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venerdì 1 maggio 2009

Ritrovate registrazioni lunari del Lunar Orbiter.



In un ristorante McDonald in disuso della base militare di Moffett, in California, sono stati rinvenuti, nell’ottobre del 2008 tantissimi video che riguardano la luna, inediti in alta risoluzione, effettuati da uno dei cinque Lunar Orbiters. Si trattava di scandagliare il terreno allo scopo de scegliere il punto di allunaggio delle future missioni Apollo.

I nastri non sono mai stati resi pubblici perché, all’epoca, quell’immagini erano classificate per via della loro troppo grande precisione, la quale avrebbe permesso di localizzare i satelliti spia americani.
Nella basa militare di Moffett si trova un reparto NASA sin dal 1958.

Sviluppati a bordo del Lunar Orbiter, i filmati erano scannerizzati in alta definizione, prima di essere emessi verso l’una delle tre stazioni terrestri della missione (una in California e due in Australia).
Queste registrazioni furono quindi conservate su nastri magnetici.

Fonte in francese con video:

http://ovnis-usa.com/

martedì 21 aprile 2009

AGGIORNAMENTO: Intervista INTEGRALE con LUCA SCANTAMBURLO.


17 aprile 2009

* Luca, come puoi vedere anche leggendo il blog, stiamo vivendo in un periodo in cui quotidianamente nel mondo, avvengono strani fenomeni in cielo. Cosa ne pensi tu, ti chiedo un'opinione personale, sul fenomeno UFO?



L.S. Che siamo diventati un po' schiavi di questo acronimo inventato diversi decenni fa. In passato Stephen Bassett, negli Stati Uniti, si è espresso in termini analoghi. Tendo ad usarlo poco, infatti. Il vero interrogativo che dobbiamo porci è un altro: fatta una selezione, scremate le segnalazioni, eliminati i casi di fenomeni naturali e sperimentazioni di armi segrete (test di volo, ecc..), che cosa si può dire dei piloti e delle loro intenzioni, se accettiamo l'ipotesi dell'origine extraterrestre? E quali accordi sarebbero stati presi dai Governi che – eventualmente – avessero avuto l'opportunità d'incontrare segretamente gli equipaggi di questi ordigni volanti? E che cosa mangiano questi esseri? A quali malattie sono soggetti? In che cosa credono, a livello religioso? Quali sistemi politici adottano? Anche loro discutono di libertà, progresso, rispetto per l'individuo e la sua soggettività, oppure vivono in società in cui lo spazio per il singolo e la sua iniziativa è soffocato da un sistema feudale, o totalitario?

Hanno abolito la schiavitù, come abbiamo fatto noi sulla Terra? Viviamo per caso in uno zoo galattico, senza rendercene conto? Altri prima di me hanno sollevato queste questioni, ma noto che la tendenza generale continua a limitarsi ad uno studio statistico (importante nel XX secolo, ma ormai che senso ha?). La mole di dati, testimonianze, analisi, raccolta nei decenni da varie associazioni ufologiche di Brasile, Stati Uniti, Germania, Svizzera, Italia, ecc... è talmente imponente, che mi domando quale senso abbia ancora organizzare convegni sulle foto e sui video. Se fatto perché è cronaca ha senso, ma se si crede che con una foto od un video si possano avere delle risposte, secondo me si è sulla strada sbagliata. I convegni sono importanti, ma credo che dobbiamo riflettere di più sulle domande che poniamo ai convegni. Sono gli interrogativi che fanno la differenza. Il contesto in cui essi sono posti. Poi, ben vengano foto, video, ma vanno inseriti in un contesto che smuova gli ambienti scientifici, politici, umanistici... Secondo me, continuando ad usare il termine Ufo, non si riuscirà mai a fare luce sulla questione. Anche perché nell'immaginario collettivo tale termine non ha la stessa valenza che ha per un ricercatore od ufologo: per le persone che ignorano la questione, il suo contesto storico ed il grande lavoro fatto negli anni dagli ufologi, il termine Ufo è un termine che si accompagna al mito. Alla burla, all'inganno, allo svitato. Per altri è una possibilità, remota, di visita dallo Spazio. Rispetto agli anni'90, quando seguivo l'argomento dalla pagine delle riviste specializzate (e non in Rete), non è che la percezione del fenomeno sia poi così cambiata. E trasmissioni come Voyager della Rai – che indubbiamente realizzano servizi con sempre maggiore attenzione e serietà, verso il fenomeno – sono un passo in avanti, ma colmano solo parzialmente il vuoto del grande interesse e del grande dibattito che si ebbe fra il 1995 ed il 1999. Oggi, purtroppo, non vedo tanta onestà intellettuale e serietà, in giro...

Tornando agli avvistamenti, attualmente il livello tecnologico è tale che diventa sempre più difficile discernere, distinguere un lavoro fatto al computer per elaborare una frode, da un autentico filmato di avvistamento. Il confine fra verità e finzione è diventato troppo labile. Ed anche i nuovi segreti velivoli sperimentali statunitensi o russi, avranno certamente una tecnologia avanti di decenni rispetto allo F117 Nighthawk ed al bombardiere B2 Spirit. Giudico molto più importante la rivelazione di un ex pilota, un ex astronauta o ex cosmonauta - una testimonianza umana - piuttosto che la diffusione di un video, anche spettacolare, di una presunta nave spaziale o di un disco volante.

Siamo visitati, probabilmente da millenni. Anzi, forse da milioni di anni. Probabilmente alcune di queste visite hanno a che fare con le nostre origini, con l'accelerazione impressa agli ominidi. Questo spiegherebbe l'anello mancante. Del resto, gli esseri umani stessi giocano a fare Dio con l'ingegneria genetica, su specie animali e vegetali alla nostra mercé.

Il problema è da chi siamo visitati, e con quali intenzioni. Sicuramente – considerando la vastità dell'Universo, le innumerevoli stelle, e la loro età – siamo stati visitati da equipaggi dalla grande evoluzione non solo tecnologica, ma anche morale e spirituale. Ed infatti testimonianze d'incontri in tal senso non mancano (Adamski, Siragusa, ecc...). Contemporaneamente, non si possono escludere colonie extraterrestri ed onde migratorie di razze aliene predatorie...

Infatti, noi viviamo nel XXI secolo, ma il fenomeno dei pirati – come tutti sanno ascoltando i telegiornali o leggendo i quotidiani– non è scomparso. Anzi. In tal caso, non comprendo cosa ci sia di scandaloso a parlarne. Del resto, ognuno di noi, prima di aprire la porta ad uno sconosciuto effettua una valutazione, se può. Intercettare intenzioni è una cosa che facciamo quotidianamente e senza accorgercene, attraverso soprattutto il linguaggio non verbale. Dare confidenza e fiducia al prossimo è bello, ma ci vogliono delle garanzie, ci vuole del tempo, per conoscersi. La vita, purtroppo, ci insegna che spesso riponiamo fiducia nelle persone sbagliate. Il tempo, in tal caso, è un maestro.


* Hai avuto difficoltà in questi anni, ha divulgare le tue ricerche?



L.S. Più che difficoltà, direi fastidi dall'ambiente esterno. Solo quando – valorizzato da certi personaggi italiani ed esteri che mi hanno dato fiducia previa valutazione della mia persona e capacità - ho cominciato a scrivere con assiduità ed a certi livelli, battendo sempre sullo stesso tasto, e su mia iniziativa: il Pianeta X, Nibiru, e tutto quello che ci gira attorno. Il servizio che ha costituito una svolta è – probabilmente - quello pubblicato su numero 67 (febbraio-marzo 2007) di UFO Notiziario, a mia firma, ed intitolato <> Molto, ma molto scomodo. Coloro che mi conoscono a malapena ed esprimono giudizi fuorvianti su di me, dovrebbero partire da una lettura di quel servizio. Forse si metterebbero una mano sulla coscienza... Altro punto di svolta – a livello mediatico – è stata l'intervista in inglese che concessi al Project Camelot. Dopo quell'intervista capii che – senza tutele, senza una stabilità economica, e senza aver uno spazio privato lontano da tutti – probabilmente avrei vissuto dei brutti momenti, così come li hanno vissuti loro tornando dalla Norvegia, all'aeroporto Orio al Serio di Bergamo...

Scrivevo – e scrivo ancora oggi, anche se con meno frequenza per una sorta di autocensura e freno che mi sono imposto – per piacere personale, per passione, e per comprendere la realtà. Relazionarsi con un pubblico è un'esperienza difficile. Dà grandi soddisfazioni se fatta con lealtà e professionalità. Ma – inevitabilmente – ti può esporre a venti di tempesta se tocchi argomenti scomodi. Poi, per affrontare certi discorsi a certi livelli, ci vuole tanto tempo e costanza, ed in quel caso è meglio che diventi la propria professione: scrittore o giornalista poco importa, ma bisogna portare due Lire a casa, altrimenti non si ha il tempo e la necessaria attenzione. Roberto Pinotti e Maurizio Baiata sono dei fortunati, a questo proposito. Se lo sono guadagnati, lo spazio di lavoro e di credito, ma al giorno d'oggi è molto più difficile raggiungere tali posizioni. Viviamo una crisi editoriale senza precedenti, in una crisi di recessione globale.

Inoltre, senza una dedizione totale alla causa si commettono errori: ne è un esempio un mio recente intervento-intervista con gli Stati Uniti, in cui ho ricordato male alcune parole e fatti dell'anno 2007. Se lavorassi a tali questioni da affermato mastino del giornalismo – come per un certo periodo ho sognato di diventare, visto il mio pregresso titolo di giornalista, e le buone premesse – non avrei commesso certi errori. Purtroppo per me – e forse alcuni godranno a sentirmelo dire – mi guadagno da vivere facendo altro, nella vita. Cosa che ho sempre fatto, ma c'è stato un tempo (durato pochi mesi) in cui sono riuscito a dedicare tutto me stesso nel tempo libero, con una forza, un'intuizione, uno spazio ed una caparbietà che non ho più avuto. Grandi sacrifici, anche di studio universitario. Dormivo molto poco per fare tutto ciò. La vita e le scelte personali hanno cambiato le carte in tavola.







* Tra i tuoi studi, ricerche, interviste, non possiamo non menzionare il caso delle missioni Apollo 19 e 20, tenute, segrete dal governo USA. Quali sono i punti focalizzanti, di queste vicende?



