domenica 31 ottobre 2010

Un regista trova in uno spezzone di Chaplin del 1928, una donna che "parla al cellulare", 50 anni prima della sua invenzione.


Un regista di Belfast, dopo un accurato studio, carica su YouTube un filmato tratto da un film promozionale di Charlie Chaplin del 1928, 'The Circus', e chiede agli spettatori di commentarlo.

Fin qui nulla di strano, se non fosse per il fatto che in un fotogramma si vede una donna che cammina in mezzo alla strada e che sembra star usando un telefono cellulare, oltre cinquant'anni prima dell'arrivo dei telefonini.

La scena soprendente, che ha lasciato perplessi gli spettatori, si trova nella sezione 'extra' del film e sara' proiettata alla premiere al Manns Chinese Theatre di Hollywood. La notizia la riporta il 'Daily Mail'.

Il bizzarro anacronismo e' stato scoperto da George Clark, un regista nordirlandese. Il piccolo pezzo di filmato mostra un'anziana donna, vestita con un cappotto e un cappello, che tiene la mano sinistra vicino al viso. Vicino a lei non c'e' nessuno, a eccezione di un uomo che passa nella sequenza successiva.

La donna nei suoi gesti sembra 'parlare', pare avere un comportamento vagamente 'moderno'.

"Questo cortometraggio e' un pezzo di filmato che ho trovato dietro le quinte del film di Charlie Chaplin 'The Circus' - ha dichiarato George Clark -. Sto attendendo la premiere al 'Manns Chinese Theatre' di Hollywood. Ho studiato questo film per più di un anno e ho mostrato il filmato a piu' di 100 persone e a un festival del cinema, ma nessuno ha dato una spiegazione logica su cosa sta facendo la donna. La mia unica teoria e' che il filmato mostra un viaggiatore del tempo con un telefono cellulare".

Alcuni hanno suggerito che la donna sta ascoltando una radio portatile vicino al viso, altri dicono che soffre di schizofrenia e si copre il viso per nascondere che sta parlando a se stessa ad alta voce.



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E' stato anche suggerito che sta semplicemente cercando di nascondere il viso alla telecamera. Gli scettici credono che il filmato sia solo una trovata pubblicitaria creata da Clark. Il primo dispositivo che potrebbe essere paragonato a un telefono cellulare motorola e' un originale 'walkie-talkie' creato nel 1940, che aveva le dimensioni del braccio di un uomo.

I telefoni cellulari sono comparsi per la prima volta intorno al 1980 ma erano troppo grandi per venire nascosti nel palmo di una mano.

'The Circus' di Charlie Chaplin e' stato uno dei film muti diretti dal grande regista e gli ha fatto vincere l'Academy Award nel 1929 per "la versatilita' e il genio nella scrittura, recitazione, regia e produzione".

Racconta la storia di un vagabondo che lavora come clown in un circo e che si innamora della figlia del padrone del circo. Chaplin, che ha prodotto il film nel periodo del suo divorzio da Lita Grey, ne ha parlato una sola volta nella sua autobiografia, anche se ora e' considerato come uno dei suoi capolavori.

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sabato 30 ottobre 2010

L'universo è un ologramma? Lo dirà un esperimento


Lo strumento che verrà utilizzato sarà costituito da due sensibilissimi interferometri che dovrebbero fornire "la più sensibile misurazione dello spaziotempo mai eseguita"


Le teorie che prevedono la presenza di dimensioni extra sono numerose: la possibilità che almeno ad alcune scale l'universo possieda solo due dimensioni sono invece più esotiche. Una di queste ipotizza appunto che alle dimensioni di Planck esso sia bidimensionale, essendo la terza dimensione intrinsecamente collegata a quella del tempo. Se così fosse, il nostro universo tridimensionale non sarebbe che un "ologramma" di un universo in due dimensioni.

L'idea non è nuovissima, ma i fisici del Fermilab hanno progettato un esperimento per sottoporre per la prima volta a controllo questa idea. Craig Hoigan e collaboratori hanno infatti costruito un interferometro olografico, o "olometro" nel tentativo di rivelare il "rumore" intrinseco dello spaziotempo, che potrebbe rivelare la presenza di una frequenza massima possibile imposta dalla natura.

(Sfortunatamente, il nome con cui i ricercatori hanno battezzato la loro apparecchiatura - olometro appunto - coincide con quello di un altro strumento, usato per rilievi topografici e architettonici, descritto per la prima volta nel XVI secolo da Abel Foullon.)

Ora è iniziata la costruzione dello strumento - di cui per il momento i ricercatori hanno testato un prototipo in scala della lunghezza di un metro - che una volta ultimato avrà una lunghezza di 40 metri e che dovrebbe entrare in funzione il prossimo anno, fornendo "la più sensibile misurazione dello spaziotempo mai eseguita".

L'interferometro olografico è costituito da due interferometri completamente separati posizionati uno sopra l'altro. In ogni interferometro, un fascio di luce viene separato in due parti che viaggiano lungo direzioni differenti, fino a raggiungere uno specchio che le rimanda indietro, dove viene misurata l'eventuale differenza di fase. Qualsiasi minuscola vibrazione che interferirà con la frequenza della luce nel corso del suo viaggio determinerà quindi un'uscita dallo stato di sincronizzazione dei due interferometri.

Gli interferometri di questo "olometro" sono caratterizzati da una elevatissima precisione alle alte frequenza. I ricercatori dicono che sarà di sette ordini di grandezza più preciso di qualsiasi orologio atomico attualmente esistente su intervalli di tempo ultrabrevi. Disponendo di due interferometri, i ricercatori possono confrontare i risultati per confermare le misurazioni. Inoltre, possono assicurarsi che qualsiasi vibrazione rilevata non sia derivata dall'interferometro olografico stesso. Infine una serie di sensori all'esterno dell'apparecchiatura servirà per rilevare le normali vibrazioni presenti e "cancellarle facendo vibrare alla stessa frequenza gli specchi".

Avendo preso tutte queste precauzioni, osservano i ricercatori, qualsiasi disturbo ad alta frequenza rilevato potrebbe essere una distorsione dello spaziotempo stesso, ossia un disturbo "olografico", osserva Aaron Chou, che partecipa alla ricerca. Se l'esperimento rilevasse effettivamente questo disturbo olografico, si tratterebbe del primo dato in grado di corroborare la teoria secondo cui alla scala di Planck l'universo sarebbe bidimensionale e che quella della tridimensionalità sarebbe in un certo qual modo un'illusione olografica.

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E se vivessimo in un universo che è un’illusione?


Al Fermilab, il laboratorio di astrofisica del dipartimento per l’energia degli Stati Uniti, il dott. Craig Hogan ha ipotizzato qualcosa davvero sconvolgente. Cioè che l’universo cui ci sembra di vivere non è altro che un ologramma!

Per verificare questa ipotesi gli scenziati stanno mettendo a punto l’orologio più preciso che sia mai stato costruito in grado di rispondere alla domanda se la nostra sia in realtà un’illusione.

Il problema, sollevato anche dal noto astrofisico Stephen Hawking, è il fatto che le “immagini” del l’universo profondo si sgranano. Come quando proviamo ad ingrandire una foto digitale con il computer.

Una possibile prova a questa stravante teoria è l’inspiegabile “rumore” che affligge l’esperimento GEO600 per la ricerca di onde gravitazionali nei buchi neri.

Per Hogan l’esperimento indica che è stato superato il limite di “risoluzione in pixel” dello spazio-tempo.

I buchi neri infatti sono oggetti dove lo spazio-tempo è estremamente compresso.

Un’analisi dei fenomeni dei buchi neri suggerisce che la terza dimensione non può esistere. La nostra realtà, quindi, sarevve come un cartone animato bidimensionale, quello che noi percepiamo come terza dimensione sarebbe in realtà una proiezione del tempo intrecciato con la profondità. L’illusione quindi dipende dalla nostra capacità di osservazione e dagli strumenti che possono raggiungere il limite di questo intreccio spazio-tempo. La discussione è aperta tra gli scenziati, anche perché si basa su ipotesi matematiche e non su riscontri oggettivi. Ma potrebbe rispondere a molti paradossi scientifici che richiedono un universo liscio e non tridimensionale.

I primi studi con l’olometro, un interferomentro olografico speciale, “l’orologio” che si sta costruendo, inizieranno il prossimo anno presso il Fermilab.

