciò potrebbe suggerire che fosse di razza mista". Tanto Cleopatra quanto Arsinoe erano figlie di Tolomeo XII, ma erano state concepite con due donne diverse.

I risultati di questa identificazione e tutti i dettagli relativi alle elaborazioni al computer, saranno presentati ufficialmente ad un incontro di antropologi che si terrà, il prossimo 31 marzo, nell'Illinois.

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mercoledì 3 dicembre 2008

Pianeta X.


E' evidente che nel 2012 non saremo minacciati da un singolo oggetto o cosa, ne tantomeno faremo esperienza, in senso biblico, di un singolo giorno catastrofico. Che cosa ci dobbiamo dunque aspettare? Quello che avverrà sarà per il mondo, così come noi lo conosciamo e su scala globale, un disastro a rallentatore di tipo "deragliamento di un treno cosmico".

Come già nel passato, il passaggio di Planet X provocherà una convergenza di molteplici eventi catastrofici, sia ad opera dell'uomo che naturali, che avverranno lungo un periodo di anni. Una volta finito l'incubo, i sopravissuti emergeranno per far nascere la successiva Età dell'Oro.. nel frattempo viene da chiedersi quando inizierà questo deragliamento cosmico?



I segnali di un qualcosa di grande nel nostro sistema solare

Un aspetto interessante del Pianeta X è che la maggior parte di noi si trova immersa in questa faccenda per caso. Un giorno qualcosa di strano ci colpisce e solletica la nostra curiosità. Allora incominciando a indagare nel mistero e la nebbia inizia a diradarsi e noi iniziamo a vedere i segni messaggeri dell'avvicinarsi di Planet X. Vediamo il nostro Sole, i pianeti, le Lune subire l'influenza del suo transito quando le comete si disintegrano in modo misterioso. Prese tutte assieme queste osservazioni ci mostrano i segnali di un qualcosa di grande nel nostro sistema solare.



Comunicato Stampa della NASA (1992)

" Deviazioni inspiegabili nelle orbite di Urano e nettuno stanno ad indicare un grande corpo da 4 a 8 volte la massa della Terra, nella parte esterna del nostro sistema solare, in un orbita estremamente inclinata, oltre a 7 bilioni di miglia dal nostro Sole"

A questo punto i fatti si sovrappongono ai nostri pensieri e la nebbia sparisce. E' come se noi ci trovassimo in un buio tetro e i tecnici delle luci accendessero ogni possibile fonte luminosa della casa. nella luce brillante ci porremmo una domanda molto logica: sto vedendo quello che vedo o sono un pazzo?

La prima risposta è che non siete folli e la seconda è che purtroppo il Pianeta X non sparirà e neanche la devastazione che ci sovrasta, ma aiuterà ad affrontarla meglio..

Il Pianeta X è un argomento a cui ogni persona deve arrivare secondo i propri tempi, perché se sentite l'impulso di annunciare al mondo intero questa minaccia, scordatevi che qualcuno vi dia ascolto abbastanza a lungo da permettervi di dire tutto.

Secondo il noto autore e ricercatore Zecharia Sitchin, gli antichi Sumeri lo chiamavano Nibiru. Allo stesso modo la Kolbrin Bible ci offre un'ampia gamma di racconti storici che riguardano i passaggi precedenti del Pianeta X e i suoi libri furono scritti dagli egizini dopo l'Esodo e dai celti dopo la morte di Gesù.

Secondo questa antologia secolare gli Egiziani chiamavano il Pianeta X "il Distruttore", come troviamo anche in passaggi della Bibbia. I Druidi gli antenati dei Celti lo chiamavano "il Terrore".

Molti ricercatori del Pianeta X ritengono che esso sia stato immortalato per la prima volta e non ufficialmente dal satellite IRAS della NASA nel 1983. Questo credo fu reso più profondo nell'Aprile 2006 quando il portale internet YOWUSA.com fu il primo a pubblicare un articolo sul telescopio SPT - South Pole Telescope dislocato al Polo Sud presso la Stazione Antartica Amundsen - Scott.

Un osservatorio a infrarossi altamente sofisticato, il SPT divenne operativo all'inizio del 2007. E' lo strumento perfetto, come perfetto e anche il luogo e il tempo per osservare il Pianeta X. Tuttavia finchè il governo americano non si espone e annuncia che il Pianeta X ci sovrasta, questo perturbatore rimarrà "ufficialmente" oscurato. Comunque se si dovesse fare una ricerca d'ufficio, il candidato più probabile a dare l'annuncio "ufficiale" dell'avvistamento di Nibiru/PlanetX, sarebbe il Progetto Wormwood dell'Osservatorio Solare di Learmonth, specializzato nello studio di minacce Planetarie e di detriti spaziali dislocato al Capo Nord-Ovest dell'Australia Occidentale. Fintanto che il Progetto Wormwood o qualcun altro ricerverà il credito ufficiale per poter avvistare il Pianeta X, significa forse che dobbiamo credere all'esistenza di questo oggeto per un semplice atto di fede? No certamente.