L.S. Tenute segrete da USA ed Unione Sovietica, se esse hanno avuto veramente luogo. Non dimenticare l'ex Impero Sovietico, e la sua ossessione per la segretezza. I punti su cui possiamo focalizzare l'attenzione sono pochi, credo: che ci sono almeno due anomalie – documentate da autentiche foto Nasa – entro un raggio di pochi chilometri, sulla faccia nascosta della Luna, vicino alla Piana di Fermi. Una è un oggetto sigariforme, fra i 4 ed i 5 chilometri; l'altra un oggetto triangolare, poco distante. Sono anomalie gigantesche. Cosa sono è un altro discorso, ma è evidente – visto il contesto in cui sono discusse e le testimonianze da me raccolte – che una o più missioni spaziali coperte hanno avuto luogo nel secolo scorso, per indagarle. Americani e Sovietici insieme, sulla Luna? Perché no, visto che nel 1975 si sono stretti la mano in orbita, in piena Guerra Fredda. Ad ogni modo, rimando le lettrici ed i lettori del tuo blog a tutti i miei servizi ed articoli, usciti sia su UFO Notiziario nell'anno 2007 (nr. 69, 70 e nr. 71), sia sulla rivista X Times (nell'anno 2009, numero 3 e 4). Per chi non potesse procurarsele, c'è il mio sito Web, www.angelismarriti.it, con i miei servizi in lingua inglese. Io non posseggo la verità: io ho realizzato delle inchieste, delle interviste, cercando di capire, di conoscere, di penetrare questioni scottanti e casi di cronaca. Il giudizio finale resta al lettore.

* Ci sono altre fonti, oltre alle tue ricerche ed interviste, che possano portarci in un certo modo, a capire che quelle missioni si siano svolte e coperte dal segreto?



L.S. Certo: l'iniziativa personale. Fare i propri compiti a casa, come diceva Phil Schneider. La consultazione e la lettura di libri. Il porre certe domande a certi addetti ai lavori, magari con discrezione ed in privato. Senza imbarazzarli. Interrogare addetti ai lavori durante conferenze stampa, congressi, scrivere lettere ai Direttori dei quotidiani, dei telegiornali. Cercare – durante i convegni – un'opinione da parte di ex astronauti o scienziati, ponendo sotto i loro occhi la foto delle anomalie, senza menzionare il caso di William Rutledge. In quest'ultimo caso si possono raccogliere indizi, sensazioni, spunti per ulteriori ricerche. Basta esaminare la loro reazione, anche non verbale. Si può fare – con rispetto ed educazione – qualunque domanda a chiunque. Anche alla persona più importante. Ma bisogna farla con garbo, anche se con decisione. L'ambiguità e l'understatement pagano fino ad un certo punto. Con Gorbaciov, ad esempio, sono stato diretto; ho tentato di porgli anche un'altra domanda nel giugno 2006, ma non voleva più ascoltarmi. Però ho avuto il mio spazio, di alcuni minuti. Ho chiesto di essere inserito nella lista di coloro che avrebbero posto gli interrogativi. Mi è stato concesso. Gorbaciov mi ha ascoltato in silenzio, con attenzione. Non si è sottratto. Era una conferenza stampa, ero accreditato, e sono stato trattato con rispetto, senza discriminazioni, e vi sono giunto senza avere raccomandazioni o favoritismi.

* Nella tua intervista a Blogtalkradio, menzioni di un "fascicolo", redatto dal governo statunitense, riguardante il come comportarsi nel caso in quelle missioni si fosse trovato qualcosa di non convenzionale. Puoi sintetizzarcelo?



L.S. Proprio in occasione di questa intervista – con il gentile Zen Garcia - ho fatto delle affermazioni poco precise sulla testimonianza di William Rutledge, cercando di ricordare fatti e parole dell'anno 2007. Te lo spiego dopo. Veniamo alla tua domanda: il fascicolo a cui ti riferisci in realtà non è un fascicolo, ma uno studio approfondito, un dossier, e non è stato redatto dal Governo statunitense, ma da un ente privato, su commissione della Nasa. Poi il testo è stato discusso al Congresso degli Stati Uniti, nell'ambito del Committee on Science and Astronautics, alla Camera dei Rappresentanti del Congresso, a cui fu presentato il 18 aprile 1961. Il New York Times ne parlò giovedì 15 dicembre 1960, sulle sue pagine, con un articolo intitolato <>. Questo studio è conosciuto come Rapporto Brookings, o Brookings Report. Fu redatto dal celebre Brookings Institution di Washington, D.C. Titolo: <>. Porta la data del novembre 1960. La Nasa era stata creata solo due anni prima, nel 1958. Ne parlai sulle pagine di UFO Notiziario (nr. 70, agosto-settembre 2007). In tale studio – realizzato nell'ambito della ricerca sociologica ed antropologica - vi sono alcune pagine dedicate alla problematica del contatto, della possibilità del ritrovamento di artefatti alieni nel Sistema Solare, durante l'esplorazione spaziale. Con particolare riferimento alla Luna, a Marte ed a Venere. Ebbene, oltre a ricordare che il passato ci dimostra come il contatto fra civiltà estranee, con diverse idee, stili di vita e livelli tecnologici, è foriero di grandi cambiamenti e spesso porta alla disintegrazione della civiltà diciamo inferiore, lo studio si pone anche degli interrogativi sull'opportunità o meno di rivelare al pubblico tali scoperte.

Testualmente, dice: <<[...] be presented or withheld from the public for what ends?>>. Inoltre, si pone l'attenzione su quale potrebbe essere il ruolo degli scienziati e dei decision makers a proposito della divulgazione di una tale scoperta. Se si ha la pazienza di leggere – soprattutto la pagina 215 – si troveranno le motivazioni del cover-up. Se simili scrupoli erano legittimi decenni fa, oggi credo che il principale ostacolo alla divulgazione sia di ordine economico e religioso (e non mi riferisco alla religione cattolica e cristiana più in generale), più che per timore di scatenare anomia e shock culturale. Nascerebbero nuovi religioni e nuove sette, anche fanatiche. Questo è inevitabile.

Poi, non bisogna dimenticare che rivelare al mondo una simile cosa, comporterebbe una rivoluzione copernicana dalle proporzioni bibliche, inimmaginabili. La vita di tutti, in pochi anni - anche sotto il profilo delle abitudini, della morale e dei costumi - prenderebbe vie inesplorate. Tutte le istituzioni – in primis quelle scientifiche e universitarie – subirebbero un contraccolpo che porterebbe a rivoluzionare consigli, senati accademici, corsi universitari... Un pandemonio. Si può gestire, ma fino ad un certo punto. Molti – probabilmente - perderebbero credito, ruolo e forse anche la loro cattedra. Per tornare a William Rutledge, nel marzo 2009 a Zen Garcia ho rivelato per la prima volta pubblicamente che io – ed altri due o tre utenti di YouTube – nel 2007 assistemmo ad un filmato in bianco e nero, privo di audio, caricato in una sessione privata di YouTube il 30 maggio 2007, alla quale Rutledge ci consentì di accedere. Il filmato fu rimosso poco dopo. Rutledge - (alias “retiredafb”) – nei nostri contatti mi autorizzò in seguito a parlarne pubblicamente, ma mi disse che prima di divulgare il filmato avrebbe cancellato i volti degli ingegneri visibili. Il filmato non è mai stato divulgato, fino ad oggi.

Nell'intervista con Zen Garcia dissi che risaliva agli anni'40, ricordando male quanto aveva scritto Rutledge come commento al video. Dissi anche che era stato realizzato al MIT. Un'altra inesattezza. Allora, per riparare a ciò, ti do qualche anticipazione. In futuro scriverò qualcosa in inglese: nel filmato – indubbiamente datato e credo genuino – si vedeva un presunto ingegnere, o tecnico - armeggiare con dei dispositivi elettronici di qualche tipo. Rutledge spiegò – nel commento al video – che si trattava, in sintesi, di una presunta reverse engineering. Ecco un estratto di cosa scrisse su YouTube << [...] use of foreign (alien) technology in the radeon laboratory [...] This film was internat to the MIT, and shows reconstruction of a chip, with the 50's technology.>>

Ricostruzione di un chip, filmata in un laboratorio Radeon, e poi conservata al MIT. Come puoi vedere dal testo in inglese c'è qualche problema sintattico, grammaticale, ma se è vero quanto rivelatomi sui problemi ad usare la tastiera e la lingua inglese, da parte di Rutledge, è coerente con il personaggio. Ne parlerò in futuro. Al di là della sua identità, il filmato lo vidi. Ne era in possesso. Evidentemente la reazione di scetticismo nata in Rete sulla sua storia, deve averlo dissuaso dal diffonderlo. E così, poi, mantenne soltanto la promessa di divulgare i filmati sulla EBE “Mona Lisa”.





- Ricordo che è stato divulgata qualche tempo fa, una parte di registrazione mai trasmessa (ufficialmente spiegata nella diretta di allora come una caduta del segnale) , dell'Apollo 11, che qui riporto per conoscenza anche dei nostri lettori:

Apollo 11: "Si sente bene adesso?"

Controllo Missione: "Affermativo! Vi riceviamo, vi riceviamo!"

Apollo 11: "Ah, cos'è quello? Avete una spiegazione?"

Controllo Missione: "Non l'abbiamo! Non vi preoccupate! Continuate con il vostro programma."

Apollo 11: "Mio Dio! ... Incredibile! Questo è fantastico! Non lo potreste mai immaginare!"

Controllo Missione: "Roger! Ok, noi sappiamo di quello ... però voi andate nell'altra direzione! Andate dall`altra parte!"

Apollo 11: "Che diavolo è quello? ... è molto spettacolare! Mio Dio! Che cosa è ... allora me lo dite cos`è quello?"

Controllo Missione: "Cambiate frequenza ... Usate Tango! .. Tango!"

Apollo 11: "... Allora ... è una forma di vita quella!"

Controllo Missione: "Roger! Vi stiamo dicendo di cambiare comunicazione! Usate Bravo - Tango, Bravo - Tango ... selezionate Jezebel ... Jezebel!"

Apollo 11: "Si, ma tutto questo è incredibile!"

Controllo Missione: "Registrate su Bravo - Tango, Bravo - Tango!"