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lunedì 18 ottobre 2010

Un enorme filamento si sta formando sul Sole ITA/ENG Ver.



Cos’è quello strano anello che si sta formando sul sole?

Il sunspot 1112, situato nel quadrante sud-est, è stato il punto di origine di un filamento gigante che si estende attualmente per 400,000 km sulla superficie del sole.

SpaceWeather.com oggi riferisce,

Un vasto filamento di magnetismo passa per l’emisfero meridionale del sole. L’ ‘hot spot’ a nord del punto centrale del filamento è formato dalle radiazioni UV del sun spot 1112. La vicinanza non è una coincidenza, il filamento sembra essere radicato nel sun spot inferiore. Se questo sun spot esplodesse, potrebbe causare l’eruzione dell’intera “struttura”. Tutto ciò merita attenzione.

Il problema è che ora come ora il filmaneto è puntato dritto davanti a noi. Se il sun spot 1112 dovesse eruttare, il filamento esploderebbe in una enorme CME (espulsione di massa coronale)?

Questo particolare fenomeno cesserà fra pochi giorni, ma serve a ricordarci che ci sono sempre più eventi che stanno accadendo sul Sole mentre stiamo transitando verso il prossimo ciclo solare massimo (con un picco tra fine 2012 e inizio 2013 ).

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MEGA SOLAR FILAMENT: An awesome, monstrous, jaw-dropping, 400,000 km long filament of magnetism is stretched across the sun's southern hemisphere. If it collapses or erupts, as filaments often do, the result could be an Earth-directed coronal mass ejection. Meanwhile it is a fine target for backyard solar telescopes.

FILAMENT UPDATE: Magnetic instabilities in the filament caused an eruption today around 1600 UT. The filament was not destroyed, nor was material hurled toward Earth.
SDO movies:

MPEG

M4V

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domenica 17 ottobre 2010

Video & News: UFO a El Paso, Come a New York

Un avvistamento di misteriose luci è avvenuto ieri 16 Ottobre 2010 a EL PASO (Texas). Tutto è avvenuto nella tarda sera, quando molti testimoni hanno avvistato e ripreso quello che inizialmente poteva essere un meteorite. Il filmato mostra alcune sfere danzanti nel cielo, simili a quelle avvistate a New York il 13 ottobre 2010

Con grande stupore, questo oggetto che lasciava una sorta di scia, si è diviso in tre sfere luminose che poi sono diventate quattro, iniziando così a danzare nel cielo.





L'avvistamento ricorda quello avvenuto sopra i cieli di New York pochi giorni fa, quando alcune sfere luminose scambiate in modo ridicolo per palloncini, hanno iniziato a danzare nei cieli di Manhattan (New York). Migliaia di persone con il naso all'insu hanno gridato all'UFO.

Molte le segnalazioni, molte le testimonianze, molti i video che stanno facendo il giro del mondo.

L'Ente Federale preposto al controllo aereo civile (FAA) ha escluso che si trattasse di palloni lanciati durante la manifestazione avvenuta a Broadway o a Times Square, anche perchè ci vuole un autorizzazione specifica per il lancio di oggetti che possano mettere a rischio i voli aerei.



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sabato 16 ottobre 2010

La Biografia Nascosta di Obama: una famiglia al servizio della CIA


Il giornalista investigativo Wayne Madsen ha compilato diversi archivi della CIA stabilendo collegamenti tra l'Agenzia, le istituzioni e le persone che hanno avuto stretti rapporti con Barack Obama, i suoi genitori, la nonna e il patrigno.

La prima parte del suo dossier evidenzia la partecipazione di Barack Obama Senior nelle azioni condotte dalla CIA in Kenya. Queste operazioni sono state volte a contrastare l'ascesa del comunismo sotto l'influenza cino-sovietica nei circoli degli studenti, e non solo, avevano anche lo scopo di ostacolare l'emergere di leader africani non allineati.
di Wayne Madsen

Business International Corporation, è la società facciata della CIA nella quale ha esercitato il futuro presidente degli Stati Uniti, organizzato conferenze e che riunisce i leader più potenti e giornalisti impiegati come agenti all'estero. Il lavoro che ha svolto Obama a partire dal1983, è coerente con le missioni di spionaggio per conto della CIA che ha compiuto sua madre, Ann Dunham Stanley nel 1960, dopo il colpo di stato in Indonesia, per conto di altre società di facciata della CIA, tra cui la East West Center dell' Università delle Hawaii, l'Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (United States Agency for International Development, USAID) [1] e Fondazione Ford [2]. Dunham incontra e sposa Lolo Soetoro, il patrigno di Obama all' East West Center nel 1965. Soetoro fu richiamato in Indonesia nel 1965 come un alto ufficiale per assistere il generale Suharto e la CIA nel rovesciamento cruento del presidente Sukarno [3].

Barack Obama senior incontra Dunham nel 1959 durante il corso di russo presso l'Università delle Hawaii. Egli fu tra i pochi fortunati di un servizio di traghetti tra l'Africa orientale e gli Stati Uniti per portare 280 studenti in diversi istituti accademici statunitensi. Secondo un rapporto della Reuters di Londra del 12 settembre 1960, tale operazione avrebbe beneficiato semplicemente di un "aiuto" della sola Fondazione Joseph P. Kennedy. Essa mirava a formare e indottrinare i futuri agenti d' influenza in Africa, un continente che stava diventando terreno di lotta di potere tra gli Stati Uniti, l'Unione Sovietica e la Cina per influenzare i regimi di paesi di recente indipendenza o in procinto di diventarlo.

Al momento di scegliere gli studenti espatriati, Masinda Muliro, Vice-Presidente dell' Unione democratica africana del Kenya (Kenya African Democratic Union, KADU), ha denunciato le preferenze tribali, favorendo la maggioranza etnica dei Kukuyus e del gruppo minore dei Luo. Questo favoritismo ha privilegiato i sostenitori del Kenya African National Union (KANU), guidati da Tom Mboya, dal passato sindacalista e nazionalista.

E' Mboya che sceglie di inviare Barack Obama Senior per studiare presso l'Università delle Hawaii. Obama senior, allora sposato, padre di un figlio e in attesa di un secondo bambino in Kenya, sposa Stanley Ann Dunham, sull'isola di Maui il 2 Febbraio 1961. Dunham era incinta di Barack Obama, da più di tre mesi, al momento del suo matrimonio con Obama Senior, che divenne il primo studente africano ad integrare un' università degli Stati Uniti.

Sempre secondo Reuters, Muliro ha anche dichiarato di voler inviare una delegazione negli Stati Uniti per indagare studenti kenioti che hanno ricevuto "regali" da parte degli americani e di «assicurare che le donazioni fatte agli studenti in futuro [fossero], amministrate da persone sinceramente preoccupato per lo sviluppo del Kenya".
La CIA aveva reclutato Tom Mboya nel quadro di un programma chiamato "liberazione selettiva", programma che fu generosamente finanziato con l'obiettivo di isolare il presidente Kenyatta, il fondatore della Repubblica del Kenya, considerato dall' agenzia di intelligence degli Stati Uniti come una persona "di cui non ci si può fidare".

Mboya ha ricevuto al quel tempo una sovvenzione di 100.000 dollari dalla Joseph P. Kennedy Foundation, nel quadro del programma di invito per studenti africani, dopo aver rifiutato la stessa offerta del Dipartimento di Stato. Chiaramente, Mboya era preoccupato dal sospetto che il rilascio ufficiale di aiuto degli Stati Uniti poteva provocare tra i politici kenioti filo-comunisti, che già sospettavano che Mboya fosse legato alla CIA. Il programma fu finanziato dalla fondazione Joseph P. Kennedy e dalla Fondazione degli studenti afro-americani. Obama senior non faceva parte del primo gruppo volato negli Stati Uniti, ma uno dei seguenti. Questo programma d'aiuto agli studenti africani, organizzato da Mboya nel 1959, includeva studenti provenienti dal Kenya, Uganda, Tanganika, Zanzibar, Rhodesia del Sud e del Nord e Nyassaland (oggi Malawi).

Reuters riporta anche che Muliro denunciava il favoritismo che presiede la selezione dei beneficiari degli aiuti americani "per ostacolare ed irritare gli altri studenti africani". Muliro ha affermato che "la preferenza era data alle tribù di maggioranza [i Kikuyu e Luo] e che molti studenti selezionati dagli Stati Uniti avevano fallito gli esami di ammissione, mentre altri studenti non selezionati avevano migliori referenze".
Il padre di Obama era un amico di Mboya e apparteneva al gruppo etnico Luo. Nel 1969, fu assassinato Mboya, Obama padre partecipò come testimone al processo contro il presunto assassino. Anche lui sosteneva di essere stato oggetto di un attentato sulla strada dopo la sua testimonianza in tribunale.

