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mercoledì 5 gennaio 2011

Wikileaks: UFO vs USA !!!

Il sito di Current tv ha pubblicato un’intervista rilasciata al Guardian da Julian Assange, il creatore di Wikileaks, in cui annuncia l’esistenza di file che verranno pubblicati prossimamente dal suo sito e che fanno “riferimento agli Ufo“. Si vocifera che si tratta di una base sottomarina di Ufo situata nella zona del Continente Antartico.

Anche il Times EU ha riportato che Wikileaks svelerà a breve dei cablo segreti degli USA nei quali si riferisce che gli americani hanno ingaggiato una guerra contro gli Ufo dal 2004.
Secondo questo rapporto, tutto è cominciato nel giugno 2004 quando una consistente flotta di Ufo pare sia emersa dal Mare Antartico in direzione Guadalajara, Messico a circa 1600 chilometri dal confine statunitense, cosa che ha allarmato lo zio Sam. La flotta però sarebbe rientrata nella base dei mari dell’Antartide prima di arrivare al confine.

Le preoccupazioni statunitensi risalgono però addirittura al decennio prima, sempre secondo il rapporto, a partire dagli eventi eccezionali dell’11 luglio 1991 (definito il “7/11”). Durante una eclissi solare pare che centinaia di misteriosi velivoli siano apparsi nei cieli di Città del Messico, ripresi anche dalla tv messicana.

Ma secondo il rapporto la continua emersione di queste flotte dall’Antartico sarebbero motivo di pericolo a causa dell’impatto provocato con le onde.


In alto la foto della nave da crociera Clelia II.

Una tempesta con onde alte fino a 10 metri aveva investito l’imbarcazione, mandando in avaria motori e sistema radio, mentre attraversava il Canale di Drake. Poi, il provvidenziale intervento della Guardia costiera argentina



Il 13 dicembre pare infatti che un peschereggio sudcoreano, il Number One Insung, sia affondato (e 22 membri dell’equipaggio deceduti sui 42 totali) spiega il rapporto, a causa degli Ufo ed ugualmente pochi giorni fa la nave da crociera Clelia II, con 160 passeggeri a bordo, è stata vicina a rovesciarsi mentre attraversava l’Antartico, poichè colpita dalle onde generate dall’emersione delle navicelle.

In attesa della pubblicazione di questi file “rivelatori”, ecco il video di ciò che accadde a Città del Messico l’11 luglio 1991.



Link del Video

fonte: oltrelostretto.blogsicilia.it

lunedì 27 dicembre 2010

STARGATE nel Golfo di Aden?


Molti utenti di Internet sono recentemente interessati alla notizia di un misterioso " Stargate nel Golfo di Aden". Alcuni sostengono che ci sia una correlazione con alcuni vortici-spirale avvistati nei cieli di tutto il mondo, come ad esempio quella del 9 DICEMBRE 2009, una spirale di luce blu che sembrava generata al computer, apparve improvvisamente nel cielo della Norvegia settentrionale.

Circa un mese dopo la scomparsa della spirale, un campo magnetico di notevoli proporzioni è apparso nel Golfo di Aden aprendo un wormhole o "Stargate". Si vocifera che la scorta militare multinazionale nel Golfo di Aden, apparentemente si troverebbe in quelle coordinate, con la scusa di combattere i pirati somali, ma invece la realtà sarebbe un'altra: si lavora per esplorare le galassie attraverso questo Stargate e che tale esplorazione porterebbe a distanze di un milione di anni luce.


In alto una fotografia scattata da un saltellite che mostra l'anomalia magnetica, ovvero lo Stargate nel Golfo di Aden

Il Professor Wang Sichao del Purple Mountain Osservatorio Astronomico, un'autorità in materia di ricerca sugli UFO in Cina, ha detto che il fenomeno nel Golfo di Aden non sarebbe da ricollegare alla teoria di 'Stargate'.

I rapporti dichiarano che il 9 dicembre, tutta la parte settentrionale della Norvegia poteva vedere un fenomeno particolare. Una luce blu a spirale improvvisamente apparsa nel cielo, guardando come se fosse una immagine generata al computer. Contemporaneamente, un raggio di luce blu, colpo da dietro una montagna e cominciò a girare. Dopo pochi secondi, la spirale ha coperto praticamente l'intero cielo, poi un raggio di luce verde schizzò fuori dal centro della spirale. Tra i dieci e dodici minuti dopo, la spirale scomparve. Questo "Stargate", si aprirebbe come una porta o wormhole attraverso il quale l'umanità può viaggiare nello spazio-tempo.



Ecco come i media cinesi titolano la notizia dello Stargate nel Golfo di Aden.

Alcuni rumors ruotano intorno a Aaron McCollum, un leader auto-identificato con il gruppo di ex US Coast Guard, il quale sostiene che una forza militare multinazionale sta esplorando lo Stargate con le scuse di combattere i pirati somali. Altre voci sostengono che la NASA ha recentemente rilasciato informazioni su un nuovo buco nero nello spazio per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dallo Stargate.

Wang Sichao ha detto al giornale che, anche se la spirale blu in Norvegia è stato molto probabilmente una spirale UFO, il vortice magnetico nel Golfo di Aden non è da addebitare certamente ad uno Stargate.

fonti: whatdoesitmean.com -danwei.org -cassiopaea.org

Fonte principale

giovedì 4 novembre 2010

Denver (USA) voterà per la commissione extraterrestre.


Mentre milioni di elettori americani sono chiamati a votare nelle elezioni di medio termine che hanno ormai deciso le sorti tra repubblicani e democratici, i cittadini di Denver (Colorado) avranno l'insolita opportunità di decidere se instituire una commissione speciale del governo per studiare gli UFO e gli extraterrestri.

L'originale proposta nasce da una incisiva campagna mediatica (L'iniziativa di Denver 300) portata avanti dall'imprenditore 56enne di Denver (nonché complottista) Jeff Peckman, che è riuscito a raccogliere 10.000 firme dai suoi concittadini per avere la possibilità di inserire nella scheda elettorale l'attuazione della "Commissione degli Affari Alieni" (dopo l'ONU e lo scienziato Davies ?) che sarà responsabile della raccolta e condivisione di elementi di prova a sostegno delle visite degli extraterrestri alla Terra, valutando i rischi e i benefici di un contatto con gli alieni.

Peckman ha dichiarato che è molto importante avere il voto pubblico per dare ufficialità istituzionale all'iniziativa: "Il processo di questa iniziativa a scrutinio pubblico darebbe una una sorta di status ufficiale."

L'imprenditore chiede inoltre che il governo degli Stati Uniti rilasci tutte le informazioni sugli alieni che visitano la Terra e che per anni sono state soppresse. "Ognuno dovrebbe chiedere ai funzionari eletti perché non vogliono rilasciare queste informazioni", ha detto Peckman. (nella foto a destra)

"So solo che c'è un cover-up, e dobbiamo scavare nel presente per scoprire come acquisire queste informazioni a beneficio di tutti". L'iniziativa è proposta nella scheda elettorale nel seguente modo:
"La città e la contea di Denver chiedono un'ordinanza per la creazione di una commissione degli affari sugli extraterrestri per contribuire ed assicurare la salute, la sicurezza, e la consapevolezza culturale dei residenti quando in futuro verranno a contatto con esseri extraterrestri o loro veicoli".

A questo punto, come recita il poster promozionale della campagna: "Siete pronti per la verità?"

Pasquale Gallano
newnotizie.it

sabato 11 luglio 2009

“Mistero” e il caso di Giovanna, la donna addotta dagli alieni.


Su Italia 1 è andata in onda ieri la seconda puntata del programma condotto da Enrico Ruggeri,”Mistero”, che ha approfondito un tema già discusso in precedenza,riguardante Giovanna, la donna che racconta di essere stata rapita periodicamente da esseri alieni e fecondata al fine di creare una razza ibrida che possa evitare l’ estinzione della stessa razza extraterrestre.

Dal blog di Adriano Forgione:

Pubblicato da evidenzaliena

È da un po’ che ho lasciato l’ufologia attiva per dedicarmi a settori affini ma separati (misteri del passato, alchimia e cerchi nel grano) sebbene abbia voluto la nascita di una pubblicazione di ufologia alternativa come AREA 51 il cui team prosegue come rivista XTIMES.

Desidero dare un commento sul caso di Giovanna andato in onda ieri sera in quanto sono coinvolto in prima persona. Seguo Giovanna da 10 anni, è un’amica fraterna. L’ho sempre tutelata, tanto straordinaria e inquietante è la sua storia, in quanto è una persona profondamente sensibile che REALMENTE vive ciò che ha affermato.

Sono stato addirittura testimone di alcuni eventi relativi a un post- abduction avvenuto a casa mia una notte, in presenza della mia ex moglie quando ospitammo Giovanna per due mesi (in quel periodo, mentre era da me, si manifestò anche un cerchio nel grano proprio nel campo di casa sua).

Non voglio convincere nessuno, ognuno resta con le proprie opinioni, però io so di cosa parlo, so cosa ha passato Giovanna, so quante volte ho dovuto portarla in ospedale per problemi ignoti al suo apparato riproduttivo, so chi è lei e so che non mente. La fortuna di Giovanna è avere un compagno che la capisce e che l’aiuta.

Non perde un momento di quello che le accade, tranne quando i visitatori mettono fuori uso tutte le telecamere che il suo compagno ha installato in casa nei momenti in cui violano il loro spazio privato (ecco perchè avete visto alcune immagini amatoriali dei suoi momenti di sofferenza, le ha filmate lui come documento).

Potete crederci o meno, ma questa è la storia di Giovanna. Non mi considero più un ufologo, ma continuo a tutelare Giovanna che ora ha iniziato a parlare. Ha avuto coraggio, si è messa in gioco, per tutti, anche per quelli che ancora discutono sul vero e sul falso. Ha voluto offrire la sua testimonianza anche se c’è molto di più. Ciò non vuol dire che tutto sia comprovabile, siamo in un fenomeno che sfugge ancora alle nostre percezioni limitate.

Per quanto riguarda il discorso del feto, avrei preferito che non consegnasse il filmato o che la produzione non lo mostrasse (in ogni caso non è una montatura della rete televisiva, ne ho copia integrale). Anche perchè nessuna analisi è stata compiuta su quel corpo. Sarebbe stato meglio dopo. Pubblicheremo del caso di Giovanna nei prossimi numeri di X TIMES. Un caro saluto a tutti.

In attesa di ulteriori rivelazioni sulla vicenda rimandiamo all’appuntamento televisivo di mercoledi’ 15 luglio con “Mistero”, in onda alle 21:10 su italia 1.

giovedì 7 maggio 2009

UFO gigante filmato in Russia?



Questo video piuttosto interessante sarebbe stato filmato da un contadino mentre lavorava nel suo campo in Russia. Purtroppo poche informazioni si conoscono sulla dinamica, sul luogo e sulle generalita' del testimone che ha ripreso la scena.

Quello che si sa e' che il video e' stato preso in esame da parecchi forum specializzati Russi e Americani. Secondo alcuni ricercatori ed in particolare l'esperto Mr. Avi Moas di Las Vegas ha affermato, l'ignaro fattore avrebbe ripreso un'astronave madre aliena.

Da quello che si sa il video e' stato girato il 3 MAggio 2009.

domenica 26 aprile 2009

SICILIA: UFO SIGARIFORME “A TERRA”.


Un ufo sigariforme per la prima volta e’ stato avvistato sulla terra ferma. E’ accaduto nel 1997 e abbiamo testimoni attendibilissimi, (nostri militari), che confermano il fatto. Non negli Stati Uniti, o in qualche altro stato estero ma…. in Sicilia!

24 Aprile 2009

Nel giugno 1997 , una nave della nostra marina si trovava in navigazione al largo di CARONIA MARITTIMA, alle ore 5,30 del mattino tre membri dell’equipaggio notano sulla spiaggia un oggetto lungo circa 55/60 metri ed alto almeno 12, di colore nero immobile, scambiato per un grosso tubo per il metanodotto.

Continuano la loro attivita’ ma, quando si accorgono di piccole luci a “prua” dell’oggetto ,danno “voce in plancia” all’ufficiale di servizio.

Egli, scendendo le scalette chiede spiegazioni, mentre i marinai indicano l’oggetto illuminato. L’ Ufficiale osservando con il binocolo l’ oggetto in questione , ordina alle macchine di “rallentare”il moto, e mentre, come ipnotizzato, continua l’osservazione dell ’oggetto, questo, dopo 3/4 minuti si… alza in volo dirigendosi proprio sull’unita’ militare.