Apollo 11: "Cos'è? Per il Diavolo, cos'è? Non voglio saperne di più! Queste ... piccole ... cose ... sono gigantesche, sono enormi! No, no, questa è addirittura un'allucinazione. No, no, no, questa non è un'illusione ottica! Oh, cielo, non ci crederà nessuno!"

Controllo Missione: "Cosa ... cosa succede, dannazione? Come state, ragazzi?"

Apollo 11: "Sono là, sotto l'oriz zonte!"

Controllo Missione: "Cosa c'è? ... Disturbi radio ... qui è il Controllo Missione che chiama Apollo 11."

Apollo 11: "Roger, siamo qui, ma abbiamo visto altri ... devono essere qui da tempo per osservare le attrezzature."

Controllo Missione: "Controllo Missione! Ripetete le ultime comunicazioni!"

Apollo 11: "Dico che ci sono altri veicoli spaziali. Sono allineati sull'orlo del cratere!"

Controllo Missione: "Ripetete! Ripetete!"

Apollo 11: "Lasciateci completare questa orbita, poi ... a casa! In 625 a 5 ... Ho regolato i relè ... mi tremano le mani, non posso ... filmare! Dio, chissà se queste dannate macchine fotografiche hanno ripreso qualcosa? ..."

Controllo Missione: "Avete fotografato qualcosa di interessante?"

Apollo 11: "Non abbiamo pellicole a portata di mano ... Disturbi radio ... tre colpi dei dischi volanti, o quel che diavolo sono, possono aver rovinato le pellicole."

Controllo Missione: "Controllo Missione. Qui è il Controllo Missione ... siete sulla strada per il ritorno a casa? ... Ripeto, siete sulla strada per il ritorno a casa? Cosa sono tutte queste voci sugli U.F.O.?"

Apollo 11: "Si sono posati là ... sono sulla Luna ... ci stanno osservando."

Controllo Missione: "Gli specchi, gli specchi, li avete piazzati?"

Apollo 11: "Si, gli specchi sono al loro posto. Ma chi ha costruito simili navi spaziali può andare li domani e strappare via quei dannati specchi ... Passo e chiudo."

< BR>

Cosa ne pensi, anche alla luce delle tue ricerche, Luca?





L.S. Sei fuori strada. Quel dialogo – ammesso e non concesso che si rifaccia all'originale audio ascoltato più volte in Rete, ed anche in onda sulle televisioni italiane – è tradotto male e contiene frasi mai pronunciate. E non si parla di forma di vita, ma di luce. Inoltre, nel 1978 usciva un testo sulla falsariga di questo. Dunque, quello che hai riportato tu si rifà sicuramente a tale testo: Alternative 3 di Leslie Watkins, basato sul documentario (un docu-drama) della britannica Anglia Television Film, intitolato Alternative 3. Scritto da David Ambrose, prodotto da John Rosenberg e diretto da Christopher Miles, andò in onda nel giugno 1977, nell'ambito del programma Science Report. La musica, fra l'altro, è di Brian Eno.

Il libro è stato edito da Sphere Books Limited, nel 1978, a Londra. Un dialogo fra il presunto astronauta Bob Grodin (nome di finzione) ed il Controllo Missione. Può anche darsi che l'audio sia autentico, e riferito chissà a quale missione spaziale. Ma ti chiedo: ti sembra la voce di Aldrin o quella di Neil Armstrong? A me no. Le fonti sono importanti. Anche io feci ascoltare spesso quell'audio, durante alcune conferenze. Ma la conoscenza è un processo in fieri. Dobbiamo sempre avere il coraggio di mettere in discussione testimonianze e prove. Ad ogni modo, di quell'audio non si è mai discusso abbastanza la fonte. Mi sembra che sia proprio contenuto nel documentario Alternative 3, anche se non ci giurerei. Ricordo invece perfettamente che proprio da quel documentario proviene il presunto sorvolo di Marte del 1962, da un equipaggio dall'accento angloamericano, e visibile in Rete. Nel documentario è inserito nel contesto della testimonianza del presunto radioastronomo William Ballantine (nome di fantasia), deceduto in un incidente d'auto. Può darsi che il video – nondimeno – sia autentico. E sia stato inserito in tale contesto, di verità e finzione.




* Molti astronauti hanno ammesso di avere visto qualcosa di non terrestre lassù oltre l'esosfera (anche lo stesso Aldrin, poi smentita un po' goffamente a mio avviso). Eppure le loro dichiarazioni dovrebbe essere presa in seria considerazione; perché questo non accade?



L.S. Viene preso in seria considerazione dalle persone come te, aperte e giovani. Forse tu ti riferisci alle alte sfere, politiche e scientifiche. Può darsi che lo facciano, in privato, ma in pubblico preferiscono non esporsi. Perché? Questa storia – delle presenze ed intelligenze aliene – è dinamite, come spesso dice un noto rivelatore americano. È come il vaso di Pandora. Riguardo ad Aldrin ed all'UFO di cui egli parlò ricordando il viaggio verso la Luna del 1969, non ti deve stupire il fatto che successivamente l'abbia smentito. Si riferiva alla possibilità che fossero seguiti da un UFO, avendo compreso che lo stadio S-IV B del razzo Saturno V era troppo lontano dalla capsula Apollo per poter essere avvistato e scambiato per un oggetto volante non identificato, ed infatti ne ebbero la conferma via radio dal Controllo Missione a Houston. Ad ogni modo, Aldrin ne aveva già parlato a metà circa degli anni '90. Riportò la notizia proprio un numero della storica rivista Notiziario UFO – la cui eredità è stata raccolta dalla nuova UFO Notiziario - di cui all'epoca io ero soltanto un avido lettore, senza sospettare che nei primi anni del nuovo millennio non solo ne avrei scritto delle pagine, ma addirittura sarei arrivato a realizzare reportage ed interviste importanti proprio per essa.

Il cambiare versione – tornando ad Aldrin ed alle sue dichiarazioni rese in un documentario di pochi anni fa - spesso nasce dal fatto che su queste tematiche, a qualcuno certe affermazioni possono dare fastidio. Non escludo che egli abbia avuto caldi inviti a tornare sui suoi passi...Non necessariamente dal Governo americano o dalla Nasa. Ma queste - naturalmente – sono miei supposizioni. Tuttavia, il fatto che l'ex astronauta Edgar Mitchell – nel luglio 2008 – abbia rilasciato allo show The Night Before della britannica Kerrang Radio delle dichiarazioni importanti sulla sua conoscenza della realtà extraterrestre e del cover-up di tale presenza, rientra probabilmente in un gioco di ampio respiro, un programma a lungo termine. Non si può escludere che il dr. Mitchell abbia parlato soprattutto perché spinto solo dalla sua coscienza, ma la cosa è improbabile, essendo egli stesso un ex militare soggetto a certi vincoli di segretezza. Più probabile che all'interno del Governo americano – spesso criticato a sproposito – vi sia da tempo qualcuno che consente a tali importanti personaggi di parlare abbastanza liberamente, ma solo quando ricevono un via libera. Poi, magari, sta al singolo decidere quando. Ovviamente, vi sono anche spiriti liberi – ex insiders governativi o del mondo scientifico – che possono anche agire in totale autonomia. Phil Schneider è stato uno di questi, e molti sanno quali pressioni abbia subito, e quale orrenda fine abbia fatto nel gennaio 1996.


Ora, tornando alla tua domanda, il perché questi astronauti non vengano presi in seria considerazione è da ricercarsi in un altro fattore, da tenere presente: la nostra società occidentale gira attorno a pochi valori e centri di gravità, e fra questi vi è l'intrattenimento: siamo davvero certi che la maggior parte della gente voglia cominciare a perdere il sonno su questioni gigantesche, mettendo da parte per un po' i reality show, le partite di calcio, i programmi a premi, la propria tranquillità domestica? I leader politici e scientifici lo sanno, ed è per questo che osano poco... In sintesi, la responsabilità è tutta nostra, non certo a causa della mancanza di credenziali di chi parla della questione extraterrestre: scienziati (pochi), ex piloti, controllori di volo, militari, astronauti, tutte persone qualificate. Poi, naturalmente, una grande responsabilità è da ascrivesi agli istituti universitari, dove si presume si formino teste pensanti... I futuri dirigenti, quadri, insegnanti e tecnici di un Paese. Forse si formano bravissimi tecnici, ma sono rari i docenti di ateneo che consentono ai propri allievi di pensare e proporre rompendo certi paradigmi dominanti. Ecco perché molti giovani oggi non solo ignorano la portata del fenomeno Ufo, della vita extraterrestre intelligente, dell'esopolitica e delle loro implicazioni: nelle università non se ne parla, e se lo si fa si tratta di rare eccezioni. Senza avere un contesto storico od una conoscenza di base del fenomeno, non si può nemmeno affrontare il discorso.





* Hai avuto ancora contatti con William Rutledge e "moonwalkers1966delta" dopo che hai portato all'attenzione di tutti, la vicenda?



L.S. La vicenda non l'ho portata all'attenzione di tutti in un dato giorno, ma in una serie di servizi sul Web, sulla carta stampata, ed attraverso interventi radiofonici diluiti nel tempo, nell'arco di mesi. La stessa divulgazione dell'intervista con il dichiarato Comandante dell'Apollo 19, risale al settembre 2008, giusto? Più di un anno dopo l'intervista che mi concesse il presunto Comandante dell'Apollo 20: William Rutledge, alias “retiredafb”. L'ultimo contatto che ebbi con William Rutledge, attraverso la messaggistica di YouTube, lo ebbi nel luglio 2007, come ho ribadito a Kevin Smith (nell'ottobre 2007) a Zen Garcia (conduttore radiofonico sul Web, dalla Georgia) ed a Stefano Famà e Salvatore Giusa all'inizio di aprile 2007, nel corso del loro show radiofonico Cose dell'Altro Mondo, in onda sulle frequenze di Radio Universal. Fra l'altro, la mia intervista con William Rutledge è stata tradotta in Rete in diverse lingue, spontaneamente... Quindi è evidente che i contenuti della storia emersi dall'intervista – non soltanto l'impatto della visione dei video e delle loro presentazioni – sono stati giudicati degni d'attenzione da parte del pubblico.