Marshall Masters

Marshall Masters, autore ed ex produttore a carattere scientifico della CNN, ufficiale dell'esercito con mansioni di relazioni con il pubblico, specializzato nella ricerca di Planet X/Nibiru e il 2012. Ha fondato il sito YOWUSA.com nel 1999 ed è membro di MENSA.

articolo tratto da: Planet X forecast and 2012 - Survival Guide di Marshall Masters, Jacco Van der Worp, Janice Manning.

mercoledì 19 novembre 2008

I SEGRETI DELLA PIRAMIDE.


Primitiva centrale energetica... rifugio antiaereo contro l’impatto di meteoriti... aerofaro per gli alieni. Ci sono state molte teorie stravaganti sulla Grande Piramide. Ora un nuovo affascinante libro suggerisce che fosse costruita come un amplificatore gigante per gli antichi dèi...

Un viaggiatore di altri tempi, nell’attraversare il deserto, avrebbe probabilmente captato il suono da chilometri di distanza. In principio fu solo un ronzio vago, ma poi una profonda nota bassa si espanse sulla piana egiziana, forse accompagnata da un’altra nota, leggermente più alta. Insieme formavano un lugubre accordo riecheggiante.

Man mano che il suono cresceva, l'ascoltatore sarebbe stato colto da meraviglia e stupore. Deve essere sembrata la voce del Grande Dio, il Signore stesso dell' Universo. Quindi, mentre si avvicinava alla sorgente, il pellegrino avrebbe scoperto la meraviglia più grande di tutte: che il suono si spargeva da un immenso edificio in pietra che sovrasta di quasi 150 metri la valle del Nilo.

Sull'altopiano di Giza, fuori dal luogo che noi ora chiamiamo Il Cairo, la Grande Piramide emetteva un messaggio musicale attraverso le sabbie. Per quanto la cosa possa sembrare straordinaria, "cantava".

L’ingegnosa struttura della Piramide - composta da circa quattro milioni di blocchi di pietra, con un peso totale calcolato fra le cinque e le dieci milioni di tonnellate - l’aveva trasformata in un amplificatore enorme, in grado di raccogliere le vibrazioni dalla terra e trasformarle in suono.

Propagata dal profondo della camera all'interno delle sue pareti, lungo condotti creati appositamente, era una musica ricca di simbolismo religioso, un eco proveniente dal momento della creazione. Ascoltarlo deve essere stata una delle esperienze più toccanti che si potesse immaginare.

Questo, credo, può essere il segreto più strano mai rivelato di una struttura che ha sconcertato allo stesso modo le menti di studiosi e profani per migliaia di anni. Prima tra le piramidi egizie per le sue dimensioni, e unica nella precisione e nella complessità della sua struttura, la Grande Piramide ha generato interminabili speculazioni.

L’opinione comunemente diffusa è che fosse nient’altro che una tomba per il faraone Re Khufu (anche conosciuto come Cheope). Ma le sue dimensioni assolute e il suo complesso insieme di camere e cunicoli hanno convinto molte persone che deve essere stata qualcosa di più.

Per quasi due millenni si sostenne che fosse il granaio di Giuseppe, l'israelita che salvò l' Egitto dalla carestia ai tempi del Vecchio Testamento. Il suo disegno difficilmente poteva far pensare che fosse un deposito per il grano, ma nonostante ciò la leggenda si rivelò durevole.

Quindi nel XX° secolo venne un diluvio di nuove teorie selvagge sul suo scopo: si disse che era una gigantesca pompa idrica per irrigare le coltivazioni egizie; una centrale che fornì elettricità per una tecnologia da lungo tempo dimenticata; una meridiana; un almanacco; un osservatorio astronomico; un rifugio antiaereo contro l’impatto meteoritico; e persino un faro di segnalazione per gli alieni.

Personalmente, non ho alcun interesse per tali fantasie. Le mie teorie sono basate su un attento esame delle prove e sul desiderio di andare oltre l’insufficienza evidente di quella che è diventata dottrina comunemente accettata. L'idea della "piramide cantante" è solo un aspetto del mio lavoro e ammetto prontamente che è il più speculativo. Ma credo che sia completamente plausibile, e che abbia molto da dirci sul vero significato della Piramide.

La dimensione della Grande Piramide è impressionante. Ha un volume di 27,8 milioni di m3, sufficientemente grande per contenere l’abbazia di Westminster e la cattedrale di San Paolo di Londra, così come le cattedrali di Firenze, Milano e Roma. È stata utilizzata più pietra nella sua costruzione che in tutte le cattedrali, le chiese e le cappelle costruite in Inghilterra dal tempo di Cristo.