Il padre di Obama era partito dalle Hawaii nel 1962 per studiare ad Harvard e divorziò da Dunham nel 1964. Si sposò di nuovo con una studentessa di Harvard, Ruth Niedensand, un ebrea americana, e tornò con lei in Kenya, dove ebbero due figli. Anche questo matrimonio finì con il divorzio. il padre di Obama aveva lavorato presso il Ministero delle Finanze e il ministero dei Trasporti in Kenya, come pure in una compagnia petrolifera. È morto in un incidente d'auto nel 1982, in Kenya politici di primo piano hanno partecipato al suo funerale, tra cui Robert Ouko, che sarebbe poi diventato ministro dei trasporti e fu assassinato nel 1990.

I documenti della CIA dimostrano che Mboya è stato un importante agente di influenza che ha lavorato per conto della CIA, non solo in Kenya, ma in tutto il continente africano. Secondo un rapporto settimanale segreto della CIA (CIA Current Intelligence Weekly Summary), in data 19 Novembre 1959, Mboya aveva il compito di controllare gli estremisti durante la seconda Conferenza Pan-Africana in Tunisia (All-African People's Conference, AAPC).

Il documento della Cia riporta "il grave attrito che si era sviluppato tra il Primo Ministro del Ghana Kwame Nkrumah, ed il nazionalista keniano Tom Mboya che aveva partecipato attivamente nel mese di dicembre del 1958 per la sorveglianza degli estremisti durante il primo Pan African ad Accra". I termini "partecipato attivamente" suggeriscono che Mboya collaborava con la CIA, la cui relazione è stato stabilito dai suoi agenti sul campo di Accra e Tunisi. Fu durante questo periodo di "collaborazione" con la CIA ad Accra e a Tunisi che Mboya assegna ad Obama una borsa di studio di alto livello e gli offre l'opportunità di andare all'estero e di entrare all'Università delle Hawaii, dove conobbe e sposò la madre dell'attuale presidente degli Stati Uniti.
In un rapporto settimanale segreto della CIA più vecchio, datato 3 Aprile 1958, appaiono queste parole: "[Mboya] rimane uno dei più promettenti leader africani". La CIA, in un altro rapposto settimanale segreto datato 18 dicembre 1958, ha descritto il nazionalista keniano Mboya "giovane portavoce capace e dinamico" durante la sua partecipazione ai lavori della Conferenza panafricana; era considerato un avversario degli "estremisti" come Nkrumah, sostenuti da "rappresentanti cino-sovietici".

In un documento declassificato della CIA sulla Conferenza panafricana del 1961, il conservatorismo di Mboya, come quello del tunisino Slim Taleb, è chiaramente definito come un contrappeso alla politica di sinistra del clan Nkrumah.

I filo-comunisti sono stati eletti a capo del comitato organizzatore della Conferenza Pan-Africana la conferenza del Cairo nel 1961, alla quale ha assistito Mboya. Nel rapporto della CIA, i nomi di alcuni di questi leader sono citati: quello del senegalese Abdoulaye Diallo, il segretario generale della Conferenza panafricana dell' algerino Ahmed Bourmendjel, l'angolano Mário de Andrade, di Ntau Mokhele del Basutoland (ex-Lesotho), della camerunese Kingue Abel, di Antoine Kiwewa del Congo Belga (ora Repubblica Democratica del Congo), del ganese Kojo Botsio, del guineano Ismail Touré, di TO Dosomu Johnson della Liberia, del maliano Modibo Diallo, del marocchino Mahjoub Ben Seddik, di Djibo Bakari del Niger, di Tunji Otegbeya della Nigeria, di Kanyama Chiume del Nyasaland, del somalo Abdullahi Ali, del sudafricano Makiwane Tennyson, e di Mohamed Fouad Galal degli Emirati arabi.

I soli partecipanti che hanno ricevuto l'approvazione della CIA furono Mboya (che, pare, era un collaboratore della CIA), Joshua Nkomo, originario della Rhodesia del Sud, B. Munanka del Tanganica, il tunisino Abdel Magid Shaker e l' ugandese John Kakongé.

Nkrumah sarà rimosso definitivamente nel 1966, dopo un colpo di stato militare organizzato dalla CIA, durante una visita di Stato in Cina e al Nord del Vietnam. Questa operazione è stata attuata un anno dopo quella condotta dalla CIA contro il presidente Sukarno, un altro colpo di stato militare, in cui la famiglia materna di Obama ha partecipato.

Alcuni elementi suggeriscono che l'assassinio di Mboya nel 1969 è stato organizzato da agenti cinesi che agivano per conto delle fazioni governative incaricate dal presidente del Kenya, Jomo Kenyatta, lottando contro Mboya e quindi, eliminare così un uomo politico africano pro-statunitense di primo piano. Tutte le ambasciate di Nairobi avevano messo le loro bandiere a mezz'asta in omaggio a Mboya, tranne una, quella della Repubblica popolare cinese.

Jomo Kenyatta, primo presidente del Kenya
L'influenza che esercitava Mboya contro il regime Kenyatta continuerà a lungo dopo la sua morte, quando Obama senior era ancora vivo. Nel 1975, Josiah Kariuki, un socialista del partito KANU (un partito la cui creazione è stata aiutata da Mboya e Obama senior) è stato assassinato. Dopo questo omicidio, Kenyatta licenzia tre ministri del governo oppositori che "sono stati personalmente collegati sia a Kariuki, sia Mboya." In seguito fu diffusa sulla rete COMINT il 24 giugno 1975. Le informazioni contenute in questo rapporto, come dimostra il loro il livello di riservatezza, vengono da intercettazioni effettuate dal Ministero degli Interni del Kenya. Nessuno è mai stato accusato dell'omicidio di Kariuki.
Le intercettazioni a cui furono sottomesse persone legate a Mboya e Kariuki, sono la prova che la NSA e della CIA tenevano sotto sorveglianza Barack Obama senior, che, come un individuo straniero negli Stati Uniti, poteva essere sottoposto a qualche intercettazione legalmente, di cui erano incaricati la NSA (National Security Agency) e il Government Communications Headquarters (GCHQ, il servizio di spionaggio elettronico del governo britannico).

Nella prima parte di questo speciale dossier, il Wayne Madsen Report (WMR) ha rivelato i legami tra Barack Obama Senior e il convoglio tra l'Africa e gli Stati Uniti di un gruppo di 280 studenti provenienti dall' Africa del sud e nazioni dell'Africa orientale indipendenti o sul punto di diventarlo. Per assegnare diplomi universitari, gli Stati Uniti si assicurarono la simpatia di fortunati eletti e speravano di contrastare i progetti simili che mettevano in atto l'Unione Sovietica e la Cina.
Barack Obama Senior è stato il primo studente straniero ad iscriversi all' Università delle Hawaii. Obama senior e la madre di Obama, Stanley Ann Dunham, si sono incontrati ad un corso di russo nel 1959 e si sposarono nel 1961.

Il programma di invito per studenti africani era gestito dal leader nazionalista Tom Mboya, era un mentore ed amico di Obama senior, e come lui un nativo della tribù dei Luo. I documenti della CIA citati nella prima parte di questo dossier stabiliscono la collaborazione attiva di Mboya con la CIA al fine di evitare ai nazionalisti filo-sovietici e filo-cinesi di prendere il sopravvento sui movimenti nazionalisti pan-africani in ambito politico, studentesco, operaio.
Uno degli avversari più accaniti di Mboya è stato il primo Presidente della Repubblica del Ghana, Kwame Nkrumah, spodestato nel 1966 durante un'operazione montata dalla CIA. L'anno seguente, Barack Obama e sua madre raggiungono Lolo Soetoro in Indonesia. Soetoro aveva incontrato Ann Dunham nel 1965 presso l'Università delle Hawaii, mentre il giovane Barack aveva quattro anni.