Riguardo all'altro utente di YouTube - “moonwalker1966delta” - preferisco non rispondere. Voglio però sottolineare una cosa: l'ultimo video da egli postato, l'incidente all'Apollo 19 nello Spazio – un video accolto da un'indifferenza generale dei cosiddetti esperti e della gente – è la chiara dimostrazione che la gran parte del pubblico sembra non avere il tempo o la necessaria preparazione per leggere presunte prove di operazioni coperte. Dimestichezza con terminologia astronautica, conoscenza della lingua inglese e della pronuncia americana, e conoscenza degli interni di una capsula LEM o Apollo, sono requisiti indispensabili, tuttavia da soli non bastano. Il contesto storico in cui leggere eventi e prove, è fondamentale per comprendere fatti ed eventi presumibilmente accaduti durante gli anni '70. Il contesto fa la differenza. Solo una persona – che ha seguito la mia inchiesta sin dall'estate 2007, leggendo tutto ciò che ho scritto – quando ha visto la presunta prova dell'incidente dell'Apollo 19, è rimasto senza fiato e mi ha scritto subito molto emozionato. Evidentemente aveva compreso l'importanza di quel video, perché aveva seguito la lunga cronaca della storia da me narrata, ponendosi sì molti interrogativi e dubbi, ma con la mente aperta e riuscendo – fra l'altro – a scoprire poi su un sito russo delle autentiche foto che ritraggono un anziano Leonov mentre firma delle - davvero poco conosciute - foto commemorative della missione Apollo-Soyuz Test Project, che mostrano la stessa modalità d'unione della bandiera americana e sovietica, visibili in uno dei video postati da William Rutledge su YouTube, e poi su revver.com.



* Cosa spinge un giornalista freelance, che non ha nessun interesse lucrativo e nessuna entrata economica certa, a ricercare la verità, e a mio personale modo di vedere trovarla, nonostante le difficoltà che come ci hai espresso prima, hai trovato? Di cosa sei stato testimone Luca?



L.S. Io non sono più ascrivibile alla categoria dei giornalisti. Puoi chiamarmi scrittore freelance, se ti piace, oppure puoi definirmi così in privato, riconoscendomi certe attitudini, propensioni, o per via del mio titolo pregresso, o dire che scrivo ancora come un giornalista, ma dal punto di vista legale non posso definirmi più tale, in quanto nel marzo 2008 ho dato le mie dimissioni dall'elenco dei Pubblicisti dell'Albo dei Giornalisti del Veneto, al quale ero iscritto dall'anno 2006. Le dimissioni sono state accettate ai primi di aprile 2008. Le motivazioni sono state diverse, molto personali...

Fra di esse, ad ogni modo, ha contribuito anche il fatto che in quasi due anni di vani tentativi per approdare ad una qualche collaborazione importante, o ad un qualche contratto, non ho cavato un ragno dal buco. La maggior parte delle mie collaborazioni, come articolista, mi fruttarono davvero poco, in seguito a malapena sufficienti (od insufficienti, ora non ricordo esattamente) a pagare le tasse dovute all'Albo ed alla gestione separata dell'Inpgi, alla quale si è obbligati ad iscriversi per Legge. La maggior parte dei periodici e dei quotidiani che contattai, mi ignorarono. E questo nonostante il mio titolo universitario, la mia iscrizione all'Albo dei Giornalisti, e le decine e decine di articoli da me scritti, la maggior parte dei quali in campo culturale (musica, teatro, cinema, eventi culturali vari). E nonostante il mio reportage sulla visita di Gorbaciov a Venezia.

Non solo non ho mai avuto entrate economiche certe nel campo giornalistico (ho sempre svolto altre mansioni per vivere, ed infatti l'iscrizione all'elenco dei Pubblicisti consente di fare anche altro nella vita, a differenza dell'iscrizione all'elenco dei Professionisti, previo esame), ma ad un certo punto i miei scritti, i miei interventi radiofonici con radio nordamericane, i miei convegni, il mio espormi in generale, mi ha comportato tutta una serie di fastidi su cui preferisco, in questa sede, sorvolare. Ora giro a te la domanda: se scrivere non solo non consente di portare a casa la pagnotta, ma addirittura ti rende la vita complicata, chi te lo fa fare? Soprattutto quando poi le cose scritte e dette vengono travisate, sintetizzate male, lette parzialmente, superficialmente o addirittura strumentalizzate? L'interesse lucrativo, come lo definisci tu, non è mai stato al centro della mia vita, ma è evidente che tutti devono lavorare per vivere, e tutti – dunque – devono guadagnare. Cerchiamo di non essere ipocriti. Se non si riesce nemmeno a sopravvivere facendo il lavoro che si ama (e quindi a guadagnare quanto basta per condurre una vita dignitosa), tale lavoro non può essere svolto con la necessaria professionalità e dedizione. Dedizione significa anche tempo. Da qui il passo verso un ritiro, è davvero breve. Ed infatti ciò è quello che è successo. Ora scrivo quando ho voglia e nel tempo libero, senza scadenze, e spesso senza essere retribuito (collaborazioni gratuite). E scrivere un libro ad esempio, nonostante esponga e comporti comunque delle responsabilità non indifferenti, secondo me è un'attività culturale di profilo più basso rispetto ad un articolo, ad un servizio pubblicato su una rivista, ad una serie di convegni o interventi mediatici come un'intervista con una radio estera. Poi, leggere un libro è una cosa che richiede tempo, tranquillità, e riflessione. Non tutti sono disposti ad intraprendere questa avventura... Un po' come una foresta che cresce: fa meno rumore di un albero che cade. Soprattutto quando la casa editrice è piccola, sconosciuta, o addirittura estera, come nel mio caso (contattai decine e decine di case editrici italiane, a suo tempo, perché valutassero il mio saggio inedito, ma solo una – laziale - sembrò seriamente interessata, per poi defilarsi in un secondo momento senza darmi tante spiegazioni, ma posso capire il perché; il mio testo non è leggero...).

Se sono stato testimone di qualcosa, mi chiedi, probabilmente riferendoti a fatti spiacevoli? Tutti nella vita sono testimoni di cose che non piacciono. Ti rispondo così: l'integrità morale e la reputazione, e la serenità della vita privata, vanno sempre tutelati, a mio modo di vedere. Da questo, forse, si possono capire – in parte - certe mie scelte.

Comunque, per rispondere alla tua domanda su cosa mi spinge a cercare la verità, ti posso dire che è un quid, un qualcosa che mi accompagna sin dalla mia infanzia. Perché ad otto anni fui attratto dal bestseller The Bermuda Triangle di Charles Berlitz, sul Triangolo delle Bermuda, non lo so nemmeno io. Fra l'altro uscì nel 1974, quando nacqui io, e fu tradotto ed edito in Italia dalla Sperling & Kupfer un paio d'anni dopo. Lo lessi con un'attenzione che – ripensandoci oggi – era del tutto anomala per un bambino di quell'età. Molti anni dopo – fra l'altro - ci lavorai anche, sulle acque del Triangolo, come assistente cameriere imbarcato su una nave battente bandiera liberiana. Il fatto poi che anni più tardi sia riuscito ad intervistare Zecharia Sitchin, ed abbia avuto l'intuizione e l'opportunità di interpellare Gorbaciov sulle tematiche a me care, nell'estate 2006 - e vi sia riuscito strappandogli una conferma sulle affermazioni di Reagan in merito alla questione aliena - la dice lunga...

Destino?



- Nel tuo libro "The American Armageddon" (Lulu Enterprise Inc.), tra i vari argomenti trattati, parli anche del gioco di silenzio e mistero che i vari governi (Stati Uniti, Russia ecc.) attuano sull'argomento ufologico.

Anche alla luce dell'interessantissima domanda che tu personalmente hai posto a Michail Gorbaciov, nel quale gli richiedeVi se in qualche modo i due governi di allora (USA, URSS) avessero in qualche modo inquadrato la questione, risposta sua che fu "Regan qualche volta me ne parlò" (correggimi se ricordo male), cosa ne pensi, e cosa c'è davvero sotto tutto questo? Cosa nascondono i governi che sanno? (domanda che molte persone mi hanno chiesto di porti).

L.S. Quel giorno di giugno 2006, all'Isola di San Servolo (Venezia), in realtà a Gorbaciov chiesi cosa pensava delle dichiarazioni di Paul Hellyer (ex ministro della Difesa canadese) risalenti al settembre 2005 (sbagliai il mese, durante la conferenza stampa, dicendo novembre, ma m'ingannai sulla data del servizio di Maurizio Molinari, corrispondente da New York per La Stampa di Torino, il quotidiano che in Italia commentò le esternazioni dell'anziano ex politico canadese, da tempo in pensione).

La frase di cui parli tu, fu un appunto che l'ex premier sovietico mi fece – interrompendomi - mentre facevo un'introduzione ricordando a lui ed alla platea di giornalisti cosa disse Reagan più volte, in merito ad una minaccia aliena esterna. Gorbaciov m'interruppe e disse – nella traduzione dal russo di Giulietto Chiesa:

<>.

Nel reportage che realizzai per UFO Notiziario, uscito sul numero di agosto-settembre 2006, le parole “una volta” non furono riportate, a causa di una mia svista durante la trascrizione. Successivamente, feci un errata corrige che fu pubblicato. Le esatte parole sono invece correttamente riportate a pagina 209 della prima edizione del mio saggio intitolato The American Armageddon, per i tipi di Lulu.com, Lulu Enterprises, Inc., Stati Uniti. Il capitolo che le commenta è il dodicesimo, dal titolo Minacce dallo spazio profondo? Prova a dare un'occhiata alla pagina che ti ho menzionata, e le troverai.

Più che di gioco del silenzio, che è una tua interpretazione, in realtà io faccio intendere che da diverso tempo diversi militari in congedo (e non solo) si stanno aprendo sulla tematica. Quindi se c'è un silenzio, quello che c'è è governativo ma c'è sempre stato, a parte alcune dichiarazioni a titolo personale di politici, scienziati e militari americani e sovietici, in servizio o non più tali. Diverso è invece il caso dei rivelatori senza nome, più o meno attendibili. Naturalmente, scremando nel mare magnum del panorama degli insiders (molto scivoloso), quelli più attendibili e dalle credenziali verificate, fanno parte di una rete più o meno formale, la quale ha come obiettivo acclimatare l'opinione pubblica sulla visita extraterrestre. Ne è un esempio la cosiddetta “Old Boys Network” - ma può darsi ne esistano anche altre - di cui parla da anni Robert O. Dean (USA, 1929), l'ex Sergente Maggiore dell'Esercito Americano ed ex analista dell'intelligence della Nato, in servizio allo SHAPE durante gli anni '60. Da chi è composta o sarebbe composta la “Old Boys Network”? Basta documentarsi, ed andare alla ricerca di alcune affermazioni dello stesso Dean.