Attivato l’allarme, altri membri dell’equipaggio assistono increduli ed inermi al passaggio dell’ ufo che silenzioso vola sulla nave ad una altezza di circa 50 metri. L’equipaggio ha il tempo di notare che l’oggetto volante emette una grande luce bianca fissa nella sua parte centrale. Scivola lentamente, e poi si inabissa a circa mezzo miglio di distanza dalla poppa della nave. Stupefatti i testimoni tornano nei loro locali.

Qualche ora dopo in un Briefing improvvisato, il comandante dell’unita’ spiega in modo superficiale, cercando di dare una plausibile spiegazione a quanto visto e intima loro di mantenere il segreto sull’ esperienza vissuta. C’e’ altro da aggiungere?

P.S Abbiamo omesso i dati che permettessero un’identificazione dell’unita’ e dei testimoni correlati, all’ epoca membri dell’ equipaggio.

Centro ricerche ufologiche Messina

mercoledì 22 aprile 2009

USA: EX ASTRONAUTA ACCUSA GOVERNO, ''NASCONDE LA VERITA' SUGLI UFO'' .


(ASCA) - Roma, 21 apr - Gli extraterrestri esistono, ma Stati Uniti e governi di altri paesi tengono nascosta la verita'.

Parola dell'ex astronauta americano Edgar Mitchell, che partecipo' alla missione lunare Apollo 14 del 1971, che ne ha parlato alla quinta edizione della X-Conference, un meeting organizzato dagli appassionati di Ufo e da ricercatori che studiano la possibilita' di esistenza di forme di vita aliene.

''Non siamo soli nell'universo'', ha detto Mitchell, secondo quanto riporta un servizio della Cnn. ''Il nostro destino, secondo la mia opinione, e' quello di diventare parte di una comunita' planetaria. Dovremmo prepararci ad andare oltre il nostro pianeta e oltre il nostri sistema solare per scoprire cosa c'e' davvero la' fuori''.

Mitchell e' cresciuto a Roswell, nel New Mexico, luogo dove secondo la leggenda si sarebbe schiantato un Ufo nel 1947. I residenti della zona, secondo quanto ha raccontato oggi l'ex astronauta, furono costretti al silenzio ''dalle autorita' militari'' che li minacciarono di ''gravi conseguenze'' se avessero parlato. Ma i cittadini, ha aggiunto Mitchell, non volevano portarsi il segreto nella tomba. ''Volevano dirlo a qualcuno di affidabile e lo hanno detto a me, che ero uno della zona ed ero stato sulla luna''.

Dieci anni fa, ha rivelato ancora Mitchell, l'ex astronauta fu ricevuto al Pentagono per discutere della vicenda ed un ammiraglio gli confermo' la storia, promettendogli che la verita' sarebbe stata presto rivelata all'opinione pubblica. Lo stesso ufficiale, ha detto ancora Mitchell, adesso invece nega. ''Consiglio a coloro che hanno dei dubbi di leggere libri e tutto quello che si e' scritto per cercare di capire cosa e' veramente successo. Perche' non c'e' dubbio che noi siamo stati visitati dagli extraterrestri''.

Un portavoce della Nasa, Michael Cabbage, ha seccamente smentito ogni copertura. ''La Nasa non cerca gli Ufo, la Nasa non e' coinvolta in nessuna copertura a proprosito della vita aliena su questo pianeta, ne' altrove, in nessun periodo storico''.

La storia di Roswell risale al 3 luglio del 1947, quando il proprietario di un ranch trovo' sui suoi terreni dei resti metallici. L'aeronatica militare statunitense parlo' prima di un incidente che aveva coinvolto un ''disco volate'' e poi modifico' la sua versione riferendo che il misterioso oggetto caduto a Roswell era un pallone sonda che svolgeva rilevamenti sulla situazione meteorologica. Dopo questo episodio, le autorita' americane cominciarono a smentire duramente ogni notizia di avvistamento di Ufo, atteggiamento che gli ufologi ritengono dettato dalla necessita' di nascondere la verita'.

martedì 21 aprile 2009

AGGIORNAMENTO: Intervista INTEGRALE con LUCA SCANTAMBURLO.


17 aprile 2009

* Luca, come puoi vedere anche leggendo il blog, stiamo vivendo in un periodo in cui quotidianamente nel mondo, avvengono strani fenomeni in cielo. Cosa ne pensi tu, ti chiedo un'opinione personale, sul fenomeno UFO?



L.S. Che siamo diventati un po' schiavi di questo acronimo inventato diversi decenni fa. In passato Stephen Bassett, negli Stati Uniti, si è espresso in termini analoghi. Tendo ad usarlo poco, infatti. Il vero interrogativo che dobbiamo porci è un altro: fatta una selezione, scremate le segnalazioni, eliminati i casi di fenomeni naturali e sperimentazioni di armi segrete (test di volo, ecc..), che cosa si può dire dei piloti e delle loro intenzioni, se accettiamo l'ipotesi dell'origine extraterrestre? E quali accordi sarebbero stati presi dai Governi che – eventualmente – avessero avuto l'opportunità d'incontrare segretamente gli equipaggi di questi ordigni volanti? E che cosa mangiano questi esseri? A quali malattie sono soggetti? In che cosa credono, a livello religioso? Quali sistemi politici adottano? Anche loro discutono di libertà, progresso, rispetto per l'individuo e la sua soggettività, oppure vivono in società in cui lo spazio per il singolo e la sua iniziativa è soffocato da un sistema feudale, o totalitario?

Hanno abolito la schiavitù, come abbiamo fatto noi sulla Terra? Viviamo per caso in uno zoo galattico, senza rendercene conto? Altri prima di me hanno sollevato queste questioni, ma noto che la tendenza generale continua a limitarsi ad uno studio statistico (importante nel XX secolo, ma ormai che senso ha?). La mole di dati, testimonianze, analisi, raccolta nei decenni da varie associazioni ufologiche di Brasile, Stati Uniti, Germania, Svizzera, Italia, ecc... è talmente imponente, che mi domando quale senso abbia ancora organizzare convegni sulle foto e sui video. Se fatto perché è cronaca ha senso, ma se si crede che con una foto od un video si possano avere delle risposte, secondo me si è sulla strada sbagliata. I convegni sono importanti, ma credo che dobbiamo riflettere di più sulle domande che poniamo ai convegni. Sono gli interrogativi che fanno la differenza. Il contesto in cui essi sono posti. Poi, ben vengano foto, video, ma vanno inseriti in un contesto che smuova gli ambienti scientifici, politici, umanistici... Secondo me, continuando ad usare il termine Ufo, non si riuscirà mai a fare luce sulla questione. Anche perché nell'immaginario collettivo tale termine non ha la stessa valenza che ha per un ricercatore od ufologo: per le persone che ignorano la questione, il suo contesto storico ed il grande lavoro fatto negli anni dagli ufologi, il termine Ufo è un termine che si accompagna al mito. Alla burla, all'inganno, allo svitato. Per altri è una possibilità, remota, di visita dallo Spazio. Rispetto agli anni'90, quando seguivo l'argomento dalla pagine delle riviste specializzate (e non in Rete), non è che la percezione del fenomeno sia poi così cambiata. E trasmissioni come Voyager della Rai – che indubbiamente realizzano servizi con sempre maggiore attenzione e serietà, verso il fenomeno – sono un passo in avanti, ma colmano solo parzialmente il vuoto del grande interesse e del grande dibattito che si ebbe fra il 1995 ed il 1999. Oggi, purtroppo, non vedo tanta onestà intellettuale e serietà, in giro...

Tornando agli avvistamenti, attualmente il livello tecnologico è tale che diventa sempre più difficile discernere, distinguere un lavoro fatto al computer per elaborare una frode, da un autentico filmato di avvistamento. Il confine fra verità e finzione è diventato troppo labile. Ed anche i nuovi segreti velivoli sperimentali statunitensi o russi, avranno certamente una tecnologia avanti di decenni rispetto allo F117 Nighthawk ed al bombardiere B2 Spirit. Giudico molto più importante la rivelazione di un ex pilota, un ex astronauta o ex cosmonauta - una testimonianza umana - piuttosto che la diffusione di un video, anche spettacolare, di una presunta nave spaziale o di un disco volante.

Siamo visitati, probabilmente da millenni. Anzi, forse da milioni di anni. Probabilmente alcune di queste visite hanno a che fare con le nostre origini, con l'accelerazione impressa agli ominidi. Questo spiegherebbe l'anello mancante. Del resto, gli esseri umani stessi giocano a fare Dio con l'ingegneria genetica, su specie animali e vegetali alla nostra mercé.

Il problema è da chi siamo visitati, e con quali intenzioni. Sicuramente – considerando la vastità dell'Universo, le innumerevoli stelle, e la loro età – siamo stati visitati da equipaggi dalla grande evoluzione non solo tecnologica, ma anche morale e spirituale. Ed infatti testimonianze d'incontri in tal senso non mancano (Adamski, Siragusa, ecc...). Contemporaneamente, non si possono escludere colonie extraterrestri ed onde migratorie di razze aliene predatorie...

Infatti, noi viviamo nel XXI secolo, ma il fenomeno dei pirati – come tutti sanno ascoltando i telegiornali o leggendo i quotidiani– non è scomparso. Anzi. In tal caso, non comprendo cosa ci sia di scandaloso a parlarne. Del resto, ognuno di noi, prima di aprire la porta ad uno sconosciuto effettua una valutazione, se può. Intercettare intenzioni è una cosa che facciamo quotidianamente e senza accorgercene, attraverso soprattutto il linguaggio non verbale. Dare confidenza e fiducia al prossimo è bello, ma ci vogliono delle garanzie, ci vuole del tempo, per conoscersi. La vita, purtroppo, ci insegna che spesso riponiamo fiducia nelle persone sbagliate. Il tempo, in tal caso, è un maestro.


* Hai avuto difficoltà in questi anni, ha divulgare le tue ricerche?



L.S. Più che difficoltà, direi fastidi dall'ambiente esterno. Solo quando – valorizzato da certi personaggi italiani ed esteri che mi hanno dato fiducia previa valutazione della mia persona e capacità - ho cominciato a scrivere con assiduità ed a certi livelli, battendo sempre sullo stesso tasto, e su mia iniziativa: il Pianeta X, Nibiru, e tutto quello che ci gira attorno. Il servizio che ha costituito una svolta è – probabilmente - quello pubblicato su numero 67 (febbraio-marzo 2007) di UFO Notiziario, a mia firma, ed intitolato <> Molto, ma molto scomodo. Coloro che mi conoscono a malapena ed esprimono giudizi fuorvianti su di me, dovrebbero partire da una lettura di quel servizio. Forse si metterebbero una mano sulla coscienza... Altro punto di svolta – a livello mediatico – è stata l'intervista in inglese che concessi al Project Camelot. Dopo quell'intervista capii che – senza tutele, senza una stabilità economica, e senza aver uno spazio privato lontano da tutti – probabilmente avrei vissuto dei brutti momenti, così come li hanno vissuti loro tornando dalla Norvegia, all'aeroporto Orio al Serio di Bergamo...

Scrivevo – e scrivo ancora oggi, anche se con meno frequenza per una sorta di autocensura e freno che mi sono imposto – per piacere personale, per passione, e per comprendere la realtà. Relazionarsi con un pubblico è un'esperienza difficile. Dà grandi soddisfazioni se fatta con lealtà e professionalità. Ma – inevitabilmente – ti può esporre a venti di tempesta se tocchi argomenti scomodi. Poi, per affrontare certi discorsi a certi livelli, ci vuole tanto tempo e costanza, ed in quel caso è meglio che diventi la propria professione: scrittore o giornalista poco importa, ma bisogna portare due Lire a casa, altrimenti non si ha il tempo e la necessaria attenzione. Roberto Pinotti e Maurizio Baiata sono dei fortunati, a questo proposito. Se lo sono guadagnati, lo spazio di lavoro e di credito, ma al giorno d'oggi è molto più difficile raggiungere tali posizioni. Viviamo una crisi editoriale senza precedenti, in una crisi di recessione globale.

Inoltre, senza una dedizione totale alla causa si commettono errori: ne è un esempio un mio recente intervento-intervista con gli Stati Uniti, in cui ho ricordato male alcune parole e fatti dell'anno 2007. Se lavorassi a tali questioni da affermato mastino del giornalismo – come per un certo periodo ho sognato di diventare, visto il mio pregresso titolo di giornalista, e le buone premesse – non avrei commesso certi errori. Purtroppo per me – e forse alcuni godranno a sentirmelo dire – mi guadagno da vivere facendo altro, nella vita. Cosa che ho sempre fatto, ma c'è stato un tempo (durato pochi mesi) in cui sono riuscito a dedicare tutto me stesso nel tempo libero, con una forza, un'intuizione, uno spazio ed una caparbietà che non ho più avuto. Grandi sacrifici, anche di studio universitario. Dormivo molto poco per fare tutto ciò. La vita e le scelte personali hanno cambiato le carte in tavola.