Nel 1965 dunque, Lolo Soetoro era stato richiamato dal generale Suharto a servire gli alti comandi militari e assistere nella pianificazione, con il sostegno della CIA, il genocidio degli indonesiani sino-indonesiani e filo-comunisti in tutto il paese. Suharto consolida il suo potere in Indonesia nel 1966, l'anno stesso in cui Mboya aiuta la CIA a trovare il necessario sostegno tra i nazionalisti panafricani per rovesciare il Presidente Nkrumah in Ghana.

L'East-West Center dell'Università delle Hawaii e il colpo di Stato della CIA contro Sukarno

I collegamenti tra le varie istituzioni e la CIA.

Ann Dunham incontra Lolo Soetoro presso l' East-West Center dell'Università delle Hawaii. Questo centro era stato a lungo legato alle attività della CIA nell'area Asia/Pacifico. Nel 1965, anno in cui Dunham conobbe e sposò Lolo Soetoro, un nuovo preside è stato nominato all' East-West Center: Howard P. Jones, che era stato l'ambasciatore degli Stati Uniti in Indonesia durante i sette anni fondamentali per il paese tra il 1958 e il 1965. Jones era presente a Jakarta quando Suharto e i suoi funzionari agendo per conto della CIA hanno pianificato il rovesciamento di Sukarno, accusato, come il PKI (Partito comunista indonesiano), di essere alleato della Cina [4].

Il 10 ottobre 1965, quando era preside dell' East-West Center, Jones ha pubblicato un articolo per il Washington Post nel quale prendeva le difese di Suharto nel colpo di stato contro Sukarno. Il Post lo ha invitato a commentare il colpo di stato, descritto come un «contro-golpe» per riconquistare il potere nelle mani dei comunisti. Jones ha detto che Suharto aveva risposto ad un colpo di stato comunista contro Sukarno, guidato dal tenente colonnello Untung «un capitano di battaglione relativamente sconosciuto, al servizio nella Guardia Presidenziale».

Jones, le cui dichiarazioni riflettono il contenuto dei rapporti della CIA con l' ambasciata degli Stati Uniti a Giacarta, ha continuato il suo articolo affermando che il presunto colpo di stato comunista del 30 settembre 1965 «era quasi riuscito, dopo l'omicidio di sei ufficiali del Comando Superiore. Poteva essere riuscito se il ministro della Difesa Nasution e una serie di altri generali non avessero reagito con sufficiente rapidità per organizzare un contro-colpo di Stato spettacolare».

Naturalmente, ciò su cui Jones si guarda dall' informare i lettori del Post era che Suharto aveva fortemente beneficiato dell'appoggio della CIA.
Né Sukarno, né il governo indonesiano, in seno al quale sedevano i leader del secondo e terzo PKI, rimproveravano i comunisti per questi omicidi. Non possiamo escludere l'ipotesi che questi omicidi fossero un'operazione false flag organizzati dalla CIA e Suharto, destinati a portare le accuse verso il PKI.

Due giorni dopo il golpe di Suharto, i partecipanti ad una manifestazione orchestrata dalla CIA incendiarono il quartier generale del PKI a Giacarta.

Sfilando davanti all'ambasciata statunitense, che ospitava anche un ramo della CIA, hanno cantato le parole: «Lunga vita all'America!» Untung più tardi ha detto che quando si rese conto che Suharto e la CIA stavano progettando un colpo di Stato per il giorno della parata dell'esercito indonesiano, il 5 Ottobre 1965, militari fedeli a lui e Sukarno, si sono mossi per primi. Jones ha descritto questo come tipico della "tradizionale propaganda comunista". Suharto si è mosso contro Sukarno il 1 ottobre. Jones ha ribadito che « non c'era una briciola di verità nelle accuse contro la CIA di aver agito contro Sukarno».

La Storia ha dimostrato il contrario. Jones ha accusato i comunisti di sfruttare la fragile salute di Sukarno per promuovere tutti i candidati che avrebbero potuto succedergli. Il loro scopo, secondo Jones, è stato quello di imporre DN Aidit, il capo del PKI, alla successione di Sukarno. Sukarno morì solo nel 1970 quando era agli arresti domiciliari. Un documento della CIA, precedentemente classificato segreto e non dato, menziona che «Sukarno [voleva] tornare allo status quo pre-colpo di stato.

Egli [rifiuta] di accusare il PKI e il Movimento del 30 settembre [del tenente colonnello Untung] e [chiama], invece all'unità del popolo indonesiano e [dissuadere] dalla vendetta. Ma non è [riuscito] ad impedire all'esercito di continuare le sue operazioni contro il PKI; ha ceduto alle loro richieste nominando suo unico candidato il Generale Suharto come capo dell'esercito».

Suharto e il patrigno «Barry» Obama Soetoro, Lolo Soetoro, hanno ignorato gli appelli di Sukarno alla calma, come gli indonesiani avrebbero scoperto molto rapidamente. Il massacro di persone sino-indonesiane di Suharto è citata nei documenti della CIA attraverso la descrizione del partito Baperki: «I simpatizzanti della sinistra Baperki, fortemente presenti nelle aree rurali sono in prevalenza di origine sino-indonesiana».

Una nota declassificata della CIA, datata 6 ottobre 1966, mostra il grado di controllo e la supervisione esercitata dalla CIA nel golpe contro Sukarno, molti sono stati gli agenti intermediari con unità armate di Suharto appostati intorno al palazzo presidenziale di Bogor e varie sedi diplomatiche in tutto il paese, compresi il consolato degli Stati Uniti a Medan. Questo Consolato monitorava i sostenitori di sinistra in questa città, sull'isola di Sumatra, una nota della CIA del 2 ottobre 1965, ha riferito all'Agenzia che «il Console sovietico aveva pronto un piano per evacuare cittadini sovietici da Sumatra».

La nota del 6 ottobre raccomanda anche d'impedire prevenire a Untung di raccogliere ampi appoggi anche tra le popolazioni dell'interno dell'isola di Java.

Un rapporto settimanale declassificato della CIA relativo all' Indonesia, datato 11 agosto 1967 e intitolato «Il Nuovo Ordine in Indonesia», rivela che nel 1966 l'Indonesia ristruttura la sua economia per soddisfare i criteri di ammissibilità degli aiuti del FMI. In questo rapporto, la CIA si rallegrò nel nuovo triumvirato installato al potere nel 1967 in Indonesia: Suharto, il ministro degli Esteri Adam Malik e il Sultano di Yogyakarta [5], che era anche ministro dell'Economia e delle Finanze.

La relazione si compiace anche per la messa al bando della PKI, ma afferma che «mantiene un seguito significativo in Oriente e a Java» è quindi in questa regione che, Ann Dunham Soetoro concentra le sue attività per conto dell' USAID (U. S. Agency for International Development), la Banca mondiale e la Fondazione Ford, tutte attività di facciata della CIA. La sua missione era quella di «vincere i cuori e le menti» degli agricoltori e artigiani giavanese.
In una nota declassificata della CIA del 23 luglio 1966, il partito musulmano Nahdatul Ulama (NU), il partito più forte in Indonesia, è chiaramente visto come un alleato naturale degli Stati Uniti e del regime di Suharto.

La relazione afferma che Suharto beneficia di aiuti per rovesciare i comunisti durante il periodo del contro-golpe, in particolare dove il NU è il più consolidato: ad Est di Java, Sumatra del nord e in diverse aree di isola del Borneo. Un'altra nota declassificata dalla CIA, datata 29 Aprile 1966, fa riferimento al PKI: «Gli estremisti islamici hanno superato l'esercito in molti modi braccando e uccidendo i membri del PKI ed altri gruppi affiliati usati come copertura».

Dunham e Barry Soetoro à Jakarta e le attività segrete dell'USAID

Incinta di Barack Obama, Dunham abbandonò gli studi nel 1960 presso l'Università delle Hawaii. Barack Obama Senior abbandona Hawaii nel 1962 per studiare ad Harvard. Dunham e Obama senior divorziarono nel 1964.Nell'autunno 1961, Dunham si iscrive presso l'Università di Washington e cresce il suo bambino. Si riscrive all'Università delle Hawaii tra il 1963 e il 1966. Lolo Soetoro, che si unì a Dunham nel marzo 1965, abbandona Hawaii per l'Indonesia 20 luglio 1965, tre mesi prima delle operazioni della CIA contro Sukarno.