Ho scovato qualcosa di molto interessante in un servizio pubblicato da Tucson Weekly – sul numero 16, del periodo 29 giugno – 5 luglio 1995 – ed intitolato <>. Gli articolisti – che hanno interpellato l'ex militare - fanno delle affermazioni sulla composizione di tale rete. Essi dicono, riferendosi a Dean:

<>

Gli autori del servizio dovrebbero essere Jim Nintzel ed Héctor Acuña.

Dunque, nell'estate 1995 Dean avrebbe confidato che anche dei Gesuiti, assieme ad astronauti, cosmonauti, ammiragli ed altri ancora, da anni lo mettono al corrente d'informazioni vitali sulla presenza extraterrestre e sul cover-up. Ed il pontefice – di allora – sarebbe stato al corrente di cosa sta succedendo. Quindi le conoscenze di Dean non dipendono soltanto dal suo ruolo ricoperto allo SHAPE della Nato, e dalle sue attività pregresse come sottufficiale dell'Esercito a stelle e strisce.

Ora ti pongo io una domanda: siccome queste affermazioni su Dean risalgono al 1995, pensi sia soltanto un caso che sin dall'anno 2000 dapprima il Gesuita Padre Funes sulle pagine del Corriere della Sera – Funes, ricordo, è Direttore dal 2006 della Specola Vaticana – e poi anche altri Gesuiti, sempre astronomi – si siano pronunciati pubblicamente sulla possibilità di una vita extraterrestre intelligente? E come mai proprio un Gesuita – operante a Roma in una struttura della Santa Sede - contattò Cristoforo Barbato a partire dall'anno 2000?

Purtroppo, però, taluni invece di ragionare con la propria testa e spendere il proprio tempo leggendo e riflettendo su libri, quotidiani e riviste, preferiscono affidarsi soltanto alla Rete e vedere disinformazione e complotti ovunque, in un relativismo che tutto appiattisce e svilisce, in cui non c'è più spazio per la testimonianza umana. Internet è un grande strumento di socializzazione (nato grazie agli Americani, dalla militare Arpanet, ma pare che le giovani generazioni lo ignorino, e siano poco grati agli Stati Uniti) ed è straordinario come mezzo per la diffusione della cultura, e per velocizzare contatti e notizie. Per non parlare della possibilità di ascoltare interviste audio e video risalenti anche a diversi anni fa, di consultare cataloghi ed articoli scientifici, e di caricare in Rete video personali. Ma bisogna usarlo, non farsi usare da esso. Tornando all'attendibilità dei testimoni, per capire se una persona merita attenzione, le sue affermazioni vanno scandagliate e vanno pesate nel tempo... Naturalmente la verità non può essere appannaggio di un singolo, né è umanamente possibile che un singolo detenga la Verità in toto. Ma da qui ad insinuare dubbi od esprimere perplessità su una persona solo perché è un ex militare statunitense, quando invece l'esame del tempo dimostra che questa persona – un autentico galantuomo - vedeva lontano ed evidentemente diceva il vero sul suo curriculum (messo in discussione), beh, ti dà le dimensioni di quanta poca serietà e malafede esistano nel nostro Paese. Ma Dean è stato ingiustamente attaccato e calunniato anche e soprattutto negli Stati Uniti, non tanto in Europa. Forse in Italia la sua reputazione è stata a malapena scalfita da certe insinuazioni. Analogo trattamento ha avuto il colonnello Corso.

Un altro personaggio su cui si è sparato a zero è Milton William Cooper (1943-2001), detto Bill Cooper, assassinato in un conflitto a fuoco nell'autunno 2001, ad Eager, in Arizona. Tu sapevi cosa disse Cooper durante una delle puntate del suo show radiofonico, il 28 giugno 2001? Parlò di un imminente attacco, un qualcosa di terribile che sarebbe stato attribuito ad Osama Bin Laden. Ed a fine giugno 2001!

Disse quanto segue (la trascrizione dall'audio è mia, augurandomi di non aver commesso errori, e se ne ho commessi me ne scuso):

<< [...] a CNN reporter found Osama Bin Laden. took a television camera crew with him, went into Osama Bin Laden house, interviewed him and his top leadership, and he came out and told everybody

“Within 3 weeks Osama Bin Laden is going to attack United Stated and Israel”.

And I am telling you - be prepared for a major attack. But it will not be Osama Bin Laden. It will be those behind the New World Order who, once again, want to take the guns and the freedom away from the American people because we are the only left in the world who can oppose the destruction of freedom in the world and the implementation of one world totalitarian socialist government, and that is the goal, and whatever is gonna happen [...] to blame Osama Bin Laden, don't you even believe it

[...]

They must do something terrible>>

Milton William (Bill) Cooper

Hour of the Time Broadcast

06-28-2001

parte del suo intervento radiofonico è contenuto nel documentario DVD intitolato

The Hour of Our Time. The Legacy of William Cooper

Ether Film Works

USA

Dunque, alla luce di quello che ti ho detto, la risposta che mi sento di darti è la seguente: non esiste un unico Governo, ma esistono più Governi nei Governi, e Dio solo sa che cosa sanno le élite di potere che gestiscono questioni scottanti, da dietro le quinte, e quali divisioni le attraversino. Un concetto abbastanza simile è stato espresso anche da Richard Hoagland a Bill Ryan e Kerry Cassidy (Project Camelot), durante una loro intervista, parlando della Nasa. Sono gruppi di potere oscuri, Governi ombra, non eletti democraticamente. Sono oligarchie in seno alle quali – nella mia opinione - alcuni sicuramente si pongono problemi di coscienza, morali, mentre altri sono governati da un cinismo spietato, determinato anche dagli interessi di grandi corporation.

Probabile che alcune fazioni di queste oligarchie di potere – e sottolineo alcune - siano a conoscenza della presenza aliena, e proprio per questo e di quello che hanno saputo, siano responsabili dell'attuale situazione internazionale, che ha avuto una svolta l'11 settembre 2001, con il probabile colpo di Stato che - alla luce delle contraddizioni della versione ufficiale, delle testimonianze passate purtroppo in sordina, dei ragionamenti onesti e razionali, delle diverse analisi chimiche delle polveri del WTC (tracce di combustione da termite, rilevate in analisi indipendenti, negli Stati Uniti ed in Danimarca) – ha avuto luogo all'inizio del nuovo millennio. Un cosiddetto attacco false flag.

Perpetrato da chi? Non ho alcun elemento in mano per pronunciarmi, ma è ovvio che se esso è accaduto, può esserci stata la complicità più o meno diretta di alcuni elementi dell'apparato della Difesa (ed alcuni non significa l'intero apparato), o collegati al Pentagono. Credo tuttavia che non sia improbabile che – anche considerati elementi politici della passata Amministrazione americana che hanno mostrato a tutti il loro volto – chi ha portato a termine il golpe aveva mezzi e tecnologie militari, ma non necessariamente è riconducibile ad una struttura del Pentagono. Fra l'altro, se davvero l'11 settembre 2001 il Pentagono fosse stato avvicinato da un aereo civile in picchiata od in discesa, privo di transponder militare per il riconoscimento amico-nemico, si sarebbero attivate automaticamente le batterie missilistiche a difesa della struttura. Quella del Pentagono è una no-fly zone. Non mi risulta che un aereo di linea disponga di transponder militare (il cosiddetto IFF, Identification Friend or Foe, come ben argomentato nel film-inchiesta Zero, di cui discuterò a breve) o di codici analoghi per l'identificazione radar di tipo amico-nemico.

Tornando a chi potrebbe esserci dietro, vi sono budget in nero per l'attuazione di progetti coperti che sfuggono alla supervisione del Congresso. Quali strutture esistano, agiscano e sotto il comando di chi, non lo sa nemmeno il Presidente degli Stati Uniti, nonostante sia al vertice delle Forze Armate.

Le storie del senatore e Generale Barry Goldwater, e dei candidati alla presidenza G. Ford, J. Carter e B. Clinton (poi Presidenti) che tentarono lodevolmente - anche se senza successo - di accedere a certe conoscenze o sensibilizzare le autorità sul fenomeno Ufo, ne sono una palese testimonianza. Per questo io non nutrirei tante aspettative nei confronti di Obama in merito ad un possibile disclosure. Anche se Obama - sia per la sua formazione universitaria, intelligenza e relativamente giovane età ancora permeata di grandi sogni - costituisce indubbiamente una rottura rispetto agli ultimi decenni.

La domanda su chi ci sarebbe dietro questo presunto colpo di Stato dell'Undici Settembre dovrebbero porsela i giornalisti professionisti, che si presume tutti ligi alla deontologia ed innamorati della professione. Seri ed audaci come hanno dimostrato di essere Maurizio Blondet e Giulietto Chiesa (di cui non condivido né certe prese di posizione né certe simpatie politiche da loro espresse, ma considero fra i più capaci e coraggiosi oggi in circolazione nel panorama italiano, soprattutto alla luce delle loro inchieste sugli attentati dell'Undici Settembre 2001).

Solo che – per quanto ne sappia - nemmeno Giulietto Chiesa e Maurizio Blondet si spingono così oltre da vedere un interesse archeologico e tecnico-scientifico occulto per l'antica Mesopotamia ed i suoi reperti, lasciatici in eredità dai Sumeri e dagli Assiro-Babilonesi, al punto da creare un casus belli per occupare militarmente l'Iraq. Se davvero i Sumeri furono istruiti da esseri provenienti da altri mondi, a cui dovevano cieca obbedienza, che cosa celano ancora le sabbie del deserto dell'Iraq? Analoghi interrogativi si possono sollevare in merito alla lunga occupazione del Tibet da parte del Governo cinese. Perché tanto interesse per quelle terre?