Uno studio suggerisce che se questa pietra fosse divisa in cubi di 30,48 cm messi in fila, essi si estenderebbero per una distanza pari ai due terzi dell'equatore terrestre.

È semplicemente la più grande piramide che sia mai stata costruita, ed è stata costruita con un’attenzione unica per i dettagli. I quattro lati alla sua base sono lunghi circa 230,30 m, con una differenza minima (pochissimi cm fra loro).

Molte pietre sono state tagliate con angoli di 90° incredibilmente precisi, e il lato orientale e occidentale sono perfettamente allineati al raggio di curvatura del vero nord.

Tutte le quattro facciate della Piramide, un'area totale di circa 89,012 m2, erano inoltre rivestite da cima a fondo con un manto di calcare levigato, assemblato con una tale precisione che le giunzioni erano quasi invisibili ad occhio nudo.

Quando la luce del Sole la irradiava, la Piramide deve aver brillato come un’unica pietra preziosa.

Camminare dentro di essa - come ho avuto modo di fare molte volte, già da quando ero uno studente 14enne - è addentrarsi in quello che sembra un puzzle gigante o un labirinto. In nessun’altra piramide egizia si incontra un tale sistema sconcertante di stanze, corridoi e gallerie.

Dall'entrata, a circa 18 metri su uno dei lati, un passaggio stretto conduce nelle viscere, mentre un altro ramifica molto ripidamente nel cuore della Piramide. Là, una straordinaria galleria a modiglioni - un’opera architettonica e di ingegneria già di per sé unica e sorprendente - conduce al luogo più misterioso di tutti, la cosiddetta Camera del Re.

A differenza del resto della Piramide, costruita in gran parte con il calcare, la Camera del Re fu realizzata con del granito rosso. Al centro della stanza ora troviamo una scatola di granito senza coperchio lunga 2,29 metri e larga 1 metro.

Qualunque tesoro si trovasse nella stanza, fu saccheggiato nell'antichità. E a differenza di quelle delle sue compagne più piccole, le pareti della Grande Piramide non riportano alcuna iscrizione. Qualsiasi ipotesi sullo scopo della camera è pura supposizione.

Secondo gli egittologi ortodossi, essa era il luogo di sepoltura di Khufu, per cui la Piramide fu costruita nel 2550 a.C. La scatola di granito era presumibilmente il suo sarcofago. Ma la dura realtà è che non c'è alcuna prova per sostenere queste supposizioni. Nessuna traccia della mummia di Khufu è mai stata trovata al suo interno, e non ci sono prove evidenti di una sepoltura umana nella camera.

In effetti, non è mai stata scoperta alcuna documentazione affidabile che Khufu sia stato seppellito, o rimosso, sia nel sarcofago che nella Piramide stessa. Oltre a ciò, sono anche tormentato da un problema ancora più fondamentale. Perché gli egizi avrebbero nascosto il loro re in una camera a quasi 50 metri d’altezza?

C'è molto che ancora non comprendiamo sulle tradizioni religiose dell'antico Egitto, ma una cosa è certa: il corpo di un re defunto doveva essere sepolto nella terra, tornando così nell'elemento dal quale, come tutti gli uomini, era venuto.

Questo è un fatto che rende assurda la teoria della camera sepolcrale.

E se uno pensa agli ostacoli del percorso che qualsiasi corteo funerario avrebbe dovuto seguire per arrivare là - arrampicandosi in cunicoli terribilmente angusti e ripidi, senza scalini o appigli - l'idea sembra ancora più azzardata.

Un altro problema che i teorici ortodossi fanno fatica a spiegare è l'esistenza dei due piccoli condotti scavati nelle pareti della camera. Larghi dai 20 ai 46 cm, essi penetrano attraverso molti strati di muratura ed emergono sulle facciate esterne della Piramide. Uno è lungo all’incirca 82 metri, l'altro 53. Essi non sono rettilinei ma serpeggiano e curvano.

La loro funzione ha da sempre sconcertato gli esperti. Alcuni suppongono che siano condotti d’aerazione per fornire aria alla camera. Altri argomentano che i canali avessero uno scopo religioso, per permettere all’ anima del re defunto di lasciare il corpo e viaggiare senza impedimenti fino ai cieli. Ma nessun condotto simile è stato trovato in altre tombe egizie, e gli scritti religiosi del tempo raccontano chiaramente che l' anima di un re può viaggiare facilmente attraverso la roccia.

La mia opinione è che il re sia stato seppellito da qualche altra parte, quasi certamente sotto la Piramide.

Ma in questo caso, qual era lo scopo reale della cosiddetta Camera del Re? Anche se può sembrare incredibile, credo fosse il centro del sistema di amplificazione acustico della Piramide.