* Tra i tuoi studi, ricerche, interviste, non possiamo non menzionare il caso delle missioni Apollo 19 e 20, tenute, segrete dal governo USA. Quali sono i punti focalizzanti, di queste vicende?



L.S. Tenute segrete da USA ed Unione Sovietica, se esse hanno avuto veramente luogo. Non dimenticare l'ex Impero Sovietico, e la sua ossessione per la segretezza. I punti su cui possiamo focalizzare l'attenzione sono pochi, credo: che ci sono almeno due anomalie – documentate da autentiche foto Nasa – entro un raggio di pochi chilometri, sulla faccia nascosta della Luna, vicino alla Piana di Fermi. Una è un oggetto sigariforme, fra i 4 ed i 5 chilometri; l'altra un oggetto triangolare, poco distante. Sono anomalie gigantesche. Cosa sono è un altro discorso, ma è evidente – visto il contesto in cui sono discusse e le testimonianze da me raccolte – che una o più missioni spaziali coperte hanno avuto luogo nel secolo scorso, per indagarle. Americani e Sovietici insieme, sulla Luna? Perché no, visto che nel 1975 si sono stretti la mano in orbita, in piena Guerra Fredda. Ad ogni modo, rimando le lettrici ed i lettori del tuo blog a tutti i miei servizi ed articoli, usciti sia su UFO Notiziario nell'anno 2007 (nr. 69, 70 e nr. 71), sia sulla rivista X Times (nell'anno 2009, numero 3 e 4). Per chi non potesse procurarsele, c'è il mio sito Web, www.angelismarriti.it, con i miei servizi in lingua inglese. Io non posseggo la verità: io ho realizzato delle inchieste, delle interviste, cercando di capire, di conoscere, di penetrare questioni scottanti e casi di cronaca. Il giudizio finale resta al lettore.

* Ci sono altre fonti, oltre alle tue ricerche ed interviste, che possano portarci in un certo modo, a capire che quelle missioni si siano svolte e coperte dal segreto?



L.S. Certo: l'iniziativa personale. Fare i propri compiti a casa, come diceva Phil Schneider. La consultazione e la lettura di libri. Il porre certe domande a certi addetti ai lavori, magari con discrezione ed in privato. Senza imbarazzarli. Interrogare addetti ai lavori durante conferenze stampa, congressi, scrivere lettere ai Direttori dei quotidiani, dei telegiornali. Cercare – durante i convegni – un'opinione da parte di ex astronauti o scienziati, ponendo sotto i loro occhi la foto delle anomalie, senza menzionare il caso di William Rutledge. In quest'ultimo caso si possono raccogliere indizi, sensazioni, spunti per ulteriori ricerche. Basta esaminare la loro reazione, anche non verbale. Si può fare – con rispetto ed educazione – qualunque domanda a chiunque. Anche alla persona più importante. Ma bisogna farla con garbo, anche se con decisione. L'ambiguità e l'understatement pagano fino ad un certo punto. Con Gorbaciov, ad esempio, sono stato diretto; ho tentato di porgli anche un'altra domanda nel giugno 2006, ma non voleva più ascoltarmi. Però ho avuto il mio spazio, di alcuni minuti. Ho chiesto di essere inserito nella lista di coloro che avrebbero posto gli interrogativi. Mi è stato concesso. Gorbaciov mi ha ascoltato in silenzio, con attenzione. Non si è sottratto. Era una conferenza stampa, ero accreditato, e sono stato trattato con rispetto, senza discriminazioni, e vi sono giunto senza avere raccomandazioni o favoritismi.

* Nella tua intervista a Blogtalkradio, menzioni di un "fascicolo", redatto dal governo statunitense, riguardante il come comportarsi nel caso in quelle missioni si fosse trovato qualcosa di non convenzionale. Puoi sintetizzarcelo?



L.S. Proprio in occasione di questa intervista – con il gentile Zen Garcia - ho fatto delle affermazioni poco precise sulla testimonianza di William Rutledge, cercando di ricordare fatti e parole dell'anno 2007. Te lo spiego dopo. Veniamo alla tua domanda: il fascicolo a cui ti riferisci in realtà non è un fascicolo, ma uno studio approfondito, un dossier, e non è stato redatto dal Governo statunitense, ma da un ente privato, su commissione della Nasa. Poi il testo è stato discusso al Congresso degli Stati Uniti, nell'ambito del Committee on Science and Astronautics, alla Camera dei Rappresentanti del Congresso, a cui fu presentato il 18 aprile 1961. Il New York Times ne parlò giovedì 15 dicembre 1960, sulle sue pagine, con un articolo intitolato <>. Questo studio è conosciuto come Rapporto Brookings, o Brookings Report. Fu redatto dal celebre Brookings Institution di Washington, D.C. Titolo: <>. Porta la data del novembre 1960. La Nasa era stata creata solo due anni prima, nel 1958. Ne parlai sulle pagine di UFO Notiziario (nr. 70, agosto-settembre 2007). In tale studio – realizzato nell'ambito della ricerca sociologica ed antropologica - vi sono alcune pagine dedicate alla problematica del contatto, della possibilità del ritrovamento di artefatti alieni nel Sistema Solare, durante l'esplorazione spaziale. Con particolare riferimento alla Luna, a Marte ed a Venere. Ebbene, oltre a ricordare che il passato ci dimostra come il contatto fra civiltà estranee, con diverse idee, stili di vita e livelli tecnologici, è foriero di grandi cambiamenti e spesso porta alla disintegrazione della civiltà diciamo inferiore, lo studio si pone anche degli interrogativi sull'opportunità o meno di rivelare al pubblico tali scoperte.

Testualmente, dice: <<[...] be presented or withheld from the public for what ends?>>. Inoltre, si pone l'attenzione su quale potrebbe essere il ruolo degli scienziati e dei decision makers a proposito della divulgazione di una tale scoperta. Se si ha la pazienza di leggere – soprattutto la pagina 215 – si troveranno le motivazioni del cover-up. Se simili scrupoli erano legittimi decenni fa, oggi credo che il principale ostacolo alla divulgazione sia di ordine economico e religioso (e non mi riferisco alla religione cattolica e cristiana più in generale), più che per timore di scatenare anomia e shock culturale. Nascerebbero nuovi religioni e nuove sette, anche fanatiche. Questo è inevitabile.

Poi, non bisogna dimenticare che rivelare al mondo una simile cosa, comporterebbe una rivoluzione copernicana dalle proporzioni bibliche, inimmaginabili. La vita di tutti, in pochi anni - anche sotto il profilo delle abitudini, della morale e dei costumi - prenderebbe vie inesplorate. Tutte le istituzioni – in primis quelle scientifiche e universitarie – subirebbero un contraccolpo che porterebbe a rivoluzionare consigli, senati accademici, corsi universitari... Un pandemonio. Si può gestire, ma fino ad un certo punto. Molti – probabilmente - perderebbero credito, ruolo e forse anche la loro cattedra. Per tornare a William Rutledge, nel marzo 2009 a Zen Garcia ho rivelato per la prima volta pubblicamente che io – ed altri due o tre utenti di YouTube – nel 2007 assistemmo ad un filmato in bianco e nero, privo di audio, caricato in una sessione privata di YouTube il 30 maggio 2007, alla quale Rutledge ci consentì di accedere. Il filmato fu rimosso poco dopo. Rutledge - (alias “retiredafb”) – nei nostri contatti mi autorizzò in seguito a parlarne pubblicamente, ma mi disse che prima di divulgare il filmato avrebbe cancellato i volti degli ingegneri visibili. Il filmato non è mai stato divulgato, fino ad oggi.

Nell'intervista con Zen Garcia dissi che risaliva agli anni'40, ricordando male quanto aveva scritto Rutledge come commento al video. Dissi anche che era stato realizzato al MIT. Un'altra inesattezza. Allora, per riparare a ciò, ti do qualche anticipazione. In futuro scriverò qualcosa in inglese: nel filmato – indubbiamente datato e credo genuino – si vedeva un presunto ingegnere, o tecnico - armeggiare con dei dispositivi elettronici di qualche tipo. Rutledge spiegò – nel commento al video – che si trattava, in sintesi, di una presunta reverse engineering. Ecco un estratto di cosa scrisse su YouTube << [...] use of foreign (alien) technology in the radeon laboratory [...] This film was internat to the MIT, and shows reconstruction of a chip, with the 50's technology.>>

Ricostruzione di un chip, filmata in un laboratorio Radeon, e poi conservata al MIT. Come puoi vedere dal testo in inglese c'è qualche problema sintattico, grammaticale, ma se è vero quanto rivelatomi sui problemi ad usare la tastiera e la lingua inglese, da parte di Rutledge, è coerente con il personaggio. Ne parlerò in futuro. Al di là della sua identità, il filmato lo vidi. Ne era in possesso. Evidentemente la reazione di scetticismo nata in Rete sulla sua storia, deve averlo dissuaso dal diffonderlo. E così, poi, mantenne soltanto la promessa di divulgare i filmati sulla EBE “Mona Lisa”.





- Ricordo che è stato divulgata qualche tempo fa, una parte di registrazione mai trasmessa (ufficialmente spiegata nella diretta di allora come una caduta del segnale) , dell'Apollo 11, che qui riporto per conoscenza anche dei nostri lettori:

Apollo 11: "Si sente bene adesso?"

Controllo Missione: "Affermativo! Vi riceviamo, vi riceviamo!"

Apollo 11: "Ah, cos'è quello? Avete una spiegazione?"

Controllo Missione: "Non l'abbiamo! Non vi preoccupate! Continuate con il vostro programma."

Apollo 11: "Mio Dio! ... Incredibile! Questo è fantastico! Non lo potreste mai immaginare!"

Controllo Missione: "Roger! Ok, noi sappiamo di quello ... però voi andate nell'altra direzione! Andate dall`altra parte!"

Apollo 11: "Che diavolo è quello? ... è molto spettacolare! Mio Dio! Che cosa è ... allora me lo dite cos`è quello?"

Controllo Missione: "Cambiate frequenza ... Usate Tango! .. Tango!"

Apollo 11: "... Allora ... è una forma di vita quella!"

Controllo Missione: "Roger! Vi stiamo dicendo di cambiare comunicazione! Usate Bravo - Tango, Bravo - Tango ... selezionate Jezebel ... Jezebel!"

Apollo 11: "Si, ma tutto questo è incredibile!"

Controllo Missione: "Registrate su Bravo - Tango, Bravo - Tango!"

Apollo 11: "Cos'è? Per il Diavolo, cos'è? Non voglio saperne di più! Queste ... piccole ... cose ... sono gigantesche, sono enormi! No, no, questa è addirittura un'allucinazione. No, no, no, questa non è un'illusione ottica! Oh, cielo, non ci crederà nessuno!"

Controllo Missione: "Cosa ... cosa succede, dannazione? Come state, ragazzi?"

Apollo 11: "Sono là, sotto l'oriz zonte!"

Controllo Missione: "Cosa c'è? ... Disturbi radio ... qui è il Controllo Missione che chiama Apollo 11."

Apollo 11: "Roger, siamo qui, ma abbiamo visto altri ... devono essere qui da tempo per osservare le attrezzature."

Controllo Missione: "Controllo Missione! Ripetete le ultime comunicazioni!"

Apollo 11: "Dico che ci sono altri veicoli spaziali. Sono allineati sull'orlo del cratere!"

Controllo Missione: "Ripetete! Ripetete!"

Apollo 11: "Lasciateci completare questa orbita, poi ... a casa! In 625 a 5 ... Ho regolato i relè ... mi tremano le mani, non posso ... filmare! Dio, chissà se queste dannate macchine fotografiche hanno ripreso qualcosa? ..."

Controllo Missione: "Avete fotografato qualcosa di interessante?"

Apollo 11: "Non abbiamo pellicole a portata di mano ... Disturbi radio ... tre colpi dei dischi volanti, o quel che diavolo sono, possono aver rovinato le pellicole."

Controllo Missione: "Controllo Missione. Qui è il Controllo Missione ... siete sulla strada per il ritorno a casa? ... Ripeto, siete sulla strada per il ritorno a casa? Cosa sono tutte queste voci sugli U.F.O.?"