Altra domanda scomoda: come mai, ad esempio, una radio cubana – proprio l'11 settembre 2001 – avanzò l'ipotesi che quando accadeva a New York ed al Pentagono fosse il frutto di un golpe? Un vero paradosso, questa notizia, perché la prima voce libera sulla tragedia dell'attacco all'America sembra sia venuta proprio da un regime dittatoriale, quale Cuba è ancora, dove i dissidenti politici vengono spesso imprigionati.

Concludo con alcune riflessioni sulle quali si può essere più o meno d'accordo: il vero nemico non è l'America, per quanto l'Amministrazione Bush abbia commesso errori in malafede, mentendo all'opinione pubblica ed al Congresso degli Stati Uniti. Il vero nemico è chi vuole un'umanità ignorante, disunita ed in perenne conflitto. Un'umanità indebolita e sotto il giogo del fanatismo, e solo attraverso l'ignoranza e la manipolazione delle emozioni si può arrivare a questo. Mi sembra che l'attuale situazione internazionale sia proprio questa. Malattie, immigrazione selvaggia (non regolamentata), sovrappopolazione, depauperamento delle risorse, crisi finanziaria prima ed economica poi, fanatismo religioso diffuso (soprattutto islamico), pirateria, terrorismo internazionale reale e creato ad arte, cambiamenti climatici sempre più marcati e crisi energetica alle porte... con il Drago cinese in costante ascesa, ed affamato di energia e di benessere. Un cocktail che giudico pericolosissimo, per un Armageddon non solo americano...

Prendi in considerazione anche quanto detto dalla gola profonda “Victor” sull'anniversario ventennale dell'uscita del documentario con il colloquio con la presunta entità aliena, ospite – si fa per dire – nell'Area 51. Si tratta della seconda intervista video – sempre a volto coperto e con la voce camuffata - da egli rilasciata alcuni mesi fa a Jeff Broadstreet. Il ventennale dell'uscita della sua prima intervista video con la Rocket Pictures, cade proprio nel 2017. Poco tempo fa il giornalista Maurizio Baiata ha realizzato in proposito un servizio per la sua rivista X Times (nr.4, febbraio 2009, <>, pagg. 13-14).

Considera a proposito di questa data (il 2017) anche le affermazioni di Giulietto Chiesa - già europarlamentare e giornalista di lungo corso - fatte al Goethe-Institut di Monaco di Baviera, nel maggio 2008, in occasione della presentazione del film inchiesta dal titolo Zero (presentato al Festival del Cinema di Roma 2007), a cui egli ha contribuito come autore. La Piemme ne ha editato un testo dall'omonimo titolo, venduto in un cofanetto: film da 104' più il libro di 434 pagine.

Nella tedesca Monaco, G. Chiesa parlò – in sintesi - di una probabile resa dei conti militare fra l'Oriente di Pechino e l'Occidente statunitense: un futuro scontro militare Stati Uniti-Cina, indicando come anno cruciale proprio il 2017. Una coincidenza?

Riporto alcune parole di Chiesa, che proprio in quell'incontro di Monaco aveva anche messo in guardia la platea – ed i fatti gli hanno dato la ragione - sulla crisi economica globale che stiamo vivendo da alcuni mesi, diversi mesi prima che il bubbone scoppiasse:

<<[...] Perché ho detto 2017 e perché ho detto la Cina? Perché il terrorismo islamico ci è stato messo davanti agli occhi come ai tori nelle corride spagnole viene messo di fronte il drappo rosso. A noi ci hanno fatto sventolare sotto il naso il drappo verde. Ci hanno terrorizzato con il terrorismo islamico. Ma è quello il vero pericolo? [...] Gli Americani in questo momento stanno spendendo un'enorme quantità di denaro [...] per la conquista dello spazio cosmico [...] armamenti che preparano un conflitto strategico mondiale. E perché la Cina? [...] mentre tutto l'Occidente è fermo. L'America sta entrando in recessione. L'Europa anche, tra poco, fra sei mesi anche noi entreremo in recessione. Se non siamo ciechi, naturalmente. Ma no, ovvio che voi non leggerete queste cose sui giornali economici, perché non ve le dicono. Bene, allora io dico: l'America è già in recessione, e non ce lo dicono [...] siamo fermi. Bene, la Cina sta crescendo quest'anno con l'11%, l'11,4 % del prodotto interno lordo. Se la Cina continua a crescere così, ancora cinque anni, 11 x 5 fa cinquantacinque, fra 5 anni, non fra 6 mesi, non fra seicento anni, [...] cioè nel 2013, la Cina sarà una volta e mezzo ...>>

dal discorso di Giulietto Chiesa in conferenza a Monaco di Baviera,

maggio 2008

Per chi non confidasse nella mia trascrizione, puo' consultare o arcoiris.tv, oppure uno spezzone della conferenza di Chiesa, caricato su YouTube:

http://www.youtube.com/watch?v=JqIQLyxjna0

Il terrorismo internazionale è un grave pericolo, ed è reale. Ma il ragionamento di Chiesa sugli ingenti sforzi americani per la supremazia nello Spazio non fanno una grinza. Leggiti anche il suo recente saggio Prima della tempesta. Tuttavia l'economia cinese è una locomotiva che sta anch'essa rallentando, come conferma l'articolo de la Repubblica uscito giovedì 16 aprile 2009, a firma di Elena Polidori ed intitolato <>. Un pezzo giornalistico in cui si parla di un Pil cinese che oscilla fra il 6 ed il 6,8 %, ma in probabile calo. Un Pil – a mio giudizio – comunque imponente e che dovrebbe far riflettere.

Tornando alle esternazioni di Giulietto Chiesa, non posso ignorare un collegamento che si può fare con il mondo degli insiders: forse egli non conosce il cosiddetto caso ufologico di Carp, nell'Ontario (Canada), in cui fu coinvolto il famigerato rivelatore appellatosi con il nome di “Guardian” (1989-1992). Ma molti appassionati e ricercatori nel campo dell'ufologia, tale cronaca dovrebbero ricordarla bene. Una storia che conteneva presunti documenti e rivelazioni che – in parte – dipingevano uno scenario di conflitto futuro molto vicino a quello delineato dal giornalista italiano Chiesa. Prima ancora del crollo dell'Unione Sovietica (la storia di Guardian cominciò nel 1989 e si concluse nel 1992, se ricordo bene). Per non parlare di un antico simbolo mesopotamico impresso su uno dei documenti di appunti realizzati a mano presumibilmente dallo stesso “Guardian”...

Semplice coincidenza? Dei contenuti – quelli del controverso caso “Guardian” - che se fossero autentici potrebbero aver spinto qualcuno ad alti livelli (anche di strutture segrete) ad orchestrare l'11 settembre per mettere in moto il complesso militare-industriale statunitense, e dispiegare le forze terrestri e navali americane e Nato verso l'Oriente, ed il tutto occupando uno dei più importanti siti archeologici del mondo: l'Iraq meridionale. Ovviamente tradendo ed ingannando il popolo americano e la comunità internazionale.

Non si possono fare previsioni deterministiche ed io non dispongo di una magica sfera di cristallo, ma credo che ignorare certe rivelazioni non sia saggio, per quanto esse vadano prese cum grano salis.

Fra l'anno 2011 e l'anno 2017 - a mio modo di vedere - si giocheranno molte “partite”, a diversi livelli, tutti interconnessi: economico, geopolitico, d'intelligence e militare. Ma già prima dell'anno 2012 le problematiche ambientali e climatiche più in generale – nel Sistema Solare - potrebbero accentuarsi ulteriormente. In questo senso il 2012 potrebbe essere un punto di non ritorno. Non a caso, uno scienziato americano di tutto rispetto come Michio Kaku (professore universitario di Fisica) ha parlato ai mass media del picco dell'attività solare del ciclo 24 che si avrà a cavallo fra il 2011 ed il 2012. Tempeste solari fortissime che potrebbero mettere a dura prova non solo il sistema delle telecomunicazioni - e quello satellitare più in generale - ma anche le reti elettriche a terra ed i nostri strumenti elettronici. Non a caso, sempre il quotidiano la Repubblica in data 16 aprile 2009 ha pubblicato un breve articolo intitolato <>, dall'occhiello <>. Un articolo dove si parla delle sonde spaziali Stereo e del loro prezioso lavoro.

Fra tutte le – chiamiamole così – partite da giocare, quella che credo verosimilmente collegata a tutte le altre sarà quasi certamente il probabile passaggio al perielio (ed al perigeo) del Pianeta X, ufficialmente non riconosciuto dalla moderna astronomia, che lo considera ancora al centro di una questione teorica, speculativa, dai pochi indizi fisici. A parte la voce fuori dal coro di alcuni scienziati, ridotti poi al silenzio da prematura morte o da scelte personali.

Il Pianeta X è l'antico dio-pianeta Nibiru adorato in Mesopotamia? Una risposta chiara – e cosa essa comporterà - sarà soltanto il tempo a darla. E la avremo entro pochi anni.


FINE DELL'INTERVISTA

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X X X PS. un cordiale ringraziamento a VALERIO UGLIANO per la gentile concessione dell intervista integrale.

martedì 4 novembre 2008

APPROFONDIMENTI SUL CASO APOLLO 20


COORDINATE LUNARI, COMUNICAZIONI RADIO, LANDING POINT DESIGNATOR E DIMENSIONI DEL MISTERIOSO OGGETTO


di Luca Scantamburlo



COORDINATE DI LATITUDINE E LONGITUDINE DEL MISTERIOSO OGGETTO

Nella controversa questione dell'Apollo 20 ho cercato di capire se fossero coerenti i dati di coordinate forniti nei sottotitoli del filmato <>, caricato su YouTube dal presunto William Rutledge o dai suoi collaboratori africani. Ebbene, i dati sono solo in parte coerenti con la posizione del misterioso oggetto sigariforme adagiato sulla faccia nascosta della Luna.

I sottotitoli dicono: Nose: 17.3 deg S, 117.62 deg E; Cockpit: 17.25 deg S, 117.62 deg E; Base: 17.20 deg S, 117.62 deg E. Intanto sottolineo che è plausibile dare più coppie di coordinate poiché l’oggetto da localizzare è gigantesco. Inoltre, ciò che balza subito agli occhi è che la coordinata che varia è la sola latitudine, mentre la longitudine rimane invariata. Questo significa che chi ha preparato i sottotitoli al video, afferma implicitamente che l’oggetto è appoggiato lungo l’asse Nord-Sud. Ci sono riscontri dalle foto ufficiali NASA? Ho controllato e la risposta è affermativa. L’oggetto è orientato proprio lungo l’asse Nord-Sud. Abbiamo tuttavia un’incongruenza rispetto alla latitudine. I dati forniti da “retiredafb” su YouTube ci indicano che l’oggetto dovrebbe avere la “prua” (se con il termine inglese <> intendiamo la prua) rivolta a sud rispetto alla poppa, posta più a nord.