È noto da secoli che la Camera del Re ha proprietà acustiche speciali. Un ufficiale francese che visitò la Grande Piramide nel 1581 riferì che, se colpito, il sarcofago di granito "suonava come una campana". Altri viaggiatori hanno utilizzato la stessa frase per descrivere il fenomeno, tanto che colpire la cassa e farla risuonare era diventato il trucco preferito delle guide arabe locali.

Ma ciò non era dovuto solo al sarcofago. Ogni suono transitorio, sia esso un mormorio o un passo, può generare una risonanza armonica nella stanza per tutti i suoi 10,46 metri di lunghezza.

Di recente, questo effetto riecheggiante è stato indagato da svariati ricercatori come un flautista e un tecnico dell’acustica consulente della NASA. I loro test hanno stabilito che la Camera del Re è particolarmente sensibile alle frequenze molto basse.

Al suo massimo, l'effetto può essere veramente inquietante. Quando l'esperto della NASA generò una profonda nota bassa attraverso un sistema di amplificatori, riferì che la risonanza era così forte che "terrorizzò diversi membri dell’équipe" e "fece scattare tutti in piedi e correre verso l'uscita". Parte della spiegazione sta nelle pareti, nel pavimento e nel soffitto di granito della stanza. Il granito è una roccia che contiene quarzo, elemento rinomato per le sue qualità vibratorie.

Esperti come il tecnico inglese dell’acustica John Reid hanno supposto che la pietra fosse stata scelta deliberatamente "come un esperimento per l’intensificazione della riverberazione". La sua teoria è che sia stato progettato per amplificare il suono delle voci dei sacerdoti durante i rituali della sepoltura del re.

Alcuni studiosi hanno affermato che il tipo di vibrazioni generate dalle pietre può indurre a uno stato alterato della coscienza, e che il salmodiare era utilizzato nei rituali religiosi di iniziazione. Tuttavia, le frequenze che eccitano maggiormente la Camera del Re sono ben più basse di quelle prodotte dalla voce umana. E la struttura della camera suggerisce ambizioni più grandi e maestose.

Inoltre il soffitto visibile, sopra al quale sono accatastati altri quattro tetti rialzati, è formato da enormi travi di granito dal peso complessivo di 1200 tonnellate. Da un punto di vista progettuale, non c'è alcuna necessità strutturale che giustifichi questa scelta. Qual era dunque lo scopo di questo imponente complesso di granito?

Io penso che la risposta si possa di nuovo trovare nelle proprietà di risonanza del granito. Le variazioni in larghezza e in altezza di queste travi non trovano giustificazioni evidenti se non per differenziare le loro frequenze risonanti, "accordandole", per così dire, nello stesso modo in cui un chitarrista allunga o accorcia una corda con le sue dita. Alcune travi erano incise con profonde scanalature, che avrebbero un effetto del genere.

Ugualmente sorprendente è che l’intera sovrastruttura sia in pratica indipendente, inserita tra due gigantesche pareti di calcare ma non bloccata nella muratura della Piramide. Secondo un esperto che studiò la Camera del Re con tecnologie di rilevazione a distanza, le sue fondamenta arriverebbero fino alla base della Piramide, e sarebbero del tutto svincolate dal restante complesso della costruzione.

Di conseguenza, se così fosse, significherebbe che la Camera del Re può vibrare senza alcuna interferenza del resto dell'edificio. Sembra che anche il suo pavimento sia stato progettato specificatamente per lo stesso fine.

Piuttosto che su una muratura piatta, come ci si potrebbe aspettare, le 21 pietre del pavimento paiono poggiare su un rivestimento modulare, paragonabile al cartone corrugato capovolto delle uova, consentendo alle pietre del pavimento di vibrare liberamente.

Il risultato ottenuto è la trasformazione della Camera del Re in una specie d’amplificatore gigante.

Ma se le voci umane erano troppo deboli per innescare tutta la sua potenza, che cosa poteva riuscirci? Credo che la risposta - anche se sembra incredibile - sia la Terra stessa.

Per capire come, dobbiamo comprendere che il pianeta su cui noi viviamo entra in risonanza e vibra, sebbene a una frequenza talmente bassa che nessuno di noi può notare. Questo perché la Terra è bombardata attraverso lo spazio esterno dalla radiazione elettromagnetica del Sole e da altri raggi cosmici, che sono in effetti particelle ad alta energia, nonché da oggetti solidi come i meteoriti.

Come dice uno scienziato, si potrebbe pensare alla Terra come ad una gigantesca campana. La Terra colpita dai raggi cosmici vibra allo stesso modo della campana di una chiesa colpita da un martello. "Il nostro pianeta canta al ritmo del cosmo".

Questo, sembra, faceva la Grande Piramide. Come l'ingegnere americano Christopher Dunn ha osservato, la Piramide, coprendo un ampio raggio di terreno, avrebbe agito come un corno acustico (alla maniera di un vecchio grammofono) per raccogliere e riprodurre l’equivalente del battito cardiaco del mondo.