E' chiaro che Soetoro, promosso colonnello da Suharto, fu richiamato a Jakarta per partecipare al colpo di Stato contro Sukarno, e i disordini che causarono la morte di un milione di indonesiani tra le popolazioni civili. Il presidente Obama preferirebbe che la stampa ignorasse questo passato; è quello che ha fatto durante la campagna per le primarie e le elezioni presidenziali del 2008. Nel 1967, dopo il suo arrivo in Indonesia con Obama junior, Dunham ha insegnato inglese presso l'ambasciata Usa a Jakarta, che è stata una delle stazioni della CIA più importanti in Asia, sostenuta da importanti agenzie situate a Surabaya, ad est di Java, e Medan, sull'isola di Sumatra. Jones ha lasciato il suo incarico di preside presso l'Università delle Hawaii nel 1968.


In realtà, la madre di Obama ha insegnato inglese per conto dell' USAID, una grande organizzazione che è servita come copertura per operazioni segrete della CIA in Indonesia e in tutto Sud-Est asiatico, in particolare Laos in Vietnam del Sud e Thailandia. Il programma USAID è conosciuta come la Pembinaan Lembaga Manajemen Pendidikan.

Anche se suo figlio e le persone che hanno lavorato alle Hawaii descrivono Dunham come uno spirito libero e un «figlio degli anni sessanta», le attività esercitate in Indonesia contraddicono la teoria che fa di lei una «hippy». L'apprendimento del russo che seguì Dunham alle Hawaii doveva essere molto utile per la CIA in Indonesia.

In una nota declassificata datata 2 Agosto 1966, il suo autore, segretario generale del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, Bromley Smith ha raccontato che, il Giappone, Europa Occidentale, Australia, Nuova Zelanda, Malesia e le Filippine, l'Unione Sovietica e i suoi alleati in Europa orientale avevano accolto con favore la notizia del colpo di stato di Suharto, perché ha creato un'Indonesia non-allineata, che «rappresenta un contrappeso in Asia contro la Cina comunista». Gli archivi mostrano che, come Ann Dunham, e diversi agenti della Cia, di stanza a Jakarta, prima e dopo il golpe del 1965, parlavano correntemente russo.

Quando viveva in Indonesia, poi in Pakistan, Dunham Soetoro lavora per la Fondazione Ford, la Banca Mondiale, Banca Asiatica di Sviluppo, Banca Rakyat (la banca pubblica indonesiana, di proprietà del governo) e l'USAID. L'USAID è stata coinvolta in operazioni segrete della CIA nel Sud-est asiatico.
Il 9 Febbraio 1971, Washington Star ha riferito che funzionari dell' USAID in Laos erano consapevoli che il riso in dotazione all'esercito laotiano dall' USAID veniva rivenduto a divisioni dell'esercito del Vietnam del Nord nel paese.

Il rapporto rivela che gli Stati Uniti tolleravano la vendita di riso proveniente dall' USAID perché i militari del Laos avevano più da temere gli attacchi dal Vietnam del Nord che degli alleati comunisti del Pathet Lao.

L'USAID e la CIA hanno usato la fornitura di riso per obbligare le tribù Meo del Laos ad aderire al campo degli Stati Uniti nella guerra contro i comunisti.

I fondi USAID avevano lo scopo di assistere i civili feriti e istituire un sistema di assicurazione sanitaria in Laos, ma furono dirottati e utilizzati per scopi militari. Nel 1971, il Centro di studi vietnamiti presso l'Università dell'Illinois a Carbondale, finanziato dall' USAID, fu accusato di essere una società di facciata della CIA.

I progetti finanziati dall' USAID attraverso il consorzio dell'università del Midwest per le attività internazionali (Midwest Universities Consortium for International Activities, MUCIA), che comprende le Università di Illinois, Wisconsin, Minnesota, Indiana , e Michigan, erano sospettati di progetti segreti della CIA. Tra questi, figurano i programmi di «di educazione agraria» in Indonesia e in altri progetti in Afghanistan, Mali, Nepal, Nigeria, Thailandia e Vietnam del sud.

Queste accuse furono formulate nel 1971, quando Ann Dunham ha lavorato per l'USAID in Indonesia. In un articolo del 10 luglio 1971, il New York Times ha accusato l' USAID e la CIA di aver «perso» 1.700 milioni dollari concessi al programma CORDS (Civil Operations and Revolutionary Development Support). Questo programma faceva parte dell' Operazione Phoenix, in base alla quale la CIA era prevista la tortura e l'uccisione di molti civili, patriarchi e monaci buddisti nei villaggi del Vietnam del Sud [6].

Denaro provenienti dall' USAID fù diretto anche ad una compagnia aerea di proprietà della CIA nel Sud-Est, Air America. In Thailandia, il finanziamento dell' USAID del Programma di Sviluppo Rurale Accelerato (Accelerated Rural Development Program) in realtà nasconde operazioni contro la guerriglia comunista. Allo stesso modo, nel 1971, nei mesi precedenti l'inizio della terza guerra indo-pakistana, i fondi dell' USAID destinati ai progetti di lavori pubblici nella parte orientale del Pakistan, sono stati utilizzati per il consolidamento militare di frontiera con l'India.

Tali deviazioni erano contrarie al diritto statunitense che proibisce l'utilizzo di fondi dell' USAID per programmi militari. Nel 1972, in un'intervista con Metromedia News, il direttore dell'USAID, il dottor John Hannah ha ammesso che la CIA si serviva dell'USAID come società di copertura per le sue operazioni segrete in Laos. Hannah ha affermato che l' USAID era solo una società di copertura in Laos. Tuttavia, l'USAID è stata usata come copertura anche in Indonesia, Filippine, Vietnam del Sud, Thailandia e Corea del sud.

I progetti dell'USAID nel Sudest asiatico dovevano essere approvati dal SEADAG (Southeast Asian Development Advisory Group), un gruppo che sviluppava progetti pubblici in Asia, con il benestare della CIA.
Nel 1972, è stato dimostrato che il programma Food for Peace, amministrato dall' USAID e dal Dipartimento di Agricoltura degli Stati Uniti, ha ricevuto finanziamenti per scopi militari per i progetti in Cambogia, Corea del Sud, Turchia, Sud Vietnam, Spagna, Taiwan e la Grecia.

Nel 1972, l'USAID ha fatto pervenire denaro nelle zone meridionali dello Yemen del nord, allo scopo di armare le forze yemenite Nord contro il governo dello Yemen del Sud, allora guidato dai socialisti, opposti all'egemonia statunitense nella regione. Una delle istituzioni affiliate ai lavori dell' USAID in Indonesia era la Fondazione Asia (Asia Foundation), creata nel 1950 con l'aiuto della CIA per combattere l'espansione comunista in Asia.

L'alloggio dell' East-West Center presso l'Università delle Hawaii è stato finanziato dalla Fondazione Asia. Obama Senior ha soggiornato in questa pensione quando è arrivato dal Kenya, dopo aver beneficiato del programma di assistenza per studenti africani organizzato da uno degli agenti di influenza della CIA in Africa, Tom Mboya.

Dunham soggiorna anche in Ghana, Nepal, Bangladesh, India e Thailandia, nell'ambito di progetti di microfinanziamenti. Nel 1965, Barack Obama senior lascia Harvard e ritorna in Kenya, accompagnato dalla sua nuova moglie statunitense. Obama Senior riprende contatto con il suo vecchio amico, il ragazzo d'oro della CIA Tom Mboya, e altri politici di origine Luo, la tribù di Obama Senior. Philip Cherry dirigeva la stazione CIA a Nairobi 1964-1967. Nel 1975 fu nominato capo della stazione CIA a Dhaka, Bangladesh.

L' Ambasciatore degli Stati Uniti in Bangladesh, all'epoca, Eugene Booster, accusa Cherry di essere coinvolto nell'assassinio del primo presidente del Bangladesh, lo sceicco Rahman Mujiur, e altri membri della famiglia. L'esecuzione della famiglia presidenziale del Bangladesh probabilmente stata ordinata dal Segretario di Stato Henry Kissinger.

Il Bangladesh costituiva inoltre una tappa dell'itinerario che Ann Dunham seguiva per conto della CIA nei progetti di micro e macro-finanza.

Obama e i suoi nonni materni, Madelyn e Stanley Dunham, nel 1979. Sua nonna era un vice-presidente della Bank of Hawaii, una banca utilizzata da varie società di copertura della CIA.