Apollo 11: "Si sono posati là ... sono sulla Luna ... ci stanno osservando."

Controllo Missione: "Gli specchi, gli specchi, li avete piazzati?"

Apollo 11: "Si, gli specchi sono al loro posto. Ma chi ha costruito simili navi spaziali può andare li domani e strappare via quei dannati specchi ... Passo e chiudo."

< BR>

Cosa ne pensi, anche alla luce delle tue ricerche, Luca?





L.S. Sei fuori strada. Quel dialogo – ammesso e non concesso che si rifaccia all'originale audio ascoltato più volte in Rete, ed anche in onda sulle televisioni italiane – è tradotto male e contiene frasi mai pronunciate. E non si parla di forma di vita, ma di luce. Inoltre, nel 1978 usciva un testo sulla falsariga di questo. Dunque, quello che hai riportato tu si rifà sicuramente a tale testo: Alternative 3 di Leslie Watkins, basato sul documentario (un docu-drama) della britannica Anglia Television Film, intitolato Alternative 3. Scritto da David Ambrose, prodotto da John Rosenberg e diretto da Christopher Miles, andò in onda nel giugno 1977, nell'ambito del programma Science Report. La musica, fra l'altro, è di Brian Eno.

Il libro è stato edito da Sphere Books Limited, nel 1978, a Londra. Un dialogo fra il presunto astronauta Bob Grodin (nome di finzione) ed il Controllo Missione. Può anche darsi che l'audio sia autentico, e riferito chissà a quale missione spaziale. Ma ti chiedo: ti sembra la voce di Aldrin o quella di Neil Armstrong? A me no. Le fonti sono importanti. Anche io feci ascoltare spesso quell'audio, durante alcune conferenze. Ma la conoscenza è un processo in fieri. Dobbiamo sempre avere il coraggio di mettere in discussione testimonianze e prove. Ad ogni modo, di quell'audio non si è mai discusso abbastanza la fonte. Mi sembra che sia proprio contenuto nel documentario Alternative 3, anche se non ci giurerei. Ricordo invece perfettamente che proprio da quel documentario proviene il presunto sorvolo di Marte del 1962, da un equipaggio dall'accento angloamericano, e visibile in Rete. Nel documentario è inserito nel contesto della testimonianza del presunto radioastronomo William Ballantine (nome di fantasia), deceduto in un incidente d'auto. Può darsi che il video – nondimeno – sia autentico. E sia stato inserito in tale contesto, di verità e finzione.




* Molti astronauti hanno ammesso di avere visto qualcosa di non terrestre lassù oltre l'esosfera (anche lo stesso Aldrin, poi smentita un po' goffamente a mio avviso). Eppure le loro dichiarazioni dovrebbe essere presa in seria considerazione; perché questo non accade?



L.S. Viene preso in seria considerazione dalle persone come te, aperte e giovani. Forse tu ti riferisci alle alte sfere, politiche e scientifiche. Può darsi che lo facciano, in privato, ma in pubblico preferiscono non esporsi. Perché? Questa storia – delle presenze ed intelligenze aliene – è dinamite, come spesso dice un noto rivelatore americano. È come il vaso di Pandora. Riguardo ad Aldrin ed all'UFO di cui egli parlò ricordando il viaggio verso la Luna del 1969, non ti deve stupire il fatto che successivamente l'abbia smentito. Si riferiva alla possibilità che fossero seguiti da un UFO, avendo compreso che lo stadio S-IV B del razzo Saturno V era troppo lontano dalla capsula Apollo per poter essere avvistato e scambiato per un oggetto volante non identificato, ed infatti ne ebbero la conferma via radio dal Controllo Missione a Houston. Ad ogni modo, Aldrin ne aveva già parlato a metà circa degli anni '90. Riportò la notizia proprio un numero della storica rivista Notiziario UFO – la cui eredità è stata raccolta dalla nuova UFO Notiziario - di cui all'epoca io ero soltanto un avido lettore, senza sospettare che nei primi anni del nuovo millennio non solo ne avrei scritto delle pagine, ma addirittura sarei arrivato a realizzare reportage ed interviste importanti proprio per essa.

Il cambiare versione – tornando ad Aldrin ed alle sue dichiarazioni rese in un documentario di pochi anni fa - spesso nasce dal fatto che su queste tematiche, a qualcuno certe affermazioni possono dare fastidio. Non escludo che egli abbia avuto caldi inviti a tornare sui suoi passi...Non necessariamente dal Governo americano o dalla Nasa. Ma queste - naturalmente – sono miei supposizioni. Tuttavia, il fatto che l'ex astronauta Edgar Mitchell – nel luglio 2008 – abbia rilasciato allo show The Night Before della britannica Kerrang Radio delle dichiarazioni importanti sulla sua conoscenza della realtà extraterrestre e del cover-up di tale presenza, rientra probabilmente in un gioco di ampio respiro, un programma a lungo termine. Non si può escludere che il dr. Mitchell abbia parlato soprattutto perché spinto solo dalla sua coscienza, ma la cosa è improbabile, essendo egli stesso un ex militare soggetto a certi vincoli di segretezza. Più probabile che all'interno del Governo americano – spesso criticato a sproposito – vi sia da tempo qualcuno che consente a tali importanti personaggi di parlare abbastanza liberamente, ma solo quando ricevono un via libera. Poi, magari, sta al singolo decidere quando. Ovviamente, vi sono anche spiriti liberi – ex insiders governativi o del mondo scientifico – che possono anche agire in totale autonomia. Phil Schneider è stato uno di questi, e molti sanno quali pressioni abbia subito, e quale orrenda fine abbia fatto nel gennaio 1996.


Ora, tornando alla tua domanda, il perché questi astronauti non vengano presi in seria considerazione è da ricercarsi in un altro fattore, da tenere presente: la nostra società occidentale gira attorno a pochi valori e centri di gravità, e fra questi vi è l'intrattenimento: siamo davvero certi che la maggior parte della gente voglia cominciare a perdere il sonno su questioni gigantesche, mettendo da parte per un po' i reality show, le partite di calcio, i programmi a premi, la propria tranquillità domestica? I leader politici e scientifici lo sanno, ed è per questo che osano poco... In sintesi, la responsabilità è tutta nostra, non certo a causa della mancanza di credenziali di chi parla della questione extraterrestre: scienziati (pochi), ex piloti, controllori di volo, militari, astronauti, tutte persone qualificate. Poi, naturalmente, una grande responsabilità è da ascrivesi agli istituti universitari, dove si presume si formino teste pensanti... I futuri dirigenti, quadri, insegnanti e tecnici di un Paese. Forse si formano bravissimi tecnici, ma sono rari i docenti di ateneo che consentono ai propri allievi di pensare e proporre rompendo certi paradigmi dominanti. Ecco perché molti giovani oggi non solo ignorano la portata del fenomeno Ufo, della vita extraterrestre intelligente, dell'esopolitica e delle loro implicazioni: nelle università non se ne parla, e se lo si fa si tratta di rare eccezioni. Senza avere un contesto storico od una conoscenza di base del fenomeno, non si può nemmeno affrontare il discorso.





* Hai avuto ancora contatti con William Rutledge e "moonwalkers1966delta" dopo che hai portato all'attenzione di tutti, la vicenda?



L.S. La vicenda non l'ho portata all'attenzione di tutti in un dato giorno, ma in una serie di servizi sul Web, sulla carta stampata, ed attraverso interventi radiofonici diluiti nel tempo, nell'arco di mesi. La stessa divulgazione dell'intervista con il dichiarato Comandante dell'Apollo 19, risale al settembre 2008, giusto? Più di un anno dopo l'intervista che mi concesse il presunto Comandante dell'Apollo 20: William Rutledge, alias “retiredafb”. L'ultimo contatto che ebbi con William Rutledge, attraverso la messaggistica di YouTube, lo ebbi nel luglio 2007, come ho ribadito a Kevin Smith (nell'ottobre 2007) a Zen Garcia (conduttore radiofonico sul Web, dalla Georgia) ed a Stefano Famà e Salvatore Giusa all'inizio di aprile 2007, nel corso del loro show radiofonico Cose dell'Altro Mondo, in onda sulle frequenze di Radio Universal. Fra l'altro, la mia intervista con William Rutledge è stata tradotta in Rete in diverse lingue, spontaneamente... Quindi è evidente che i contenuti della storia emersi dall'intervista – non soltanto l'impatto della visione dei video e delle loro presentazioni – sono stati giudicati degni d'attenzione da parte del pubblico.

Riguardo all'altro utente di YouTube - “moonwalker1966delta” - preferisco non rispondere. Voglio però sottolineare una cosa: l'ultimo video da egli postato, l'incidente all'Apollo 19 nello Spazio – un video accolto da un'indifferenza generale dei cosiddetti esperti e della gente – è la chiara dimostrazione che la gran parte del pubblico sembra non avere il tempo o la necessaria preparazione per leggere presunte prove di operazioni coperte. Dimestichezza con terminologia astronautica, conoscenza della lingua inglese e della pronuncia americana, e conoscenza degli interni di una capsula LEM o Apollo, sono requisiti indispensabili, tuttavia da soli non bastano. Il contesto storico in cui leggere eventi e prove, è fondamentale per comprendere fatti ed eventi presumibilmente accaduti durante gli anni '70. Il contesto fa la differenza. Solo una persona – che ha seguito la mia inchiesta sin dall'estate 2007, leggendo tutto ciò che ho scritto – quando ha visto la presunta prova dell'incidente dell'Apollo 19, è rimasto senza fiato e mi ha scritto subito molto emozionato. Evidentemente aveva compreso l'importanza di quel video, perché aveva seguito la lunga cronaca della storia da me narrata, ponendosi sì molti interrogativi e dubbi, ma con la mente aperta e riuscendo – fra l'altro – a scoprire poi su un sito russo delle autentiche foto che ritraggono un anziano Leonov mentre firma delle - davvero poco conosciute - foto commemorative della missione Apollo-Soyuz Test Project, che mostrano la stessa modalità d'unione della bandiera americana e sovietica, visibili in uno dei video postati da William Rutledge su YouTube, e poi su revver.com.



* Cosa spinge un giornalista freelance, che non ha nessun interesse lucrativo e nessuna entrata economica certa, a ricercare la verità, e a mio personale modo di vedere trovarla, nonostante le difficoltà che come ci hai espresso prima, hai trovato? Di cosa sei stato testimone Luca?



L.S. Io non sono più ascrivibile alla categoria dei giornalisti. Puoi chiamarmi scrittore freelance, se ti piace, oppure puoi definirmi così in privato, riconoscendomi certe attitudini, propensioni, o per via del mio titolo pregresso, o dire che scrivo ancora come un giornalista, ma dal punto di vista legale non posso definirmi più tale, in quanto nel marzo 2008 ho dato le mie dimissioni dall'elenco dei Pubblicisti dell'Albo dei Giornalisti del Veneto, al quale ero iscritto dall'anno 2006. Le dimissioni sono state accettate ai primi di aprile 2008. Le motivazioni sono state diverse, molto personali...

Fra di esse, ad ogni modo, ha contribuito anche il fatto che in quasi due anni di vani tentativi per approdare ad una qualche collaborazione importante, o ad un qualche contratto, non ho cavato un ragno dal buco. La maggior parte delle mie collaborazioni, come articolista, mi fruttarono davvero poco, in seguito a malapena sufficienti (od insufficienti, ora non ricordo esattamente) a pagare le tasse dovute all'Albo ed alla gestione separata dell'Inpgi, alla quale si è obbligati ad iscriversi per Legge. La maggior parte dei periodici e dei quotidiani che contattai, mi ignorarono. E questo nonostante il mio titolo universitario, la mia iscrizione all'Albo dei Giornalisti, e le decine e decine di articoli da me scritti, la maggior parte dei quali in campo culturale (musica, teatro, cinema, eventi culturali vari). E nonostante il mio reportage sulla visita di Gorbaciov a Venezia.