Le vibrazioni avrebbero dovuto viaggiare attraverso le fondamenta della Camera del Re, per poi stimolare quegli enormi blocchi di granito risuonando in simpatia. Tutto ciò sembra magia, ma è fisica di un libro di testo elementare.

Se la mia teoria della "piramide cantante" è corretta, le travi di granito sopra la Camera del Re furono calibrate affinché risuonassero alla vibrazione del pianeta e armonizzassero il ronzio della camera, con un’accordatura per tentativi come con un diapason. Il suono in questa stanza oscurata sarebbe stato fenomenale.

La mia teoria non suppone che gli egizi avessero un’avanzata conoscenza scientifica dell’acustica, ma semplicemente che abbiano approfondito le pratiche attraverso l’osservazione della natura. Non ci sono dubbi che prima avranno fatto molte prove e commesso molti errori, forse utilizzando una piramide di prova che in seguito fu demolita o incorporata in una delle altre piramidi del sito di Giza.

Veniamo ora a quei due misteriosi canali che dalla Camera del Re sfociano sulle facciate esterne della Piramide, e ad un chiaro scopo per le loro caratteristiche, che gli egittologi ortodossi semplicemente non possono spiegare.

Sono convinto che la vera ragione dell’esistenza dei condotti fosse trasmettere al mondo esterno i suoni emessi dalla camera. Avrebbero agito in un modo simile alle canne di un organo e, date le loro differenti lunghezze e profili, ciascuno di essi avrebbe probabilmente modificato il suono e inviato nel deserto una nota diversa.

Immaginate l'effetto. Avvicinatosi a Giza (quel vecchio viaggiatore con cui abbiamo iniziato), sarebbe stato testimone della "rappresentazione" audiovisiva degli eventi del Primo Tempo, del Mito della Creazione.

Avrebbe visto il Sole che batteva sui lati lucenti della Piramide. Quindi avrebbe udito un ronzio, un rimbombo, quando il suono delle vibrazioni della Terra era in viaggio attraverso i canali della Camera del Re prima di esplodere all'aria aperta in una profonda e bellissima nota bassa.

Non sappiamo con certezza quali frequenze fossero implicate. Né vi è modo di stimare il volume del suono.

Sarebbe stato udito solo sull'altopiano di Giza o anche a distanza di molti chilometri? Secondo un esperto di acustica, probabilmente il suono sarebbe stato udibile nell'intera zona intorno alla piana, dal momento che i suoni di bassa tonalità tendono a percorrere lunghe distanze.

Le domande che questa teoria suscita sono infinite. Il suono sarebbe variato di tonalità tra il dì e la notte, con i movimenti della Luna, o nei momenti di intensa attività tettonica? Per il momento non ho alcuna risposta. Solo un modello di lavoro completamente funzionante della Piramide potrebbe risolvere questi ed altri enigmi. Ma una cosa è certa.

Se la Piramide funzionava davvero in questo modo, allora sarebbe stato di certo il sito religioso più riverito del mondo antico, un prodigio in grado di surclassare tutti gli altri. Perché, vi chiederete, i costruttori della Grande Piramide avrebbero investito tanto tempo e fatica nella creazione di questo immenso amplificatore acustico?

La risposta si trova in quello che penso sia il vero fine che spinse alla costruzione dell'edificio. È opinione comune che gli egizi venerassero il Dio Sole, e gran parte della dettagliata interpretazione delle piramidi è costruita su questa base. La loro figura si crede sia stata ispirata dai raggi solari che irrompono attraverso le nubi per poi splendere sulla terra in forma piramidale.

Ma io ho una teoria radicalmente diversa: che il fulcro centrale della religione egizia fosse la creazione del mondo e dell' Universo.

Nei testi egizi sopravvissuti, la leggenda della creazione non è facilmente rintracciabile. Diversamente, diciamo, dal resoconto della Genesi, il quale è pieno di energia sessuale. Il Grande Dio e la Grande Dea si unirono e in quel momento - come nel Big Bang ipotizzato dalla scienza "moderna" - in un grande ribollimento e tremore si crearono i cieli e la Terra. Il materiale per la formazione del Sole, della Luna e delle stelle venne esploso (eruttato) nel cielo.

Penso che le piramidi non fossero altro che una rappresentazione fisica di quel processo, l’ascesa dalla terra fino al cielo. È appurato da tempo che la struttura dei templi egizi simboleggi lo stesso evento mitico.

Osservando la Piramide in questo modo, invece che soltanto come la tomba di un re, ci dà per la prima volta una motivazione adeguata per la sua vasta scala, per l’attenzione profusa nei suoi dettagli, e per il suo inestimabile costo economico.

Nessun re, comunque potente, poteva giustificare tale magnificenza. Ma lontano da essere un mausoleo, un monumento ai defunti, possiamo quindi vedere come la Piramide, in tutta la sua smisurata grandiosità e il suo impenetrabile mistero, fosse una celebrazione stessa della vita.