Le banche della CIA e le Hawaii

Ann Dunham è rimasta in Indonesia, quando il giovane Obama ritorna alle Hawaii nel 1971, affida suo figlio a sua madre, Madelyn Dunham. Quest'ultima è stata la prima donna a ricoprire la carica di vice-presidente della Bank of Hawaii a Honolulu. Diverse società di facciata della CIA utilizzavano allora la Bank of Hawaii. Madelyn Dunham ha curato la gestione dei conti nascosti che la CIA ha utilizzato per trasferire fondi a favore dei dittatori in Asia, come il Presidente della Repubblica delle Filippine, Ferdinand Marcos, il Presidente della Repubblica del Vietnam Nguyen Van Thieu, e il Presidente della Repubblica di Indonesia, il generale Suharto. Infatti, la Banca delle Hawaii era responsabile del riciclaggio di denaro da parte della CIA, allo scopo di nascondere l'attenzione della CIA nel sostenere il suoi leaders politici preferiti in Asia-Pacifico.

A Honolulu, una delle società bancarie più utilizzate dalla CIA per il riciclaggio di denaro è stata BBRDW (Bishop, Baldwin, Rewald, Dillingham&Wong).

Nel 1983, la CIA ha dato la sua approvazione per la liquidazione del BBRDW, sospettato di essere uno schema Ponzi. In questa occasione, il senatore Daniel Inouye - membro della comitato Intelligence del Senato USA (USA Senate Select Committee on Intelligence) e uno dei migliori amici in parlamento dell' ex senatore dell'Alaska, Ted Stevens - ha detto che il ruolo della CIA nel BBRDW era «insignificante».

Successivamente, abbiamo scoperto che Inouye mentiva. In realtà, la BBRDW era profondamente coinvolta nel finanziamento di attività segrete della CIA in tutta l'Asia, comprese quelle di spionaggio industriale in Giappone, di vendite di armi ai guerriglieri mujaheddin afghani e a Taiwan. John C. « Jack » Kindschi è stato uno dei dirigenti della BBRDW, prima di ritirarsi nel 1981 è stato capo della stazione CIA a Honolulu. Il certificato di laurea che ornava la parete dell'ufficio di Presidente della BBRDW, di Ron Rewald era un falso, fornito da esperti in falsificazioni della CIA, il suo nome è stato aggiunto anche agli archivi degli ex studenti.

Il passato della BBRDW è stato riscritto dalla CIA per far credere alla presenza di questa banca nelle Hawaii dopo l'annessione dell'arcipelago come territorio degli Stati Uniti [7]. Il presidente Obama sta attualmente combattendo contro le accuse secondo cui le sue qualifiche e le sue note erano false, così come il numero di sicurezza sociale, stabilito nel Connecticut e alcuni elementi che impreziosiscono il suo curriculum.

La scoperta di documenti falsificati della BBRDW fanno nascere dubbi sul passato di Barack Obama?

La BBRDW ha condotto le sue attività nel quartiere degli affari di Honolulu, vicino alla sede della Bank of Hawaii, là dove erano i tenuti i conti nascosti della CIA gestiti da Madelyn Dunham, la nonna di Obama. La Banca delle Hawaii ha curato molte transazioni finanziarie segrete effettuate dalla BBRDW.

Obama-Soetoro e « gli anni del vivere pericolosamente » [8] a Jakarta

E 'chiaro che Ann Dunham Soetoro ed il suo marito indonesiano, Lolo Soetoro, il patrigno del Presidente Obama sono stati strettamente collegati alle attività della CIA volte a neutralizzare l'influenza sino-sovietico in Indonesia durante "gli anni del vivere pericolosamente" dopo la cacciata di Sukarno. La Wayne Madsen Report ha scoperto che alti funzionari della CIA erano ufficialmente e ufficiosamente nominati a ricoprire cariche di copertura in Indonesia durante lo stesso periodo, coperture fornite, tra l'altro, dall'USAID, il Corpo di Pace e l' USIA (US Information Agency).

Uno dei contatti più stretti di Suharto con la CIA era Kent B. Crane, che era stato tra gli agenti della CIA di stanza presso l'ambasciata Usa a Jakarta. Crane era così vicina a Suharto, che dopo il suo « il suo ritiro » dalla CIA, fu uno dei pochi uomini d'affari «privati», ad ottenere un passaporto diplomatico del governo di Suharto in Indonesia. La società di Crane, il Crane Group, forniva armi di piccolo calibro alle forze militari statunitensi, indonesiani e di altri. Crane è stato il consigliere per gli affari esteri del Vice-Presidente degli Stati Uniti, Spiro Agnew; fu successivamente nominato ambasciatore americano in Indonesia dal presidente Ronald Reagan. Questa nomina rimane lettera morta a causa dei suoi legami sospetti con Suharto.

John Holdridge, stretto collaboratore di Kissinger, è stato nominato al suo posto, alla sua partenza da Jakarta, è Paul Wolfowitz, che lo rimpiazza.

I protetti di Suharto, tra cui comparivano anche Mokhtar et James Riady del Lippo Group, sono stati accusati di aver iniettato più di un milione di dollari attraverso i contributi illegali ai conti esteri della campagna di Bill Clinton nel 1992. Due volte, Obama ha ritardato la sua visita ufficiale in Indonesia; forse temeva l'interesse che poteva suscitare una tale trasferta sui legami di sua madre e del patrigno con la CIA?

Negli anni 1970 e 1980, Dunham ha curato progetti di microcredito in Indonesia per la Fondazione Ford, l'East-West Center e l'USAID. Il dottor Gordon Donald junior è stato una delle persone piazzate all'ambasciata dagli Stati Uniti. Ha contribuito a proteggere gli edifici delle ambasciate durante violente proteste studentesche anti-USA durante il periodo del colpo di Stato contro Sukarno.

Presso l'Ufficio degli affari economici, Donald è stato responsabile del programma di microfinanza dell' USAID destinato agli agricoltori indonesiani, è nell'ambito di questo stesso programma che Dunham lavora in collaborazione con l'USAID nel 1970 dopo aver insegnato lingua inglese in Indonesia, ancora una volta per conto dell' USAID. Nel libro Who's Who in the CIA, pubblicato nel 1968 nella Germania dell'Ovest, Donald è descritto come un agente della CIA, che è stato anche di stanza a Lahore in Pakistan, una città nella quale Dunham sarebbe rimasto più avanti in una suite dell'hotel Hilton, per gestire i progetti di microfinanza per lo sviluppo della Banca asiatica per cinque anni.

Tra gli uomini di stanza a Jakarta, il Who's Who in the CIA porta in primo piano Robert F. Grealy, che sarebbe divenuto il direttore delle relazioni internazionali in Asia-Pacifico per la JP Morgan Chase, eppoi direttore della Camera di Commercio per gli Stati Uniti e Indonesia. Il CEO (amministratore delegato, N.d.T) di JP Morgan Chase, Jamie Dimon, inoltre è stata recentemente indicata come un potenziale sostituto di Richard Geithner, segretario al Tesoro, il cui padre, Peter Geithner ha lavorato presso la Fondazione Ford e aveva l'ultima parola per l'assegnazione di finanziamenti destinati ai progetti di microfinanza di Dunham.

I vergognosi progetti della CIA alle Hawaii

Durante la permanenza in Pakistan, Ann Dunham ha ricevuto la visita di suo figlio Barack nel 1980 e nel 1981. Obama andò al tempo stesso a Karachi, a Lahore e nella città indiana di Hyderabad. Durante questo stesso periodo, la CIA intensifica le sue operazioni in Afghanistan dal territorio pakistano.
Il 31 gennaio 1981, il vice direttore dell'Ufficio per la Ricerca e le relazioni della CIA (ORR, Office of Research and Reports) trasmette al direttore della CIA, Allen Dulles, una lunga nota, classificata segreta, codice NOFORN [9] e ora declassificata. Riferisce della relazione di una missione esplorativa, tra il 17 novembre e 21 dicembre 1957 in Estremo Oriente, Sud-est asiatico e del Medio Oriente.

Il capo dell' ORR fa riferimento al suo incontro con la squadra del generale in pensione Jesmond Balmer, allora alto funzionario della CIA nelle Hawaii, su richiesta del capo del Pacific Command per «la raccolta di numerose informazioni complete che richiedono approfondite ricerche». Ha poi fatto riferimento alla ricerca svolta da parte della CIA per reclutare «studenti che conoscono il cinese dell'Università delle Hawaii in grado di effettuare missioni di intelligence». Ha poi affrontato le discussioni svoltesi nel corso di un seminario sul contro-spionaggio dell' Organizzazione del Trattato sul Sud-Est Asiatico che si è tenuto a Baguio tra il 26 e il 29 novembre 1957. Il Comitato economico ha innanzitutto discusso dei «fondi per lo sviluppo economico» per combattere le «attività sovversive effettuate dal blocco sino-sovietico nella regione» prima «di prendere in considerazione tutte le reazioni di possibile attuazione».