Invece le foto ufficiali scattate dall’Apollo 15 e 17 dicono il contrario: la cosiddetta “prua” è a nord della poppa, quindi ha un valore di latitudine inferiore. Infatti man mano che si scende rispetto all’equatore lunare, cresce il valore di latitudine Sud in valore assoluto (il valore si indica con il segno -, oppure si scrive il valore numerico seguito da Sud). Può darsi che i valori forniti siano esatti, ma in tal caso bisognerebbe assegnarli all’inverso rispetto alle singole parti dell’oggetto. Ci chiediamo: questa incongruenza è un semplice errore oppure è voluta? Altro dato interessante è costituito dal fatto che i sottotitoli ci dicono che la base della presunta astronave è sepolta nella polvere.

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COMUNICAZIONI RADIO FRA VANDENBERG AFB E MODULO LUNARE LM-15?

Ora veniamo alle pretese comunicazioni radio fra il LM-15 e la base di Vandenberg (rimando il lettore alla mia intervista con W. Rutledge per il significato della sintassi della presunta comunicazione – vedi UFO Notiziario nr.70).

Ho ricevuto nei mesi scorsi con grande piacere alcune educate e molto acute lettere critiche di un giovane residente a Firenze: il neodiplomato diciannovenne Francesco Faleg, che mi ha autorizzato a citarlo pubblicamente. Egli, a cui faccio i miei più sinceri auguri per un brillante inizio di carriera universitaria, mi ha scritto quanto segue:

<<[…] sono rimasto colpito dal suo articolo relativo alla presunta missione "Apollo 20", ma riflettendo e visionando i video (in particolare mi riferirò a "Alien spaceship on the moon flyover bef. landing Apollo 20") mi è sorto un dubbio: com'è possibile che l'Apollo 20 fosse in grado di comunicare con la base di Vandenberg pur trovandosi del tutto coperta dalla stessa Luna? Nessuna onda elettromagnetica avrebbe potuto giungere sulla Terra, come si spiega? Anche se effettivamente non ricevono risposta, gli astronauti si stanno rivolgendo alla base di Vandenberg... a questo punto 1) o era presente un satellite seleno-stazionario che permetteva le comunicazioni 2) oppure gli astronauti stavano registrando ciò che osservavano (ma perchè dire allora "Vandenberg"?) 3) oppure un falso ben mascherato?>>

Dubbi importantissimi e legittimi che io non mi ero ancora posto. Dai sottotitoli si evince che durante la discesa del modulo lunare almeno in tre occasioni la base di Vandenberg si sarebbe rivolta all’equipaggio del LM-15, il “Phoenix”, che avrebbe avuto a bordo A. Leonov e lo stesso William Rutledge. Voglio però sottolineare che proprio all’inizio dei presunti dialoghi si dice: <>. Ora Tiros è l’acronimo per Television Infrared Observation Satellite, e si tratta della sigla del primo satellite metereologico lanciato in orbita polare dagli Stati Uniti (aprile 1960). La voce corrispondente della Biblioteca del Sapere (Corriere della Sera – Rizzoli Larousse) ci dice, al volume 21 della collana, che fra il 1° aprile 1960 ed il 1965 altri nove “Tiros” furono messi in orbita. Una serie di satelliti che spalancò la strada ai successivi “Essa” e “Nimbus”. Tuttavia un altro testo ci dice che un “Tiros” fu lanciato persino nel 1988, <> (L’esplorazione dello spazio, ibidem, pag.45).

È possibile allora che una costellazione di “Tiros” (adattati al caso) sia stata lanciata ai primi anni ’70 per stazionare in orbita attorno alla Luna e consentire le comunicazioni fra la Terra e un eventuale equipaggio allunato sulla faccia nascosta della Luna? Se invece ciò o qualcosa di simile (Francesco Faleg parla giustamente di un satellite “seleno-stazionario che permetteva le comunicazioni”) non fosse stato fatto, allora è evidente che i presunti dialoghi del filmato di YouTube non possono aver avuto luogo.

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FINESTRA DI LANCIO E PERIODO OTTIMALE PER L’ALLUNAGGIO

Veniamo ora al periodo del presunto allunaggio. Scrive sempre il nostro attento lettore Francesco Faleg:

<< […] La data della presunta missione è ugualmente oscura, nella sua intervista retiredafb non risponde in modo diretto alle sue domande (lei a un certo punto chiede quando avvenne il lancio, ma non ottiene risposta alla fine). Tuttavia forse è possibile restringere l'intervallo di tempo: si nota facilmente che la superficie è illuminata almeno parzialmente ( lo si deduce anche dalle ombre) quindi era un periodo in cui il lato nascosto della Luna era illuminato. Questo trova perfettamente riscontro se si confrontano i luoghi e le date dei vari allunaggi delle precedenti missioni con un banale calendario delle fasi lunari: le missioni erano pianificate per avere sempre luce solare disponibile, un ragionamento quasi ovvio. Ho ottenuto questi dati attraverso il programma "Pianeti Lontani 5" della Finson, un programma che permette di vedere le fasi lunari in tempi anche lontani (come gli anni '70); in seguito li ho confrontati con i luoghi di allunaggio consultabili qui http://nssdc.gsfc.nasa.gov/planetary/lunar/moon_landing_map.jpg In breve la missione Apollo 20, nel caso sia esistita veramente, deve essersi svolta in un periodo preciso, quando il lato nascosto aveva luce e il lato visibile non ne aveva. Nell'Agosto 1976 possiamo identificare una finestra di lancio adeguata. Presupponendo una durata della missione di 4 giorni (possiamo ipotizzarla, data l'importanza della missione) una luminosità ideale si sarebbe avuta allunando il giorno Domenica 22 Agosto per poi ripartire giovedì 26 Agosto. Non essendo preveggente, possiamo comunque indicare il periodo compreso fra il 22 e il 27.>>

da una e-mail di Fracesco Faleg a L. Scantamburlo (2007).

A me pare d’aver inteso che l’Apollo 20 partì da Vandenberg il 16 agosto 1976. Quindi il modulo di Comando e Servizio ed il LEM avrebbero raggiunto la Luna 3-4 giorni dopo, e dunque attorno al 19-20 agosto 1976, proprio in corrispondenza dell’inizio del favorevole periodo individuato prima. Rutledge, inoltre, ha affermato che rimasero sulla Luna per <<7>> (UFO Notiziario, nr.70, agosto-settembre 2007, pag.50).

Poiché Francesco mi è sembrato un giovane onesto e molto in gamba, gli ho gentilmente chieso di verificare se attorno o subito dopo la data del 23 gennaio 1976 vi era un periodo di luce sulla faccia nascosta della Luna. Si tratta della data di morte (che ho trovato in una biografia on line) del presunto astronauta che, stando a quanto mi ha rivelato Rutledge, avrebbe fatto parte dell’Apollo 19.

Ebbene Francesco, impiegando sempre il medesimo software <> della Finson SpA (per Windows 95/98), ha trovato che


<<[…] Effettivamente, solo 2 giorni dopo, si verificavano le condizioni ottimali per un allunaggio sul lato nascosto della Luna, poiché Domenica 25 Gennaio approssimativamente i ¾ del lato oscuro erano illuminati. Una condizione sufficiente, come dimostrato dalle precedenti missioni, per poter allunare; il venerdì successivo, 30 Gennaio, si verificò un novilunio, quindi sull’altro lato era presente la massima luminosità. Nel caso sia esistito, se fosse atterrato, il modulo lunare avrebbe potuto rimanere sulla Luna fino a Mercoledì 4 Febbraio, limite massimo, sia ipotizzando le risorse disponibili, sia considerando la luce sul nostro satellite. Ovviamente le date del possibile allunaggio oscillano, poiché non possiamo sapere quale fosse la posizione dell’Apollo il 23 Gennaio. Prima di trarre conclusioni, bisogna comunque verificare la veridicità delle affermazioni ufficiali sulla morte dell’astronauta del quale Rutledge le ha rivelato il nome. Tuttavia esprimo alcuni dubbi al riguardo: sia Stephanie Ellis, sia il suddetto astronauta, sia l’altro membro dell’equipaggio, se è vera la storia, sono morti ovviamente lo stesso giorno; ma dubito che le autorità abbiano indicato la stessa data su documenti ufficiali. Sarebbe stato controproducente: tre astronauti che per cause naturali (notare che erano tutti piuttosto giovani) muoiono lo stesso giorno? Una coincidenza che, se emersa, avrebbe destato troppi sospetti.>>

Le Autorità, aggiungo io, in caso di incidente non avrebbero dovuto annunciare proprio niente perché la stessa missione (classificata) non era stata annunciata ai mass media. Inoltre la persona in questione che sarebbe deceduta con la misconosciuta Stephanie Ellis ed il terzo membro dell’equipaggio, non era un americano; fu una persona nota ed accreditata, addestrata a volare nello Spazio ma specializzata in un ambito disciplinare non ingegneristico o chimico-fisico. Non so se sia opportuno rivelare il suo nome.
Voglio prima almeno portare a termine le mie indagini giornalistiche ancora in corso.


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LANDING POINT DESIGNATOR

Grazie ad un sito web tedesco viene risolto il mistero dei numeri che scorrono sul video del presunto sorvolo del LM-15. Si tratterebbe (se il filmato è autentico) della presenza del cosiddetto Landing Point Designator, un reale strumento applicato sui due finestrini triangolari del Modulo di Escursione Lunare. Una foto che lo ritrae è visibile presso il sito NASA: http://www.hq.nasa.gov/alsj/lpdin.jpg A proposito dei numeri del L.P.D. Rutledge aveva affermato: <<[…] Questi marchi sono su entrambe [...] le finestre, può verificarlo su un sito della NASA. Per favore lo verifichi su un sito genuino della NASA, (sono divampato quando qualcuno l'ha verificato sul film Apollo 13) i contrassegni avevano uno speciale angolo di inclinazione. Se lei controlla, lei avrà un'idea della mia precisa posizione durante questa sequenza.>> (UFO Notiziario, risposta nr. 20-21, pag. 52).