Questo era il messaggio che credo si espandesse dalla Camera del Re attraverso il deserto. Qui c'erano gli effetti sonori per considerare la Piramide come il simbolo e la rievocazione del momento della creazione.

L’antica letteratura egizia attesta l'importanza del suono al momento della creazione. In numerose versioni del mito, l'emersione di Dio Creatore dalla terra è accompagnata da grande fragore e agitazione. Gli dèi gridano. La Terra riecheggia.

La domanda finale è: perché la Grande Piramide non emette più il suo suono?

È risaputo che la Camera del Re abbia subito un grave danno strutturale entro alcuni secoli dalla sua costruzione. Le travi del tetto vennero incrinate e smosse, le pareti forzate e le pietre del pavimento spostate. Gli egittologi attribuiscono questi danneggiamenti a un terremoto.

La singolarità è che di tutte le stanze al momento conosciute della Grande Piramide, solo la Camera del Re e la sua Anticamera ne furono interessate. Nessuna altra sala o corridoio ha riportato alcun cedimento o crepatura.

Io credo che ciò vada addirittura a rafforzare l'idea che la camera avesse una sensibilità unica alle vibrazioni della Terra. Mentre il resto della Piramide non fu interessato da questo misterioso shock, pare che la Camera del Re abbia subito un sovraccarico vibratorio.

Mi domando, infatti, se invece di un terremoto i danni non siano stati provocati da un grande impatto meteoritico. Si ritiene che uno di essi abbia avuto luogo nel Medio Oriente intorno al 2350 a.C., solo due secoli dopo la data di costruzione della Piramide (in base alla cronologia ortodossa).

Questo impatto, o questa serie di impatti, avrebbe iniettato un’enorme quantità di energia nella crosta terrestre e avrebbe innescato un improvviso e massiccio impeto nella vibrazione tettonica. È anche concepibile che l'onda di energia (o onda vibratoria) abbia semplicemente superato la capacità del trasduttore sonoro della Piramide.

In tal caso, sarà stata una fine tristemente prematura per un’opera architettonica enormemente ingegnosa e ambiziosa.

Il sito web di Alan Alford (solo in inglese) è:

lunedì 10 novembre 2008

TIPOLOGIE DI ANELLI TRA GLI EGIZI.

Anche la tradizione egizia ha i suoi anelli.
In una lirica d'amore riportata sull'ostrakon di Giza troviamo:
"Oh! Foss'io il suo anello con sigillo che sta al suo dito! (si curerebbe di me) come di una cosa che fa bella la sua vita!'. Sempre dalla stessa provenienza troviamo: "L'amata conosce bene il lancio del suo lazzo senza venire al censimento del bestiame coi suoi capelli, lancia contro di me le sue reti, coi suoi occhi, mi fa prigioniero; coi suoi ornamenti si fa padrona di me; con il suo anello, mi mette un marchio a fuoco". In entrambi le liriche d'amore egizie è presente l'anello, simbolo tradizionale dell'eternità, della perfezione e della completezza, egli non ha un inizio ne una fine, è lo concretizzazione del simbolo solare in un cerchio divenuto un oggetto dai molti poteri. Nel racconto della disputa tra Horus e Seth per sapere a chi dei due spettava il posto di Osiride, Seth, proibì, categoricamente, lo presenza della Grande Madre Iside.
Ra-Harakhte decise allora di portare il Tribunale degli Dèi, "nell'isola del mezzo" non solo per poter meglio emettere un verdetto, ma anche per tenere sotto controllo l'accesso all'isola.
Ra-Harakhte chiamò Anti "Il Traghettatore" dicendogli: " Non far passare nessuna donna che somigli a Iside", quindi, l'En-neade si trasferì con il battello nell'Isola del mezzo.
Anti era seduto presso il suo battello, quando Iside, tramutatasi in una vecchia tutta curva, si avvicinò a lui dicendogli che doveva portare le focacce e lo farina al pastorello che accudiva le bestie nell'isola e che non mangiava da ben cinque giorni.

Astutamente però lo dea aveva messo in evidenza un'anello d'oro che teneva con l'altra mano Anti rispose:"Mi è stato detto: Non far passare nessuna donna".
Ma essa prontamente rispose: " Quello che dici ti è stato detto a proposito di Iside". Cominciarono a contrattare e lo dea disse:" Ti darò l'anello d'oro che ho in mano".
Anti accettòdi traghettarla in cambio dell'anello.Arrivata all'isola gli dèi stavano mangiando alla presenza del Signore Universale. Essa attraverso lo sua forza magica si trasformò in una bellissima e splendida fanciulla per poter meglio avvi-cinare Seth.
Spacciatasi per una povera vedova, chiese al dio come comportarsi con lo straniero che aveva malmenato suo figlio, preso il posto da pastore e tutto il suo bestiame Seth affascinato e preso in inganno emetterà una sentenza, a suo sfavore dinanzi a Ra.