Le delegazioni tailandesi e filippine fecero grandi sforzi per ottenere i finanziamenti statunitensi di un fondo di sviluppo economico, che avrebbero innescato altri progetti dell'USAID nella regione, dello stesso tipo di quelli in cui Peter Geithner la madre di Barack Obama erano intimamente coinvolti.
Esiste una notevole letteratura sugli aspetti geopolitici di operazioni segrete della CIA condotte dalla University of Hawaii; non è lo stesso per gli elementi più vergognosi della raccolta di dati e le operazioni tipo MK-ULTRA che non sono stati associati sistematicamente all'Università delle Hawaii.

Diverse note in precedenza riservate della CIA, datate 15 Maggio 1972, riguardano la partecipazione del Dipartimento della Difesa ARPA (Advanced Research Projects Agency) e l'Università delle Hawaii ad un programma di studi comportamentali della CIA. Queste note sono state redatte da Bronson Tweedy, allora vice direttore della CIA, il direttore del PRG (Program Review Group) dell' Intelligence Community USA e il direttore della CIA, Robert Helms. Queste note hanno per tema « Le ricerche condotte dall' ARPA in materia di intelligence». La nota del direttore del PRG affronta una conferenza a cui hanno partecipato il tenente colonnello Austin Kibler, direttore degli studi comportamentali di ARPA, 11 maggio 1972. Kibler ha curato le ricerche dell' ARPA sui cambiamenti comportamentali e la sorvegliana a distanza. I promemoria del direttore del PRG citano alcuni alti ufficiali: Edward Proctor, vice direttore responsabile dell' intelligence della CIA, Carl Duckett, il vice direttore responsabile della scienza e della tecnologia per la CIA e John Huizenga, Direttore dell'Office of National Estimates [10].

Nel 1973, dopo che James Schlesinger, allora direttore della CIA, ha ordinato un'inchiesta amministrativa in tutti i programmi della CIA, l'Agenzia ha prodotto una serie di documenti sui vari programmi, denominati «gioielli di famiglia». La maggior parte di questi documenti sono stati pubblicati nel 2007; contemporaneamente, abbiamo appreso che Helms aveva ordinato al dottor Sidney Gottlieb di distruggere le registrazioni relative alle ricerche che stava conducendo; quest'ultimo è stato il direttore del progetto MK-ULTRA un programma di ricerche della CIA sui cambiamenti comportamentali, il lavaggio del cervello e l'iniezione di droghe. In una nota scritta da un agente della CIA Ben Evans e inviata a William Colby, direttore della CIA, datata 8 Maggio 1973, Duckett confida il suo parere: «Sarebbe opportuno che il signor Direttore si dica informato di questo programma», riferendosi agli esperimenti condotti da Gottlieb per il progetto MK-ULTRA.
Dopo la pubblicazione dei «gioielli di famiglia», diversi membri dell'amministrazione del presidente Gerald Ford, tra cui il capo dello staff della Casa Bianca, Dick Cheney e il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld hanno fatto in modo che nessuna rivelazione fosse fatta sui programmi di alterazioni comportamentali e psicologiche, che comprendevano i progetti MK-ULTRA e ARTICHOKE.

Molti promemoria del 15 maggio 1972 fanno riferimento al progetto SCANATE, iniziato nello stesso anno. Si tratta di uno dei primi programmi di ricerca della CIA, in particolare, sull'uso di psicofarmaci con il fine della sorveglianza a distanza e manipolazione psicologica. Qui sono menzionati Kibler dell'ARPA e il «suo subappaltatore »; più tardi,abbiamo appreso che si trattava dello Stantford Research Institute (SRI), situato a Menlo Park, California.
Helms invia una comunicazione a, tra gli altri, Duckett, Huizenga, Proctor e al direttore dell'Agenzia d' intelligence militare (Defense Intelligence Agency, DIA) - quest'ultimo ha poi ereditato il progetto della CIA «GRILL FLAME» sulla sorveglianza a distanza.
Helms insiste sul fatto che l'ARPA aveva finanziato «per un alcuni anni» le ricerche sul comportamento e le potenziali applicazioni di cui l'intelligence potrebbe beneficiare, «con il coinvolgimento del MIT, di Yale, dell'Università del Michigan, dell'UCLA, dell' University of Hawaii e di altre istituzioni o gruppi di ricerca».

La collaborazione dell 'Università delle Hawaii con la CIA nel campo della guerra psicologica continua ancora oggi. La dottoressa Susan Brandon, l'attuale direttore del programma di studi comportamentali condotti dal Centro di contro-spionaggio e di intelligence (Defence Counterintelligence and Human Intelligence Center, DCHC) all'interno della DIA, ha ottenuto il suo dottorato in Psicologia all'Università delle Hawaii. Brandon è stata coinvolta in un programma segreto, frutto della collaborazione dell' APA (American Psychological Association), della RAND Corporation e della CIA, volto a «migliorare i metodi di interrogatorio»; l'oggetto delle sue ricerca si è focalizzato sulla privazione del sonno e sulla percezione sensoriale, la sottomissione al dolore intenso e il completo isolamento, processi implementati sui prigionieri della base aerea di Bagram in Afghanistan e in altre carceri segrete [11].
Brandon è stata anche l' assistente del direttore del Dipartimento di scienze sociali, comportamentali ed educative all'Ufficio di scienze e tecnologie nell'amministrazione di George W. Bush.

Così, i legami tra la CIA e l'Università delle Hawaii non finiscono alla fine del 1970; l' ex presidente dell'Università delle Hawaii tra il 1969 e il 1974, Harlan Cleveland, fu invitato a tenere una conferenza al quartier generale della CIA il 10 maggio 1977. Prima di assumere le sue funzioni presso l'Università delle Hawaii, Cleveland fu segretario dell'Ufficio per gli affari delle organizzazioni internazionali (Bureau of International Affairs Organization) dal 1965 al 1969. Una nota del direttore della formazione dell' agenzia, datata 21 maggio 1971, indica che la CIA ha reclutato un ufficiale della Marina che ha iniziato il secondo ciclo di studi presso l'Università delle Hawaii.

La famiglia Obama e la CIA

Molti documenti sono disponibili sui collegamenti di George HW Bush con la CIA e le attività del padre e dei suoi figli, tra cui l'ex presidente George W. Bush, per conto della CIA. Barack Obama, nel frattempo, è riuscito a nascondere le tracce dei suoi legami propri con l'Agenzia, così come quelli dei suoi genitori, del patrigno e della nonna (molto poco si sa suo nonno, Stanley Dunham, si suppone che sia stato nel settore del mobile alle Hawaii dopo aver prestato servizio in Europa durante la seconda guerra mondiale). I Presidenti e i vicepresidenti degli Stati Uniti non sono soggetti ad alcuna indagine di fondo prima di assumere le loro funzioni, a differenza di altri membri del governo federale. Questa attività di verifica è lasciata alla stampa. Nel 2008, i giornalisti hanno miseramente fallito nel loro compito di informare indagando troppo superficialmente sull'uomo che sarebbe entrato alla Casa Bianca. Il rapporto dei genitori con l'Università delle Hawaii e il ruolo delle università nei progetti di MK-ULTRA e ARTICHOKE invitano a porsi questa domanda: «Che cosa nasconde ancora Barack Obama?»