Non solo non ho mai avuto entrate economiche certe nel campo giornalistico (ho sempre svolto altre mansioni per vivere, ed infatti l'iscrizione all'elenco dei Pubblicisti consente di fare anche altro nella vita, a differenza dell'iscrizione all'elenco dei Professionisti, previo esame), ma ad un certo punto i miei scritti, i miei interventi radiofonici con radio nordamericane, i miei convegni, il mio espormi in generale, mi ha comportato tutta una serie di fastidi su cui preferisco, in questa sede, sorvolare. Ora giro a te la domanda: se scrivere non solo non consente di portare a casa la pagnotta, ma addirittura ti rende la vita complicata, chi te lo fa fare? Soprattutto quando poi le cose scritte e dette vengono travisate, sintetizzate male, lette parzialmente, superficialmente o addirittura strumentalizzate? L'interesse lucrativo, come lo definisci tu, non è mai stato al centro della mia vita, ma è evidente che tutti devono lavorare per vivere, e tutti – dunque – devono guadagnare. Cerchiamo di non essere ipocriti. Se non si riesce nemmeno a sopravvivere facendo il lavoro che si ama (e quindi a guadagnare quanto basta per condurre una vita dignitosa), tale lavoro non può essere svolto con la necessaria professionalità e dedizione. Dedizione significa anche tempo. Da qui il passo verso un ritiro, è davvero breve. Ed infatti ciò è quello che è successo. Ora scrivo quando ho voglia e nel tempo libero, senza scadenze, e spesso senza essere retribuito (collaborazioni gratuite). E scrivere un libro ad esempio, nonostante esponga e comporti comunque delle responsabilità non indifferenti, secondo me è un'attività culturale di profilo più basso rispetto ad un articolo, ad un servizio pubblicato su una rivista, ad una serie di convegni o interventi mediatici come un'intervista con una radio estera. Poi, leggere un libro è una cosa che richiede tempo, tranquillità, e riflessione. Non tutti sono disposti ad intraprendere questa avventura... Un po' come una foresta che cresce: fa meno rumore di un albero che cade. Soprattutto quando la casa editrice è piccola, sconosciuta, o addirittura estera, come nel mio caso (contattai decine e decine di case editrici italiane, a suo tempo, perché valutassero il mio saggio inedito, ma solo una – laziale - sembrò seriamente interessata, per poi defilarsi in un secondo momento senza darmi tante spiegazioni, ma posso capire il perché; il mio testo non è leggero...).

Se sono stato testimone di qualcosa, mi chiedi, probabilmente riferendoti a fatti spiacevoli? Tutti nella vita sono testimoni di cose che non piacciono. Ti rispondo così: l'integrità morale e la reputazione, e la serenità della vita privata, vanno sempre tutelati, a mio modo di vedere. Da questo, forse, si possono capire – in parte - certe mie scelte.

Comunque, per rispondere alla tua domanda su cosa mi spinge a cercare la verità, ti posso dire che è un quid, un qualcosa che mi accompagna sin dalla mia infanzia. Perché ad otto anni fui attratto dal bestseller The Bermuda Triangle di Charles Berlitz, sul Triangolo delle Bermuda, non lo so nemmeno io. Fra l'altro uscì nel 1974, quando nacqui io, e fu tradotto ed edito in Italia dalla Sperling & Kupfer un paio d'anni dopo. Lo lessi con un'attenzione che – ripensandoci oggi – era del tutto anomala per un bambino di quell'età. Molti anni dopo – fra l'altro - ci lavorai anche, sulle acque del Triangolo, come assistente cameriere imbarcato su una nave battente bandiera liberiana. Il fatto poi che anni più tardi sia riuscito ad intervistare Zecharia Sitchin, ed abbia avuto l'intuizione e l'opportunità di interpellare Gorbaciov sulle tematiche a me care, nell'estate 2006 - e vi sia riuscito strappandogli una conferma sulle affermazioni di Reagan in merito alla questione aliena - la dice lunga...

Destino?



- Nel tuo libro "The American Armageddon" (Lulu Enterprise Inc.), tra i vari argomenti trattati, parli anche del gioco di silenzio e mistero che i vari governi (Stati Uniti, Russia ecc.) attuano sull'argomento ufologico.

Anche alla luce dell'interessantissima domanda che tu personalmente hai posto a Michail Gorbaciov, nel quale gli richiedeVi se in qualche modo i due governi di allora (USA, URSS) avessero in qualche modo inquadrato la questione, risposta sua che fu "Regan qualche volta me ne parlò" (correggimi se ricordo male), cosa ne pensi, e cosa c'è davvero sotto tutto questo? Cosa nascondono i governi che sanno? (domanda che molte persone mi hanno chiesto di porti).

L.S. Quel giorno di giugno 2006, all'Isola di San Servolo (Venezia), in realtà a Gorbaciov chiesi cosa pensava delle dichiarazioni di Paul Hellyer (ex ministro della Difesa canadese) risalenti al settembre 2005 (sbagliai il mese, durante la conferenza stampa, dicendo novembre, ma m'ingannai sulla data del servizio di Maurizio Molinari, corrispondente da New York per La Stampa di Torino, il quotidiano che in Italia commentò le esternazioni dell'anziano ex politico canadese, da tempo in pensione).

La frase di cui parli tu, fu un appunto che l'ex premier sovietico mi fece – interrompendomi - mentre facevo un'introduzione ricordando a lui ed alla platea di giornalisti cosa disse Reagan più volte, in merito ad una minaccia aliena esterna. Gorbaciov m'interruppe e disse – nella traduzione dal russo di Giulietto Chiesa:

<>.

Nel reportage che realizzai per UFO Notiziario, uscito sul numero di agosto-settembre 2006, le parole “una volta” non furono riportate, a causa di una mia svista durante la trascrizione. Successivamente, feci un errata corrige che fu pubblicato. Le esatte parole sono invece correttamente riportate a pagina 209 della prima edizione del mio saggio intitolato The American Armageddon, per i tipi di Lulu.com, Lulu Enterprises, Inc., Stati Uniti. Il capitolo che le commenta è il dodicesimo, dal titolo Minacce dallo spazio profondo? Prova a dare un'occhiata alla pagina che ti ho menzionata, e le troverai.

Più che di gioco del silenzio, che è una tua interpretazione, in realtà io faccio intendere che da diverso tempo diversi militari in congedo (e non solo) si stanno aprendo sulla tematica. Quindi se c'è un silenzio, quello che c'è è governativo ma c'è sempre stato, a parte alcune dichiarazioni a titolo personale di politici, scienziati e militari americani e sovietici, in servizio o non più tali. Diverso è invece il caso dei rivelatori senza nome, più o meno attendibili. Naturalmente, scremando nel mare magnum del panorama degli insiders (molto scivoloso), quelli più attendibili e dalle credenziali verificate, fanno parte di una rete più o meno formale, la quale ha come obiettivo acclimatare l'opinione pubblica sulla visita extraterrestre. Ne è un esempio la cosiddetta “Old Boys Network” - ma può darsi ne esistano anche altre - di cui parla da anni Robert O. Dean (USA, 1929), l'ex Sergente Maggiore dell'Esercito Americano ed ex analista dell'intelligence della Nato, in servizio allo SHAPE durante gli anni '60. Da chi è composta o sarebbe composta la “Old Boys Network”? Basta documentarsi, ed andare alla ricerca di alcune affermazioni dello stesso Dean.

Ho scovato qualcosa di molto interessante in un servizio pubblicato da Tucson Weekly – sul numero 16, del periodo 29 giugno – 5 luglio 1995 – ed intitolato <>. Gli articolisti – che hanno interpellato l'ex militare - fanno delle affermazioni sulla composizione di tale rete. Essi dicono, riferendosi a Dean:

<>

Gli autori del servizio dovrebbero essere Jim Nintzel ed Héctor Acuña.

Dunque, nell'estate 1995 Dean avrebbe confidato che anche dei Gesuiti, assieme ad astronauti, cosmonauti, ammiragli ed altri ancora, da anni lo mettono al corrente d'informazioni vitali sulla presenza extraterrestre e sul cover-up. Ed il pontefice – di allora – sarebbe stato al corrente di cosa sta succedendo. Quindi le conoscenze di Dean non dipendono soltanto dal suo ruolo ricoperto allo SHAPE della Nato, e dalle sue attività pregresse come sottufficiale dell'Esercito a stelle e strisce.

Ora ti pongo io una domanda: siccome queste affermazioni su Dean risalgono al 1995, pensi sia soltanto un caso che sin dall'anno 2000 dapprima il Gesuita Padre Funes sulle pagine del Corriere della Sera – Funes, ricordo, è Direttore dal 2006 della Specola Vaticana – e poi anche altri Gesuiti, sempre astronomi – si siano pronunciati pubblicamente sulla possibilità di una vita extraterrestre intelligente? E come mai proprio un Gesuita – operante a Roma in una struttura della Santa Sede - contattò Cristoforo Barbato a partire dall'anno 2000?

Purtroppo, però, taluni invece di ragionare con la propria testa e spendere il proprio tempo leggendo e riflettendo su libri, quotidiani e riviste, preferiscono affidarsi soltanto alla Rete e vedere disinformazione e complotti ovunque, in un relativismo che tutto appiattisce e svilisce, in cui non c'è più spazio per la testimonianza umana. Internet è un grande strumento di socializzazione (nato grazie agli Americani, dalla militare Arpanet, ma pare che le giovani generazioni lo ignorino, e siano poco grati agli Stati Uniti) ed è straordinario come mezzo per la diffusione della cultura, e per velocizzare contatti e notizie. Per non parlare della possibilità di ascoltare interviste audio e video risalenti anche a diversi anni fa, di consultare cataloghi ed articoli scientifici, e di caricare in Rete video personali. Ma bisogna usarlo, non farsi usare da esso. Tornando all'attendibilità dei testimoni, per capire se una persona merita attenzione, le sue affermazioni vanno scandagliate e vanno pesate nel tempo... Naturalmente la verità non può essere appannaggio di un singolo, né è umanamente possibile che un singolo detenga la Verità in toto. Ma da qui ad insinuare dubbi od esprimere perplessità su una persona solo perché è un ex militare statunitense, quando invece l'esame del tempo dimostra che questa persona – un autentico galantuomo - vedeva lontano ed evidentemente diceva il vero sul suo curriculum (messo in discussione), beh, ti dà le dimensioni di quanta poca serietà e malafede esistano nel nostro Paese. Ma Dean è stato ingiustamente attaccato e calunniato anche e soprattutto negli Stati Uniti, non tanto in Europa. Forse in Italia la sua reputazione è stata a malapena scalfita da certe insinuazioni. Analogo trattamento ha avuto il colonnello Corso.

Un altro personaggio su cui si è sparato a zero è Milton William Cooper (1943-2001), detto Bill Cooper, assassinato in un conflitto a fuoco nell'autunno 2001, ad Eager, in Arizona. Tu sapevi cosa disse Cooper durante una delle puntate del suo show radiofonico, il 28 giugno 2001? Parlò di un imminente attacco, un qualcosa di terribile che sarebbe stato attribuito ad Osama Bin Laden. Ed a fine giugno 2001!

Disse quanto segue (la trascrizione dall'audio è mia, augurandomi di non aver commesso errori, e se ne ho commessi me ne scuso):

<< [...] a CNN reporter found Osama Bin Laden. took a television camera crew with him, went into Osama Bin Laden house, interviewed him and his top leadership, and he came out and told everybody

“Within 3 weeks Osama Bin Laden is going to attack United Stated and Israel”.

And I am telling you - be prepared for a major attack. But it will not be Osama Bin Laden. It will be those behind the New World Order who, once again, want to take the guns and the freedom away from the American people because we are the only left in the world who can oppose the destruction of freedom in the world and the implementation of one world totalitarian socialist government, and that is the goal, and whatever is gonna happen [...] to blame Osama Bin Laden, don't you even believe it

[...]

They must do something terrible>>

Milton William (Bill) Cooper

Hour of the Time Broadcast

06-28-2001

parte del suo intervento radiofonico è contenuto nel documentario DVD intitolato

The Hour of Our Time. The Legacy of William Cooper

Ether Film Works

USA

Dunque, alla luce di quello che ti ho detto, la risposta che mi sento di darti è la seguente: non esiste un unico Governo, ma esistono più Governi nei Governi, e Dio solo sa che cosa sanno le élite di potere che gestiscono questioni scottanti, da dietro le quinte, e quali divisioni le attraversino. Un concetto abbastanza simile è stato espresso anche da Richard Hoagland a Bill Ryan e Kerry Cassidy (Project Camelot), durante una loro intervista, parlando della Nasa. Sono gruppi di potere oscuri, Governi ombra, non eletti democraticamente. Sono oligarchie in seno alle quali – nella mia opinione - alcuni sicuramente si pongono problemi di coscienza, morali, mentre altri sono governati da un cinismo spietato, determinato anche dagli interessi di grandi corporation.