Accortosi disse: Fa' condurre Anti, il traghettato re, e egli sia data una grande punizione.
Chiamato Anti dinanzi al pesedjet, gli venne tolta la parte anteriore dei piedi e sostituita con artigli (Anti-colui che ha gli artigli) gli si fece giurare riguardo l'anello d'oro avuto da Iside:" L'oro sia per causa mia, un oggetto di abominio per la mia città" (Nella città di Anteopoli l'oro era interdetto anche a livello rituale).
In un testo commemorativo della XVII' dinastia, troviamo un riferimento importante di un anello d'oro che Tutmosi (1504 - 1450 a.C.) diede in dono ad Amenemheb, suo fedele guerriero, il quale, ci informa che: Combattei mano a mano davanti al re, e riportai mano a mano. Mi dette l'oro dell'onore e due anelli d'oro.

Il testo ci fa notare che oltre a vari moniti, statuette, le famose mosche d'oro, ovvero, le decorazioni più ambite, il re donava i due anelli d'oro ciò a significare il conferimento di prerogative nobili e reali.
Lo stesso significato ha l'anello d'oro che H Faraone regalò a Giuseppe dopo che egli spiegò il valore simbolico dei suoi sogni in cui sette vacche grasse venivano mangiate da sette vacche magre, e che sette spighe stente divoravano sette spighe granite e piene.



L'Anello dell'Onore

Ma proseguiamo nella nostra ricerca trattando del giovane Faraone Ramesess II il quale, trovandosi a Tebe, ed essendo vacante la carica di Primo Profeta " colui che conosce tutti i segreti" ufflciò personalmente i riti previsti indossando" la veste di stelle" tempestata di lapislazzuli.
Terminata la festa di Opet, Ramesess II si imbarcò per risalire il Nilo, fermatosi prima ad Abydos proseguì per This l'antica Tanit capitale dell' VIII nomos già sede dei re dell'Antico Regno e, in questa città, contro ogni consuetudine, in un ambiente diverso da quello tradizionale che era Karnak, il Re scelse il Primo Profeta (lo "Zafnat Paneah") .
Tale carica venne affidata a Nabunene Gran Sacerdote a Thinis del dio Anher, dio guerriero di antichissime origini. che i Greci identificheranno con il dio Ares.
Dall'epigrafe incisa sulla tomba di Nabunenef a Kurma leggiamo: "...Sua Maestà diede a Nabunenef i due anelli d'oro e il suo bastone d'oro e d'argento: egli fu nominato Primo Profeta di Amùn.

L"Anello"possedeva un potere apotropaico e serviva per proteggere il Re.
Se, invece, egli lo regalava, la divina protezione si estendeva sino a colui che lo riceueua, essendo sia il simbolo del disco solare sia del suo percorso durante le uentiquattro re.
Tale simbolo dell' "Eternità" aveva l'equivalente nel geroglifico stilizzato di un cerchio formato da una corda annodata con delle foglie di palma, il cui magico nodo possedeva un grande valore protettiuo ed era identificato con la divinità astratta Hehu, il simbolo dell'infinità del tempo, dell'immensità e del ciclo perenne della natura.
Il nodo tratteneua la forza magica dello shen: " lo sono il Nodo del Destino Cosmico celato nell' albero sacrosanto".
Shenu deriva dal verbo "Shinr" ovvero "circondare".

L'anello era, dunque, destinato a contenere i due nomi più importanti del re, il primo, era il nome del trono che lo desi-gnava re dell'Alto e del Basso Egitto, il secondo era il nome di nascita preceduto dal titolo" Figlio di Rà".
Man mano che altri attributi gli venivano dati lo shen, prendeva una forma ellittica lunga ed ovale, racchiudendo così l'autorità del re sul mondo intero.
Troviamo lo shen raffigurato spesso tra gli animali divini, un esempio ne è il falco in uolo, nel tempio di Edfu, dedicato ad Horus, sullo schienale del trono di cedro di Tutankhamon, oppure, tra gli artigli della dea tebana Mwt, Mut "la Madre", "Occhio di Rà" nella sua raffigurazione di avvoltoio.
Nephtys sovrana delTempio ed Iside magnetizzano il segno dello shen, il quale, permetterà al possessore di evitare la dissociazione provocata dalle forze negative.
Le dee sono istallate sul segno dell'oro, materiale con cui è costruito il trono degli dèi.
In una raffigurazione delle due dee trouiamo tra le loro ali, euocatrici del movimento uitale, il simbolo dello shen, vero e proprio" anello di potere" la cui corda annodata e tesa lo identifica come il simbolo perfetto di coerenza.
L'amuleto con lo shen, veniva posto sul corpo del defunto con l'intenzione di fornirgli una nuova città.