Su questo aspetto tecnico Rutledge ha dimostrato una conoscenza abbastanza approfondita, a prescindere dalla veridicità del filmato, ed il suo invito a verificare su un sito della NASA è stato evidentemente seguito da qualcuno. Sul sito tedesco, tuttavia, si esprimono fortissime perplessità in proposito, e si considera il filmato non compatibile con la reale presenza di tale strumento per effettuare un corretto allunaggio.

http://moredread.blog.de/2007/06/05/alien_raumschiff_auf_der_ruckseite_des_m~2398516

Il saggista e giornalista Gianfranco Degli Esposti ha gentilmente tradotto per me la critica in lingua tedesca. Eccovi un passo della sua traduzione: <>.

Il LPD si trova in corrispondenza dei due finestrini triangolari del Modulo di Escursione Lunare della Grumman, e non dell’oblò che è invece una caratteristica del Modulo di Comando e Servizio. Attaccando una telecamera al finestrino non si vedrebbe la forma di esso. Legittimo invece chiedersi perché nel filmato i numeri scompaiano all’improvviso. Può darsi che ciò avvenga perché la seconda parte è non genuina, mentre a mio giudizio ci sono maggiori probabilità che sia autentica la prima: quella del sorvolo sopra la piana di Fermi.

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L’AIR FORCE SPACE COMMAND NACQUE NEL 1982

Veniamo all’introduzione del filmato (un inganno) della “Città”. Vi sono due emblemi: quello della NASA e quello dell’Air Force Space Command. Ebbene, la missione Apollo 20 se autentica si svolse sotto l’ala dell’USAF, poiché l’Air Force Space Command nel 1976 non esisteva ancora. Nacque nel 1982, e guarda caso è proprio l’anno a cui si riferisce William Rutledge nell’intervista quando parla del periodo in cui furono realizzate alcune delle copie dei filmati in suo possesso (vedi UFO Notiziario nr.70, pag. 49, risposta nr.9). Una semplice coincidenza? Del resto Rutledge ha sempre nominato l’USAF e non l’Air Force Space Command. Inoltre proprio questo video con tale emblema è non veritiero.



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LE DIMENSIONI DEL MISTERIOSO OGGETTO SULLA LUNA

Oltre a Francesco Faleg ringrazio pubblicamente l’argentino Salvatore Valentin Carta il quale, su suo permesso scritto, mi consente di diffondere il suo lavoro di ricerca sull’enigmatico dettaglio ritratto dalle immagini NASA ufficiali delle missioni Apollo.
S. V. Carta ha lavorato sull’immagine dell’Apollo 15 catalogata AS15-M-1333. Usando i software PixInsight, Envi 4.2, AutoCad e Photoshop SC2 ha stimato per l’oggetto anomalo le seguenti dimensioni: una lunghezza di 3370 metri (inclusa la parte eventualmente sepolta?) ed una larghezza di 510 metri. Mi pare d’aver capito che l’errore sui valori ottenuti è di una cinquantina di metri (ma non ci giurerei).
William Rutledge, nei suoi commenti su YouTube, per l’astronave madre aveva parlato di una lunghezza approssimativa di 4 km.

© Luca Scantamburlo 18 Settembre 2007





ERRATA CORRIGE: In questo scritto, sopra riportato, il professor Gianfranco Degli Esposti è stato definito per errore "giornalista". In realtà alla data del presente scritto egli non è iscritto all'Albo. Pertanto è più corretto parlare di collaboratore giornalistico. Mi scuso con i lettori.
L. Scantamburlo
Ottobre 9, 2007




AGGIORNAMENTO

Ottobre 2008

Stimolato da altri che hanno cercato di determinare le dimensioni del misterioso e davvero imponente oggetto sigariforme adagiato sulla faccia nascosta della Luna, ho personalmente trovato la seguente dimensione di lunghezza: 4,80 km; si veda in proposito - per i dettagli sul ragionamento ed i mezzi utilizzati - il mio scritto in inglese diffuso nell'anno 2007 ed intitolato:

Apollo 19 and 20: New Clues and Revelations on the Case

di Luca Scantamburlo

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Il seguente testo (qui non integrale, in quanto privo di note, figure e foto) è stato redatto come sinossi di studio e distribuito a mano da Luca Scantamburlo - presente per l'occasione in qualità di relatore - ai presenti del convegno intitolato Ombre aliene sulla Terra e sulla Luna, convegno tenutosi nella città di Lucca domenica 28 ottobre 2007 (organizzazione: Gruppo Ricerche Ufologiche SHADO, 7° Convegno Ufologico Toscano, “Città di Lucca”).
L.S. ottobre 2008



IL CASO APOLLO 20: FRA INGANNI E VERITÀ

a cura di Luca Scantamburlo

Da alcuni mesi mi sto occupando di un caso intrigante e che si sta rivelando molto controverso. L’estate scorsa la rivista UFO Notiziario (nr.70, agosto-settembre 2007) ha presentato al pubblico italiano un’intervista a mia firma e concessami in Rete da un utente di YouTube chiamato "retiredafb” (William Rutledge), a suo dire presunto ex pilota di test di volo di origine belga scelto come comandante dell’Apollo 20: una segreta missione spaziale sulla faccia nascosta della Luna avvenuta nell'agosto 1976 (lift-off il 16 agosto 1976, dalla Vandenberg AFB) – con tecnologia NASA e sotto l’egida della U.S.A.F. (l’Aeronautica militare statunitense). Il tutto in collaborazione con i Sovietici. Oggi W. Rutledge avrebbe 77 anni e risiederebbe (con una nuova identità) in Ruanda. Purtroppo non ho potuto controllare le sue credenziali, né ho mai avuto uno scambio di posta elettronica (e-mail) con il suddetto personaggio.
Il vasto e variegato materiale fotografico, audio e video diffuso su YouTube dal 1° aprile 2007 fino al giugno scorso, presenta contaminazioni audio e contiene almeno un elaborato inganno (il cosiddetto video della “City”), costruito giustapponendo vecchio materiale documentale NASA con materiale di provenienza ignota, e filmando il tutto spacciandolo per un girato d’epoca di una pretesa E.V.A.
Nondimeno “retiredafb” ci ha presentato anche alcuni dettagli di autentiche foto NASA (di pubblico dominio) e materiale apparentemente d’archivio ed inedito relativo ad operazioni condotte presso piattaforme di lancio spaziale nordamericane. Come ne è entrato in possesso ed a quali missioni esse si riferiscono? Chi sono i presunti astronauti che si vedono in uno dei filmati? (Quest’ultimo video oggi non è più disponibile perché è stato rimosso dallo stesso utente). Essi sembrano privi della canonica bandiera a stelle e strisce da sempre cucita sulla spalla delle tute degli astronauti NASA. Possibile allora che si tratti proprio della testimonianza di una missione spaziale classificata?
Attualmente sto svolgendo delle indagini a tutto campo in collaborazione con un artista israeliano ed un cittadino americano che si sono appassionati alla vicenda leggendo i miei articoli in inglese che ho diffuso in Internet sin dalla fine di maggio 2007.

Gli indizi in cui mi sto imbattendo suggeriscono che probabilmente almeno una missione spaziale segreta sulla Luna effettivamente ebbe luogo per esplorare il misterioso ed enorme "oggetto" anomalo presente sulla faccia nascosta del nostro satellite naturale, e visibile su alcune foto panoramiche scattate dagli equipaggi delle missioni Apollo 15 e 17, all’inizio degli anni ‘70. Sono dell’opinione che il presunto William Rutledge rientri effettivamente in un apparente progetto di disclosure, seppur non ufficiale. Resta da capire il suo ruolo e la sua identità, sulla quale per ora sospendo il giudizio. Alla luce delle ultime riflessioni la possibilità di una colossale burla o frode esiste ma è piccola, a mio avviso, per il fatto che proprio la suddetta “gola profonda” ha indicato la presenza sulla Luna di un misterioso oggetto dotato di simmetria ed apparentemente avulso dal paesaggio. Che io sappia, in precedenza nessuno ne aveva mai discusso pubblicamente in maniera così accesa ed approfondita.
Anche se il misterioso “retiredafb” si rivelasse un millantatore e le missioni Apollo 19 e 20 da lui indicate non avessero mai avuto luogo, l’anomalia lunare continuerebbe a persistere con il suo fardello di domande.
Naturalmente visti gli sviluppi del caso in me è cresciuta man mano anche la sensazione che egli possa essere un impostore (e di questo ho discusso anche nei nostri dialoghi privati), ma l’enorme oggetto da egli indicato (documentato fotograficamente) e la sua non indifferente conoscenza di aspetti tecnici del volo spaziale del programma Apollo (compresi presunti retroscena storici poco noti riferitemi come prova della sua identità) hanno contribuito a tenere acceso in me il motore della curiosità e del dubbio.


Il caso Apollo 20 sembra così essere una tappa della cosiddetta "strategia della confusione" già discussa dal dr. Roberto Pinotti (un "rivelatore" diffonde elementi apparentemente autentici mescolati a falsi e contaminazioni), con la quale si stimola il pubblico al dibattito senza allarmarlo e senza condurre necessariamente a scomode domande rivolte alle Autorità. Alla fine, alcune informazioni vengono comunque veicolate ed il pubblico risulta sempre più allenato al confronto con l'ignoto e l'alterità massima.
Vi presento in queste pagine alcune note, riferimenti e coordinate per orientarvi in questo complesso caso. Mi auguro che vi siano d’aiuto per formarvi una Vostra opinione e darvi lo spunto per ulteriori approfondimenti che potrete compiere in autonomia e/o consultando amici ed addetti ai lavori, non solo del campo ufologico, ma anche di altre discipline ed ambiti.


Se veramente viviamo nella società della conoscenza e della comunicazione globale, governata da nuovi paradigmi del sapere, siamo allora tutti chiamati alla formazione ed all’educazione delle nuove generazioni che, ci si augura, sappiano un giorno edificare un domani meno conflittuale; e siano preparate a confrontarsi con le alterità massime.

© L. Scantamburlo Lucca, 28 ottobre 2007