Probabile che alcune fazioni di queste oligarchie di potere – e sottolineo alcune - siano a conoscenza della presenza aliena, e proprio per questo e di quello che hanno saputo, siano responsabili dell'attuale situazione internazionale, che ha avuto una svolta l'11 settembre 2001, con il probabile colpo di Stato che - alla luce delle contraddizioni della versione ufficiale, delle testimonianze passate purtroppo in sordina, dei ragionamenti onesti e razionali, delle diverse analisi chimiche delle polveri del WTC (tracce di combustione da termite, rilevate in analisi indipendenti, negli Stati Uniti ed in Danimarca) – ha avuto luogo all'inizio del nuovo millennio. Un cosiddetto attacco false flag.

Perpetrato da chi? Non ho alcun elemento in mano per pronunciarmi, ma è ovvio che se esso è accaduto, può esserci stata la complicità più o meno diretta di alcuni elementi dell'apparato della Difesa (ed alcuni non significa l'intero apparato), o collegati al Pentagono. Credo tuttavia che non sia improbabile che – anche considerati elementi politici della passata Amministrazione americana che hanno mostrato a tutti il loro volto – chi ha portato a termine il golpe aveva mezzi e tecnologie militari, ma non necessariamente è riconducibile ad una struttura del Pentagono. Fra l'altro, se davvero l'11 settembre 2001 il Pentagono fosse stato avvicinato da un aereo civile in picchiata od in discesa, privo di transponder militare per il riconoscimento amico-nemico, si sarebbero attivate automaticamente le batterie missilistiche a difesa della struttura. Quella del Pentagono è una no-fly zone. Non mi risulta che un aereo di linea disponga di transponder militare (il cosiddetto IFF, Identification Friend or Foe, come ben argomentato nel film-inchiesta Zero, di cui discuterò a breve) o di codici analoghi per l'identificazione radar di tipo amico-nemico.

Tornando a chi potrebbe esserci dietro, vi sono budget in nero per l'attuazione di progetti coperti che sfuggono alla supervisione del Congresso. Quali strutture esistano, agiscano e sotto il comando di chi, non lo sa nemmeno il Presidente degli Stati Uniti, nonostante sia al vertice delle Forze Armate.

Le storie del senatore e Generale Barry Goldwater, e dei candidati alla presidenza G. Ford, J. Carter e B. Clinton (poi Presidenti) che tentarono lodevolmente - anche se senza successo - di accedere a certe conoscenze o sensibilizzare le autorità sul fenomeno Ufo, ne sono una palese testimonianza. Per questo io non nutrirei tante aspettative nei confronti di Obama in merito ad un possibile disclosure. Anche se Obama - sia per la sua formazione universitaria, intelligenza e relativamente giovane età ancora permeata di grandi sogni - costituisce indubbiamente una rottura rispetto agli ultimi decenni.

La domanda su chi ci sarebbe dietro questo presunto colpo di Stato dell'Undici Settembre dovrebbero porsela i giornalisti professionisti, che si presume tutti ligi alla deontologia ed innamorati della professione. Seri ed audaci come hanno dimostrato di essere Maurizio Blondet e Giulietto Chiesa (di cui non condivido né certe prese di posizione né certe simpatie politiche da loro espresse, ma considero fra i più capaci e coraggiosi oggi in circolazione nel panorama italiano, soprattutto alla luce delle loro inchieste sugli attentati dell'Undici Settembre 2001).

Solo che – per quanto ne sappia - nemmeno Giulietto Chiesa e Maurizio Blondet si spingono così oltre da vedere un interesse archeologico e tecnico-scientifico occulto per l'antica Mesopotamia ed i suoi reperti, lasciatici in eredità dai Sumeri e dagli Assiro-Babilonesi, al punto da creare un casus belli per occupare militarmente l'Iraq. Se davvero i Sumeri furono istruiti da esseri provenienti da altri mondi, a cui dovevano cieca obbedienza, che cosa celano ancora le sabbie del deserto dell'Iraq? Analoghi interrogativi si possono sollevare in merito alla lunga occupazione del Tibet da parte del Governo cinese. Perché tanto interesse per quelle terre?

Altra domanda scomoda: come mai, ad esempio, una radio cubana – proprio l'11 settembre 2001 – avanzò l'ipotesi che quando accadeva a New York ed al Pentagono fosse il frutto di un golpe? Un vero paradosso, questa notizia, perché la prima voce libera sulla tragedia dell'attacco all'America sembra sia venuta proprio da un regime dittatoriale, quale Cuba è ancora, dove i dissidenti politici vengono spesso imprigionati.

Concludo con alcune riflessioni sulle quali si può essere più o meno d'accordo: il vero nemico non è l'America, per quanto l'Amministrazione Bush abbia commesso errori in malafede, mentendo all'opinione pubblica ed al Congresso degli Stati Uniti. Il vero nemico è chi vuole un'umanità ignorante, disunita ed in perenne conflitto. Un'umanità indebolita e sotto il giogo del fanatismo, e solo attraverso l'ignoranza e la manipolazione delle emozioni si può arrivare a questo. Mi sembra che l'attuale situazione internazionale sia proprio questa. Malattie, immigrazione selvaggia (non regolamentata), sovrappopolazione, depauperamento delle risorse, crisi finanziaria prima ed economica poi, fanatismo religioso diffuso (soprattutto islamico), pirateria, terrorismo internazionale reale e creato ad arte, cambiamenti climatici sempre più marcati e crisi energetica alle porte... con il Drago cinese in costante ascesa, ed affamato di energia e di benessere. Un cocktail che giudico pericolosissimo, per un Armageddon non solo americano...

Prendi in considerazione anche quanto detto dalla gola profonda “Victor” sull'anniversario ventennale dell'uscita del documentario con il colloquio con la presunta entità aliena, ospite – si fa per dire – nell'Area 51. Si tratta della seconda intervista video – sempre a volto coperto e con la voce camuffata - da egli rilasciata alcuni mesi fa a Jeff Broadstreet. Il ventennale dell'uscita della sua prima intervista video con la Rocket Pictures, cade proprio nel 2017. Poco tempo fa il giornalista Maurizio Baiata ha realizzato in proposito un servizio per la sua rivista X Times (nr.4, febbraio 2009, <>, pagg. 13-14).

Considera a proposito di questa data (il 2017) anche le affermazioni di Giulietto Chiesa - già europarlamentare e giornalista di lungo corso - fatte al Goethe-Institut di Monaco di Baviera, nel maggio 2008, in occasione della presentazione del film inchiesta dal titolo Zero (presentato al Festival del Cinema di Roma 2007), a cui egli ha contribuito come autore. La Piemme ne ha editato un testo dall'omonimo titolo, venduto in un cofanetto: film da 104' più il libro di 434 pagine.

Nella tedesca Monaco, G. Chiesa parlò – in sintesi - di una probabile resa dei conti militare fra l'Oriente di Pechino e l'Occidente statunitense: un futuro scontro militare Stati Uniti-Cina, indicando come anno cruciale proprio il 2017. Una coincidenza?

Riporto alcune parole di Chiesa, che proprio in quell'incontro di Monaco aveva anche messo in guardia la platea – ed i fatti gli hanno dato la ragione - sulla crisi economica globale che stiamo vivendo da alcuni mesi, diversi mesi prima che il bubbone scoppiasse:

<<[...] Perché ho detto 2017 e perché ho detto la Cina? Perché il terrorismo islamico ci è stato messo davanti agli occhi come ai tori nelle corride spagnole viene messo di fronte il drappo rosso. A noi ci hanno fatto sventolare sotto il naso il drappo verde. Ci hanno terrorizzato con il terrorismo islamico. Ma è quello il vero pericolo? [...] Gli Americani in questo momento stanno spendendo un'enorme quantità di denaro [...] per la conquista dello spazio cosmico [...] armamenti che preparano un conflitto strategico mondiale. E perché la Cina? [...] mentre tutto l'Occidente è fermo. L'America sta entrando in recessione. L'Europa anche, tra poco, fra sei mesi anche noi entreremo in recessione. Se non siamo ciechi, naturalmente. Ma no, ovvio che voi non leggerete queste cose sui giornali economici, perché non ve le dicono. Bene, allora io dico: l'America è già in recessione, e non ce lo dicono [...] siamo fermi. Bene, la Cina sta crescendo quest'anno con l'11%, l'11,4 % del prodotto interno lordo. Se la Cina continua a crescere così, ancora cinque anni, 11 x 5 fa cinquantacinque, fra 5 anni, non fra 6 mesi, non fra seicento anni, [...] cioè nel 2013, la Cina sarà una volta e mezzo ...>>

dal discorso di Giulietto Chiesa in conferenza a Monaco di Baviera,

maggio 2008

Per chi non confidasse nella mia trascrizione, puo' consultare o arcoiris.tv, oppure uno spezzone della conferenza di Chiesa, caricato su YouTube:

http://www.youtube.com/watch?v=JqIQLyxjna0

Il terrorismo internazionale è un grave pericolo, ed è reale. Ma il ragionamento di Chiesa sugli ingenti sforzi americani per la supremazia nello Spazio non fanno una grinza. Leggiti anche il suo recente saggio Prima della tempesta. Tuttavia l'economia cinese è una locomotiva che sta anch'essa rallentando, come conferma l'articolo de la Repubblica uscito giovedì 16 aprile 2009, a firma di Elena Polidori ed intitolato <>. Un pezzo giornalistico in cui si parla di un Pil cinese che oscilla fra il 6 ed il 6,8 %, ma in probabile calo. Un Pil – a mio giudizio – comunque imponente e che dovrebbe far riflettere.

Tornando alle esternazioni di Giulietto Chiesa, non posso ignorare un collegamento che si può fare con il mondo degli insiders: forse egli non conosce il cosiddetto caso ufologico di Carp, nell'Ontario (Canada), in cui fu coinvolto il famigerato rivelatore appellatosi con il nome di “Guardian” (1989-1992). Ma molti appassionati e ricercatori nel campo dell'ufologia, tale cronaca dovrebbero ricordarla bene. Una storia che conteneva presunti documenti e rivelazioni che – in parte – dipingevano uno scenario di conflitto futuro molto vicino a quello delineato dal giornalista italiano Chiesa. Prima ancora del crollo dell'Unione Sovietica (la storia di Guardian cominciò nel 1989 e si concluse nel 1992, se ricordo bene). Per non parlare di un antico simbolo mesopotamico impresso su uno dei documenti di appunti realizzati a mano presumibilmente dallo stesso “Guardian”...

Semplice coincidenza? Dei contenuti – quelli del controverso caso “Guardian” - che se fossero autentici potrebbero aver spinto qualcuno ad alti livelli (anche di strutture segrete) ad orchestrare l'11 settembre per mettere in moto il complesso militare-industriale statunitense, e dispiegare le forze terrestri e navali americane e Nato verso l'Oriente, ed il tutto occupando uno dei più importanti siti archeologici del mondo: l'Iraq meridionale. Ovviamente tradendo ed ingannando il popolo americano e la comunità internazionale.

Non si possono fare previsioni deterministiche ed io non dispongo di una magica sfera di cristallo, ma credo che ignorare certe rivelazioni non sia saggio, per quanto esse vadano prese cum grano salis.

Fra l'anno 2011 e l'anno 2017 - a mio modo di vedere - si giocheranno molte “partite”, a diversi livelli, tutti interconnessi: economico, geopolitico, d'intelligence e militare. Ma già prima dell'anno 2012 le problematiche ambientali e climatiche più in generale – nel Sistema Solare - potrebbero accentuarsi ulteriormente. In questo senso il 2012 potrebbe essere un punto di non ritorno. Non a caso, uno scienziato americano di tutto rispetto come Michio Kaku (professore universitario di Fisica) ha parlato ai mass media del picco dell'attività solare del ciclo 24 che si avrà a cavallo fra il 2011 ed il 2012. Tempeste solari fortissime che potrebbero mettere a dura prova non solo il sistema delle telecomunicazioni - e quello satellitare più in generale - ma anche le reti elettriche a terra ed i nostri strumenti elettronici. Non a caso, sempre il quotidiano la Repubblica in data 16 aprile 2009 ha pubblicato un breve articolo intitolato <>, dall'occhiello <>. Un articolo dove si parla delle sonde spaziali Stereo e del loro prezioso lavoro.

Fra tutte le – chiamiamole così – partite da giocare, quella che credo verosimilmente collegata a tutte le altre sarà quasi certamente il probabile passaggio al perielio (ed al perigeo) del Pianeta X, ufficialmente non riconosciuto dalla moderna astronomia, che lo considera ancora al centro di una questione teorica, speculativa, dai pochi indizi fisici. A parte la voce fuori dal coro di alcuni scienziati, ridotti poi al silenzio da prematura morte o da scelte personali.

Il Pianeta X è l'antico dio-pianeta Nibiru adorato in Mesopotamia? Una risposta chiara – e cosa essa comporterà - sarà soltanto il tempo a darla. E la avremo entro pochi anni.