Un Amuleto contro il Male

Gli anelli con cui gli Egizi amavàno adornarsi, portandoli a volte su varie dita, non avevano solo lo scopo di ornamento ma erano, soprattutto, dei piccoli talismani realizzati nei più vari materiali, dall'oro al ferro, al quarzo ed anche in smalto. Le fedi consistevano in un sottile filo di metallo o in un cerchietto semplice doppio o triplo.
Nel Medio e Nuovo Regno erano molto diffusi, gli anelli fatti a corona con motivi di Uraer, certamente legati alla dea Uto e a Nekbeth, spesso collegati alla luce solare, dunque, il loro metallo non poteva che essere l'0ro.
Altra forma di anello-amuleto era quello girevole sul quale poteva essere montato longitudinalmente uno scarabeo, oppure, con l'occhio Udjat che era di altissima prote-zione.
Anelli dell'Anno Nuovo venivano donati in tale occasione per augurare buona fortuna, in questa occasione, i geroglifici venivano incisi nell'incastonatura.
Gli anelli in ferro appartenevano alla costellazione dell'Orsa Maggiore, considerati di origine celeste permettevano
l'ascensione al cielo: una leggenda narra, infatti, che tale materiale era l'emanazione del dio Seth.
Quelli con le varietà di diaspro rosso erano collegati al nodo della Vita, ed erano, chiamati " Nodo di Isis": " E' il Tuo sangue, Isis. E' il tuo potere magico Isis...".

Gli anelli con lapislazzuli il cui minerale ueniva definito "gioia" servivano per allontanare il male, la pietra evocava l'associazione all'acqua primordiale ed alla notte cosmico, legata inoltre ad alcune divinità era simbolo di giouinezza e di uigore rigeneratore.
Alla dea Hathor erano collegati gli anelli con il turche-se, simbolo di speranza e di rinnovamento, a questa pietra venivano, infatti, associate altre divinità-madri celesti.
Molto diffusi erano gli anelli con pietre verdi essendo il colore dell'universo vegetale, simbolo di fertilità, di vita e di resurrezione, tanto amato dagli Egizi.

Rari gli anelli in rame, gli egiziani associavano a questo metallo divinità guerriere, come per esempio l'arpione di rame di Horus che lotta contro l'ippopotamo.
Stessa cosa era per gli anelli in argento connessi alla luna ed al mito dell'eterna giovinezza,i testi religiosi affermano che le ossa degli dèi erano fatte d'argento.
Vari erano i nodi magici sugli anelli. ma quello portato volentieri dalle donne era il "sa" legato alla dea Ta Urt-Toeri," La Grande".
In lapislazzuli, in oro ed in corniola era l'Occhio di Horo che tra smetteva i benefici di forza, vigore, protezione, si
curezza e buona salute. Gli anelli con lo scarabeo avevano larga diffusione inoltre erano realizzati con montature in oro, disposti orizzontalmente.

L'Anello dell'Immortalita'

Da un papiro magico greco, tradotto da Goodwin, troviamo che numerose e solenni cerimonie venivano compiute sullo scarabeo prima di indossarlo. Ma c'erano altri modi per utilizzare gli i anelli come troviamo nel "Rituale dell'lmbalsamazione" ove viene descritta la mummificazione delle mani. La mano sinistra veniva stesa su di una benda di lino, e sopra veniva fatto passare un'anello, quindi veniva ricoperta con trentasei sostanze rappresentanti gli aspetti di Osiride.
Una striscia di lino piegata sei volte su cui erano effigiati Iside e Hapi la avvolgeva.
Un simile trattamento era riservato anche alla mano destra sulle cui bende erano raffigurati Rà e Amsu.
L'anello veniva fatto passare su entrambi le mani in modo di assicurarle la protezione divina.
Nella tomba di Tutankhamon furono trovati a profusione moltissimi anelli sulla sua mummia due anelli di calcedonio verde, un anello con uno scarabeo in turchese, l'altro doppio, con due raffigurazioni dell'" ureo" incastonato in pasta vitrea.

Tra gli anelli più importanti c'è un anello in oro massiccio a forma di cartiglio sul quale è ritratto il re inginocchiato sul segno "neb" che offre sacrifici alla dea Maat.
Sopra la testa di Tutankhamon il falco sacro con lo shen: l'altro anch' esso di grande importanza è in oro incastonato di vetro blu con al centro una barca accompagnata dalle scimmie del dio Thot.
Restando in ambito amarniano,in un dipinto troviamo Akhenaton che getta un anello ad Aj.
Da quello che abbiamo sin qui genericamente citato si evince che gli anelli egizi oltre ad essere doni offerti come ricompensa dal re ai suoi sudditi, erano segno simbolico di eternità nel quale il nome di colui che vi era iscritto avrebbe vissuto nell'infinità del tempo.