FINE DELL'INTERVISTA

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E’ vietata la riproduzione su giornali o riviste senza previa autorizzazione concessa da Valerio Ugliano.

X X X PS. un cordiale ringraziamento a VALERIO UGLIANO per la gentile concessione dell intervista integrale.

mercoledì 15 aprile 2009

A breve saranno rilasciati i documenti segreti di Reagan.


In questi giorni quasi 250,000 pagine di documenti classificati dall'Amministrazione Reagan saranno rilasciati per la prima volta. Il rilascio e' avvenuto grazie ad una missiva dal National Archives and Records Administration del 9 Aprile 2009 su ordine di Gregory Craig consigliere di Obama.

Il documento ordina il rilascio dei registri bloccati dall'Amministrazione Bush. L'amministrazione Bush all'epoca non si era avvalso il diritto di rendere pubblico il materiale.

Le pagine che verranno rilasciate contengono informazioni presidenziali di Reagan, politica estera, discorsi e documenti classificati. I documenti potrebbero essere molto importanti in quanto Reagan fece molto riferimento alla vita extraterrestre nei suoi discorsi in passato. Reagan infatti era convinto che la realta' sulla via aliena avrebbe unito il mondo.

Durante la sua presidenza, Ronald Reagan ad una conferenza tenutasi a Ginevra nel 1985 alla quale partecipo' anche l'ex Unione Sovietica con il suo maggior rappresentante Mikhail Gorbachev si espose in dichiarazioni in concordanza con l'U.S. State Departement:

Reagan si diceva preoccupato per un possibile attacco alla terra da parte degli alieni in concomitanza del passaggio della Cometa di Halley, e questa situazione avrebbe unito i popoli della terra. Purtroppo nessun documento fu registrato per documentare tale affermazione.

Il 21 Settembre 1987 ci fu il piu' famoso commento sulla vita aliena fatto da Reagan. Affermo' che per far sparire velocemente le divergenze umanitarie sarebbe bastato che i popoli fossero a conoscenza di una minaccia proveniente fuori da questo mondo. Gorbachev rispose a queste dichiarazioni americane, affermando che in caso di attacco alieno le due super potenze si sarebbero unite per respingere l'invasione, ma secondo il presidente Sovietico era troppo presto per farsì che questo evento accadesse.

In moltissime occasioni Reagan fece riferimento alla vita aliena e questo all'epoca sollevo' parecchi interrogativi che ancora oggi rimangono A breve con la resa pubblica di tali documenti sapremo (forse) se l'ex Presidente USA ebbe accesso a documenti comprovanti realta' nascoste sugli alieni.

Sintesi di un articolo apparso su TheExaminer.com

giovedì 19 marzo 2009

Incontri ravvicinati tra un ufo e lo Shuttle Discovery durante la missione Nasa STS-119.


Questo incredibile video mostra un oggetto volante non identificato di grandi dimensioni mentre transita vicino lo Space Shuttle Discovery, decollato lo scorso 15 marzo 2009, nella recente missione nasa STS-119, la 28esima per l’esattezza, volta al trasporto e l’installazione di pannelli solari sulla ISS.Il video è molto interessante come anche il commento degli astronauti Russi,in quel momento sulla ISS, mentre cercano una spiegazione riguardo il misterioso oggetto avvistato denominato in gergo “cloud like”.

Immagini e commenti del 16-03-2009:

Commento degli Astronauti Russi sul “cloud like”:




http://evidenzaliena.wordpress.com

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venerdì 27 febbraio 2009

I 13 TESCHI DELLA "SAGGEZZA".


Secondo una leggenda esisterebbero ben 13 teschi di cristallo, detti "della saggezza", che una volta riuniti avrebbero il potere di rivelare all'umanità il suo destino. Tredici come le divinità del mondo superiore e gli idoli del Katun.

Sembra ne siano stati ritrovati alcuni:

Un pezzo unico ricavato nell’ametista, da cui il nome, scoperto nel 1915 in un nascondiglio di reliquie maya in Messico.
Un teschio tagliato in un solo pezzo di quarzo trasparente fu rinvenuto nel 1912.
Una famiglia maya del Costa Rica nel 1906 ne ritrovò un altro, arando il terreno di sua proprietà. L’attuale proprietaria del pezzo, Joke Van Dieten, lo reperì in una libreria di Vancouver dove era esposto.
In Texas, nella fattoria dei Parks a Huston, si trova un unico pezzo di quarzo di 18 Kg. di peso; lo avrebbero avuto in regalo nel 1981 da un tibetano come ringraziamento per dei servigi resi. È stato anche pubblicato un libretto nel quale si parla del teschio, ribattezzato "Max".

Presso il museo Smithsoniano di Washington è custodito un esemplare di ben 20 kg., alto e largo 13 cm. (per la gioia degli esoterici il tredici ricorre spesso) e lungo 18.
Joshua Shapiro autore di un libro riguardante i teschi di cristallo, racconta che durante una conferenza a Las Vegas nel 1989, fu avvicinato da un uomo, tale Josè Iniguez, in possesso di un teschio di cristallo, rinvenuto nella sua fattoria nel 1942, sul quale erano incisi simboli maya e un disegno a spirale con un circolo doppio nella parte superiore.
Sempre Shapiro fornisce altri dati sui teschi sopra descritti e segnala un teschio di colore azzurro nel Perù, simile a quello nominato ET per la forma particolare, con la mandibola appuntita.

Le guide messicane mostrano ai turisti, che si recano in gita nel Messico, le foto di un teschio modellato nel quarzo che indicano conservato nel Museo del Belize. Dicono siano occorsi dai trenta ai quaranta anni per ottenerlo.
Esiste un teschio di quarzo rosa con la mandibola mobile, rinvenuto vicino al confine fra Honduras e Guatemala, simile a quello scoperto da Anna Hedges (1), non molto limpido nel colore e leggermente più grande, ma di un artigianato di livello incomparabile.


Solo pochi sono considerati autentici.

Gli esami condotti per stabilire la loro autenticità avrebbero evidenziato tracce circolari lasciate da utensili rotanti, in particolare sui teschi conservati allo Smithsonian e al British. Non abbiamo notizie in questo senso riguardo al teschio ritrovato da Hedges. Comunque prima di affermare o negare la loro veridicità dobbiamo considerare che possono essere i prodotti di una civiltà più avanzata, dal punto di vista tecnologico, di quella cui si vogliono attribuire.

Un notevole esemplare è custodito nel Museo Trocadero, ed è stato citato da G.F. Kunts nel suo libro "Gemme e pietre preziose del Nord America"; proporzionato ma di fattura rudimentale datato all’incirca intorno al XV secolo, attribuito al popolo Azteco come la riproduzione del Dio della Morte. È caratterizzato da un solco che lo percorre lateralmente da destra a sinistra e si ipotizza possa essere stato incastrato fra due legni, o addirittura in una croce.
Due Teschi si trovano presso il dipartimento di Etnografia del Museo Britannico, uno in miniatura e uno a grandezza naturale, quest'ultimo in un blocco di particolare purezza.

Nel 1927, Anna Hadges, figlia di F.A. Mitchell Hedges, avventuriero, teosofista, membro della commissione per i Maya del Museo Britannico, riportò alla luce, nella città di Lubaantun appena scoperta, un teschio di cristallo di rocca di rara perfezione e abilità con mascelle mobili. Grava il sospetto che tale manufatto sia stato, in realtà, rinvenuto in altro luogo o frutto di loschi traffici specialità dell'avventuriero.

Nel 1964 Anna Hedges conobbe l’antiquario Frank Dorland, un appassionato dei misteri archeologici. Dorland studiò il teschio per sei anni e poi incaricò l’Helwett Packard di continuare gli esami in un sofisticato laboratorio. Non fu però possibile duplicare il pezzo che era stato intagliato senza seguire il segno naturale, ma esattamente al contrario.
Sembrava avesse all’interno una serie di lenti e prismi che riflettevano la luce in modo particolare quando questa vi passava attraverso, proprietà non presente nel quarzo allo stato naturale. Nessuno fino a adesso è stato in grado di riprodurre un pezzo con le stesse proprietà del teschio di Hedges.

Il teschio conservato al Britsh Museum è un manufatto artigianale di notevole e raffinata fattura in un unico blocco. Passato attraverso molte mani, G.F.Kunz dichiarò che originariamente era stato portato dal Messico da un ufficiale spagnolo e venduto ad un collezionista inglese; in seguito pervenne a E. Boban, antiquario parigino che nel 1884, si trasferì a New York, qui Tiffany lo acquistò nel 1890. Nel momento in cui fu inserito nella collezione del Museo Britannico, che lo acquistò per 120 sterline nel 1898, fu considerato come proveniente dal Messico pre-ispanico.
Non si è potuto accertare su basi tecnologiche, ma lo stile delle fattezze sono in accordo con altri esempi accettati come genuine sculture azteche o mixteche.

Il Laboratorio di Ricerca del Museo Britannico, quando lo esaminò, concluse che alcune incisioni, come quelle riproducenti la dentatura, sembrano effettuate con un tornio da gioielliere piuttosto che secondo la tecnica acquisita dai lavoratori della pietra Aztechi.
È stato suggerito che l’origine del cristallo di rocca sia brasiliana ed il lavoro eseguito in data pre-ispanica. È possibile infatti che artigiani pre-ispanici abbiano potuto ottenere cristalli di rocca dal Nord America, ma non esistono prove archeologiche di un commercio con il Sud America e il Brasile. Sembra, inoltre, che le miniere siano state sfruttate solo in tempi recenti.
Si è pensato che il teschio del Museo Britannico possa essere un esempio di arte coloniale messicana in uso nelle chiese; ossia un lavoro eseguito da un nativo (indio-americano) influenzato dallo stile europeo.

Esiste infatti un teschio di cristallo incorporato in un crocifisso opera di un artigiano europeo eseguito in stile pre-ispanico.
Molte sono le speculazioni circa l'origine e l'uso del teschio di cristallo; la questione rimane ancora aperta.
Il Dottor G.M. Morant ha avuto la possibilità di poter toccare, misurare e comparare, sia il teschio del museo britannico, sia quello di Hedges, chiamato dal Dr. Morant "teschio di Burney", dal nome di colui che lo fece esaminare da esperti del British nel 1936. Il confronto rende evidente la simmetria perfetta, l'assenza di qualsiasi sutura. I risultati degli studi evidenziano che la regione frontale dell'esemplare Burney è più sporgente. La differenza più evidente consiste nella conformazione della regione basale facciale, in quanto il teschio del Museo Britannico è in un solo pezzo, mentre l'altro ha la mandibola mobile. I denti sono completi in entrambi i casi.

Il cristallo Burney è stato giudicato anatomicamente migliore, più "vivo" dell'altro considerato una cruda rappresentazione.
In relazione alle misure, dando prima i dati del Britannico, si notano alcune differenze materiali nella lunghezza degli occipiti, nell'ampiezza calvarial, nell'indice cefalico; nella larghezza nasale e quella delle orbite.
Una sovrapposizione delle linee dei contorni evidenzia che nel Burney il profilo destro non è perfetto, sia visto dai mastoidi che dai lati dell'apertura nasale; il teschio del Britannico mostra invece un profilo esatto; ma la divergenza dalla norma è scarsa. Gli studi sono stati condotti con metodi meticolosi, per mezzo di foto a grandezza naturale, senza lasciare niente al caso è stato dedotto che rappresentino una sola razza. Ovviamente disconosciuta la tecnica usata anticamente per realizzarli.

È logico pensare che i Maya conoscessero tecnologie idonee a levigare il cristallo di rocca, cosa molto ardua tutt'oggi perché, se avessero usato della sabbia come abrasivo nel lungo lavoro di levigazione, sarebbero occorsi centocinquanta anni di lavoro.

Gli esperti del British non sanno fornire una datazione certa del teschio in mostra nel Museo, alcuni lo valutano antico di tremilaseicento anni; altri lo ipotizzano originario di Atlantide e risalente a dodicimila anni fa.
È nel periodo che va dal 7000 al 3114 che si adora il Dio del fuoco e si può spiegare il ritrovamento del Teschio a Lubaantun, edificata come una città peruviana, forse con l'aiuto degli stessi peruviani.
Hedges il 10 febbraio 1935 pubblicò un articolo sul New York America in relazione alle tracce di una civiltà sulle isole al largo della costa dell'Honduras secondo cui, Atlantide, non era un mito ma la culla delle razze Americane.
Secondo quanto asserito dall'archeologo Le Plongeon Brasseur de Bourbourg la civiltà Maya, e con essa il cristallo, può essere venuta dal mare.

Quetzalcoatl secondo una leggenda venne da "una terra del sole nascente", insegnò le scienze i costumi e le leggi e ritornò da dove era venuto con la sua nave.
I Maya di Palenque asserivano di discendere da un popolo giunto dal mare al comando di Votan, un uomo dalla pelle bianca che compiva spesso viaggi nella sua vecchia patria, come è scritto nelle cronache spagnole.

Un uomo che aveva visitato la terra ove si innalzava una torre verso il cielo. Padre Ordonez asseriva di aver letto in un libro dei Maya che Votan arrivò da una terra chiamata "Chivim" attraverso il mare e si stabilì a Palenque con il suo popolo.
Secondo altre versioni un certo Itlar, nominato Zamma padre degli Dèi, nel 10.500 a.C., scampato dalla distruzione di Atlantide, raggiunse lo Yucatan diffondendo l'agricoltura, l'astronomia, la geometria, e la medicina.
Datare il cristallo di quarzo è estremamente difficile, non esiste un metodo affidabile, ci si basa solo sul risultato dell’esame al carbonio 14 del materiale organico trovato unito al teschio.

Circa lo scopo di queste macabre sculture, il teschio rappresentava per i Maya il Dio della Morte, della guerra, dei sacrifici umani; il Signore degli Inferi. Alcune leggende indicano che il sommo sacerdote usava un teschio nei suoi riti esoterici. Mitchell asseriva che serviva per focalizzare energia e rifrangere la luce, nonché un raggio di sole attraverso la bocca aperta; in tal modo assumeva la funzione di una particolare lente ustoria nella cerimonia del nuovo fuoco. Tale cerimonia consisteva nel bruciare "qualcosa", si dice un cuore ancora palpitante su di un piano sorretto dalle mani di una statua: il Chac-Mool (zampa di giaguaro), di origine esclusivamente Tolteca e tipica dei siti Maya dello Yucatan.

Tezcatilpoca, chiamato specchio fumante, dio del male, viene spesso descritto come un "teschio splendente".
La cerimonia avveniva quando le Pleiadi raggiungevano lo zenit e segnavano l'inizio di un nuovo ciclo. Il ciclo attuale sembra sia iniziato nel 3114 a.C. con la nascita di Venere. Il teschio è descritto come l'incarnazione di ogni male, quando il sacerdote evocava la morte per mezzo del teschio, questa arrivava puntualmente.
Oggi adoperiamo il quarzo negli apparati elettronici, nei micro-chips, perché ha la proprietà di amplificare la corrente che vi passa attraverso. Viene inoltre notoriamente utilizzato per i suoi effetti terapeutici, per amplificare il campo elettromagnetico del corpo umano e modificare la stato vitale.

I sensitivi che hanno lavorato con i teschi assicurano di aver sentito emanare da essi una poderosa energia; molti hanno dichiarato di aver avuto visioni del passato.
È stato appurato che durante la proiezione di queste immagini alcune persone distinguono, al suo interno, figure olografiche ben riconoscibili. In alcuni casi la sola foto del teschio di Hedges avrebbe curato alcune infermità.
La proprietaria del teschio chiamato E.T., Joke Van Dieten, alla quale era stato diagnosticato un tumore al cervello ebbe la gradita sorpresa di svegliarsi una mattina completamente guarita e osservare all’interno del teschio una macchia nella stessa area del cervello, come se la pietra avesse assorbito il male.

La medium Carrel Advise alla presenza del teschio di Hedges entrò in trance e disse che il teschio rappresentava un magazzino di conoscenze programmato da una razza in un passato remoto. Affermò anche cose non molto credibili per la verità, ma contribuì a materializzare l’idea che i teschi possano rappresentare, per alcuni, anche un sistema di informazioni canalizzate per via telepatica, da una civiltà, extraterrestre o no, con l’intenzione di aiutare l’umanità o incrementare il suo livello di conoscenza.

Tante le storie che parlano di cristalli dai quali si sprigionerebbero potenti energie.
L'occultista e studioso John Dee, autore dell'alfabeto angelico, un giorno, mentre lavorava nel suo studio, vide manifestarsi un entità luminosa, qualificatasi come l'angelo Uriel, che gli fece dono di un cristallo convesso, simile ad una pietra scura tramite la quale avrebbe potuto conversare con gli angeli concentrandosi su di esso.

Ettore Cipollaro, ricercatore di fenomeni paranormali del gruppo di ricerca "l'Arca" di Roma (2), dichiarò che l'entità "Magister", spirito guida del gruppo, parlò di "cristalli" come concentrazione energetica alla base della struttura dell' universo e, dai quali si può ottenere energia attraverso metodi scientifici ben conosciuti dal mondo antico.
"Magister" affermò, tramite Cipollaro, che civiltà Atlantidee e Pre-Atlantidee utilizzarono un raro cristallo chiamato "Ion" esistente in natura. Aggiunse che esistono molti cristalli ma noi abbiamo perduto la scienza che ci permetterebbe, attraverso la loro manipolazione, di avere una fonte di energia inesauribile. Il loro cattivo uso rappresenterebbe un enorme pericolo. Secondo "Magister" sarebbero conosciuti e usati dagli "esseri" degli altri pianeti, anche per il funzionamento di quei mezzi noti come "dischi volanti".

Quanto appartenga a Magister e quanto a Cipollaro, non conta molto, simili affermazioni vanno prese per quelle che sono; ma non si può fare a meno di registrare che lo scomparso veggente Edgar Cayce, in una delle sedute durante le quali parlava del continente perduto, effettuate tra il 1922 e il 1944, fece riferimento ad un’ energia superiore di quella nucleare, all'epoca non ancora scoperta, che Cayce, quindi, non poteva conoscere. Questa energia sarebbe stata ricavata, secondo il veggente, attraverso la manipolazione di misteriosi cristalli all'interno dei quali si concentrava. I cristalli che fornivano l' energia sarebbero stati isolati in un edificio "foderato di pietra non conduttrice".

La descrizione fornita ricorda le torri di vetro girevoli di cui disponevano i Thuata de Danan, rivestite appunto di un materiale isolante a protezione delle radiazioni emanate dalle armi nemiche.
I documenti con le descrizioni per costruire tali "pietre" verrebbero custoditi in tre posti diversi: nei templi di Atlantide sommersi a Bimini, in un tempio in Egitto e nel tempio di Itlar nello Yucatan.
Con essi sarebbero conservati i libri che parlano della storia di Atlantide e del suo immenso sapere scientifico.

Cayce parlò anche di Faser e Maser, l' energia derivante dalla luce polarizzata, e disse che proprio il cattivo uso di tale energia scatenò forze incontrollabili che causarono la distruzione del continente.

Secondo Cayce quelle fonti di energia potrebbero essere ancora attive, imprigionate nelle costruzioni dell'antica isola e causare i fenomeni che hanno tristemente distinto la zona delle Bermude.
Nel 1970 il Dottor Ray Brown durante un’immersione nelle acque del triangolo delle Bermuda, vicino alle isole Bari, nelle Bahamas, vide, a quaranta metri di profondità, una piramide con un'apertura sulla sua sommità.

"La costruzione era in pietra liscia, le giunzioni fra i blocchi si distinguevano appena. L'apertura era una specie di pozzo che immetteva in una stanza interna rettangolare. Completamente priva di alghe e coralli e stranamente ben illuminata senza che ci fosse nessuna luce diretta. Vidi qualcosa che riluceva. Dal soffitto pendeva un’asta metallica con incastonata una pietra rossa sfaccettata e affusolata in punta. Sotto di essa un basamento in pietra sono sopra una piastra sempre di pietra, sulla quale due mani di bronzo, annerite da evidenti bruciature, sorreggevano una sfera di cristallo. Non riuscendo a smuovere l’asta e la pietra rossa, afferrai il cristallo e venni via. Mentre uscivo da quel luogo mi parve di avvertire una presenza. All'interno di questo cristallo rotondo vi era una serie di forme piramidali, tre per l’esattezza e tenendolo in mano si avvertiva una vibrazione."

Pervaso dal timore che la sfera gli fosse confiscata non ne ha rivelata l’esistenza fino al 1975 nel corso di una conferenza a Phoenix. Brown non ha mai rivelato a nessuno il punto esatto del suo ritrovamento e cosa ne è stato del cristallo.
Il particolare delle mani metalliche che sorreggono un cristallo, mi rammentano le mani degli isolatori che sostengono le "lampade" rappresentate sulle pareti di Dendera. Il fatto che siano state viste annerite e bruciate significa che erano sottoposte ad un fortissimo calore, quindi la piramide catalizzava una sorta d’ energia indirizzandola, attraverso l’asta, nella sfera di cristallo. La pietra rossa poteva essere un rubino, pietra solitamente usata nei laser per concentrare e proiettare l’ energia.

In quanto alla sfera si racconta che causi fenomeni paranormali; i metalli in contatto con essa si magnetizzano temporaneamente; l’ago della bussola gira prima in senso orario e poi ruota in senso opposto. Vi sono anche casi di guarigione dopo aver toccato la sfera. Un collegamento al teschio di cristallo. Speculazioni?
Le piramidi sotto l’oceano sono state rilevate più volte anche dal sonar.

Edgar Cayce parlò degli Atlantidei come una civiltà che disponeva di un’ energia simile a quella nucleare; l’ energia che fu causa della scomparsa di quel continente. Veniva raccolta utilizzando i cristalli racchiusi nelle piramidi.
C’è chi crede che ogni tanto i cristalli del perduto continente si attivino e formino tempeste magnetiche, campi di forza e d’ energia pura, causando i ben noti fenomeni del Triangolo delle Bermuda.

Speculazioni. Certo. Il cristallo della sfera, però, testimonia l’esistenza di civiltà in possesso di una tecnologia avanzatissima perché perfino gli esperti dell’Istituto Smithsoniano di Washington hanno dichiarato che solo dopo il 1900 siamo stati in grado di usare tale tecnologia per tagliare il quarzo e ricavarne una sfera perfetta.
Secondo una profezia sotto la zona di Giza vi sarebbero dodici camere, una per ogni segno zodiacale, in comunicazione fra loro per mezzo di corridoi. Al centro una camera più grande detta: "sala dei documenti".

In quel punto si troverebbe un enorme cristallo sfaccettato simboleggiante l'uovo cosmico. La sala sarebbe stata costruita da Enoc con lo scopo di conservare le scienze conosciute.
Simile alla storia che vuole re Surid, o Saurid Ibn Salhouk, autore del progetto delle tre piramidi e camere sotterranee per conservare le "scienze segrete".

È ben noto che sotto la piana di Giza vi siano numerosi sotterranei, e che un gruppo archeologico dell'Università di Stanford, ha praticato l'apertura di una delle tre camere situate sotto le zampe della Sfinge. Avrebbe scattato anche alcune foto dell'interno, mai rese pubbliche, ma ben note al sovrintendente agli scavi Dr. Hawass. Quest'ultimo avrebbe anche impedito a West di procedere con gli scavi che miravano ad aprire un passaggio per entrare nei sotterranei.
La presenza dei cristalli viene menzionata nella vicenda dei presunti alieni catturati dopo l'incidente di Roswell, attualmente indicati nella base di Nellis, conosciuta come Area 51, e nella storia dei piatti di pietra di Bayan Kara Ula, o Bayan Har Shan, non a caso definita la Roswell Cinese. In entrambi i casi si fa riferimento al ritrovamento di un cristallo in grado di mostrare immagini della terra com’era nel passato, concentrandosi su di esso.

Questo ci porta alle strane storie che circolano sul teschio di cristallo, sia quello in mostra al British, definito un vero e proprio porta sfortuna, che al manufatto trovato da Hedges. Alcuni addetti alla vigilanza del Museo affermano di aver visto strane emanazioni prodotte dal teschio in particolari momenti. C'è chi dice di aver provato una strana sensazione in sua presenza, come dominato da una forza misteriosa. Forse solo suggestione, ma l'oggetto è stato cambiato di sala più volte in seguito al verificarsi di misteriosi e curiosi fenomeni.

Sembra che nessuno dei custodi voglia trascorrere molto tempo nella stanza ove si trova esposto.
Anche il teschio appartiene a quei cristalli che racchiuderebbero misteriose energie?

Semplici storie da raccontare la notte delle streghe, o "verità incredibili"?

Note:
1. Figlia di Mitchell, avventuriero del quale si parla più avanti.
2. Vedi articolo Giornale Misteri giugno-luglio 1994 a cura della Dr.ssa Massa.

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