Tratto da http://www.vocidallastrada.com/2010/09/la-biografia-nascosta-di-obama-una_29.html

Fonte

Note
[1] "L’USAID et les réseaux terroristes de Bush", di Edgar González Ruiz, Réseau Voltaire, 17 agosto 2004.
[2] "La Fondation Ford, paravent philanthropique de la CIA" e "Pourquoi la Fondation Ford subventionne la contestation", di Paul Labarique, Réseau Voltaire, 5 e 19 aprile 2004.
[3] "1965 : Indonésie, laboratoire de la contre-insurrection", di Paul Labarique, Réseau Voltaire, 25 maggio 2004.
[4] Su questi eventi, vedere anche l'articolo « 1965 : Indonésie, laboratoire de la contre-insurrection », di Paul Labarique, Voltairenet, 25 maggio 2004.
[5] N.d.T. o Yogyakarta
[6] Sull’Operazione Phoénix, vedi anche Opération Phénix : le modèle vietnamien appliqué en Irak », di Arthur Lepic, Voltairenet, 16 novembre 2004.
[7] N.d.T. nel 1898
[8] N.d.T. Le film L’Anno del vivere pericolosamente (The Year of Living Dangerously) di Peter Weir, è uscito nel 1982. Narra anche il tentato colpo di stato in Indonesia attribuito ai comunisti nel 1965.
[9] N.d.T. per "no diffusione straniere" s'intende non divulgare informazioni ai servizi di stranieri
[10] N.d.T. ufficio incaricato per la valutazione dei servizi d'intelligence americana, ora il National Intelligence Council
[11] Su questo argomento, vedere anche l'articolo « Le secret de Guantánamo », di Thierry Meyssan, Voltairenet, 28 ottobre 2009.


Fonte: http://www.voltairenet.org/article166848.html


Sarah uccisa da zio e cugina: lei la tratteneva, il padre la strangolava


Il movente dell’omicidio di Sarah Scazzi è da ricercare nell’ambito familiare.

Lo sostiene il procuratore della Repubblica del Tribunale di Taranto, Franco Sebastio. Potrebbe essere legato alle molestie sessuali che il padre di Sabrina e zio della vittima, Michele Misseri, avrebbe rivolto alla ragazza e che lui stesso ha ammesso. Per il fermo della ragazza, ha spiegato Sebastio, la procura "ha immediatamente avviato la procedura di convalida" che dovrebbe avvenire a breve, probabilmente "nei primi giorni della prossima settimana".

Il fermo di Sabrina, aggiunge, non si basa solo sulle parole del padre, ma "ci sono dei riscontri".

A chi gli chiedeva se il movente dell'uccisione di Sarah possa avere a che fare con la gelosia scoppiata tra le cugine per un amico più grande, il procuratore ha risposto che sarebbe “un movente extrafamiliare”; invece “il movente - ha ribadito - è intrafamiliare”. E per il procuratore “Sabrina non ha fatto solo da spettatrice”, precisando che "non si ipotizza il coinvolgimento di altre persone''.

Il 'contributo' di Sabrina starebbe infatti nell'aver trattenuto la cugina Sarah mentre il padre la strangolava. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, la cugina della giovane avrebbe costretto Sarah a scendere nella cantina-garage attigua all'abitazione della famiglia Misseri in via Deledda ad Avetrana in provincia di Taranto. E il procuratore capo della Repubblica Sebastio lo ha detto chiaramente: ''Sabrina non ha fatto solo da spettarice'', precisando che al momento "non si ipotizza il coinvolgimento di altre persone''.

Sebastio ha poi affermato che "il quadro delle indagini sembrerebbe definitivamente concluso". Il magistrato ha però aggiunto che Sabrina, cugina e migliore amica della ragazzina di 15 anni di Avetrana uccisa lo scorso 26 agosto, “non è mai stata indagata per occultamento di cadavere”. Di questo reato è accusato il padre.

La 25enne ha trascorso la notte in carcere: la giovane è stata sottoposta a fermo dalla Procura venerdì sera al termine di un interrogatorio durato sei ore.

La ragazza è gravemente indiziata dei delitti di sequestro di persona e omicidio volontario in concorso con il padre.

Quest'ultimo si era già accusato del delitto, mentre Sabrina non ha confessato di aver partecipato all'omicidio, anzi di fronte agli inquirenti avrebbe respinto ogni addebito. Dopo aver appreso la notizia, forse dalla televisione, la sorella Valentina ha inviato un sms ad alcuni giornalisti che stanno seguendo la vicenda da giorni: ''Sabrina è innocente''.

Nel corso dell'interrogatorio davanti al sostituto procuratore Mariano Buccoliero, al procuratore aggiunto Pietro Argentino e al procuratore capo Franco Sebastio, che l'hanno sentita nella sede della Compagnia dei carabinieri di Manduria, la sua posizione si è aggravata. Decisivi sarebbero stati i riscontri investigativi condotti venerdì mattina dai militari del Ris e del Reparto Operativo del Comando provinciale di Taranto nella cantina-garage dell'abitazione di via Deledda alla presenza dello stesso Misseri.

Subito dopo si sarebbe svolto un esperimento giudiziale nel corso del quale gli investigatori hanno ripercorso insieme allo zio di Sarah i luoghi nei quali l'uomo ha detto di aver trasportato il corpo della vittima, nelle campagne di Avetrana prima nei pressi di un casolare dove afferma di averla violentata e poi in un podere all'interno del quale si trova la cisterna interrata piena di acqua dove la gettò.

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Update & Videos: Gli Ufo arrivano per davvero... a New York (o almeno così sembra).



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In molti ci hanno scherzato su, ma evidentemente non a New York, dove ieri c'è stata una giornata di avvistamenti (o allucinazioni) collettivi, in pieno giorno, che hanno mandato in tilt i siti e le televisioni.

In particolare sono stati presi d'assalto i centralini della Federal Aviation Admninistrazion (FAA) e della polizia di Manhattan, dove in tanti - e non erano certo tutti lettori del libro di Fulham - erano rimasti con il naso all'insu' a seguire le peregrinazioni nel cielo di alcuni punti luminosi e bianchi.

Devo dire che i primi video che ho esaminato mi sono sembrati veramente il puro frutto di allucinazioni, con semplici palloncini bianchi scambiati per UFO. Poi, ne ho visto anche qualcun'altro di video, caricato su Youtube, che sembrava di natura diversa, come questo che ho caricato in coda al post.

L'unica notizia certa è che la FAA in serata ha smentito l'esistenza - almeno sui tracciati radar - di qualsiasi fenomeno atipico sui cieli di New York. Per il resto, vedremo: se ha ragione Fulham, allora è solo questione di tempo...



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Ambasciatrice Onu: L'esistenza degli extraterrestri è possibile, prepariamoci.


L'esistenza degli alieni e' "statisticamente possibile" e le Nazioni Unite dovrebbero prepararsi a rispondere in caso di un eventuale contatto. Lo ha chiarito oggi a New York Mazlan Othman, la responsabile dell'ufficio dell'Onu degli affari spaziali, che ha sede a Vienna.

Un paio di settimane fa, la Othman era finita al centro di un polverone sollevato dalla stampa britannica, che l'aveva definita "l'ambasciatrice per negoziare con gli alieni".

La scienziata ha spiegato ancora una volta di "non avere questo ruolo: il nostro compito e' di aiutare i Paesi dell'Onu a decidere come comportarsi sulle questioni spaziali".

Astrofisica di origine malese, la Othman ha sottolineato la possibile esistenza "di una vita extraterrestre, non necessariamente alieni verdi che immaginiamo con gli occhioni da film di fantascienza. Potrebbe trattarsi soltanto di batteri".

I giornalisti al Palazzo di Vetro hanno comunque chiesto cosa accadrebbe in caso di un contatto extraterrestre: una riunione di emergenza dell'Assemblea Generale? "I Paesi non hanno ancora deciso - ha risposto la scienziata - ma per affrontare la questione sarebbe certamente utile riunire le menti dell'umanita', siano esse scientifiche o politiche".

In realta', come spesso accade all'Onu per le grandi questioni della politica internazionale, anche sulla vita extraterrestre le discussioni si profilano lunghe e infruttuose.

Nonostante i suoi auspici, la responsabile dell'ufficio ritiene che "non siamo ancora pronti" a un eventuale contatto e che probabilmente "ci vorranno diversi anni prima di avere una posizione condivisa"

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venerdì 15 ottobre 2010

Misterioso UFO a Manhattan! News & Videos


Un oggetto lucente è stato fotografato sopra il cielo di Manhattan ed ha causato costernazione per i newyorkesi.

La polizia e la FAA (Federal Aviation Administration) sono stati inondati di chiamate da persone che hanno riferito di un oggetto argenteo che si librava alto sopra la città.

Fonti delle forze dell'ordine hanno detto di credere che l'oggetto è stato probabilmente una sorta di pallone, anche se restano grandi dubbi come per gli avvistamenti del giorno prima.

Subitio dopo i primi avvistamenti, ha cominciato a comparire su Twitter con link un messaggio di una conferenza stampa di qualche mese prima che annunciava la pubblicazione di un libro di un ufficiale in pensione del NORAD che avrebbe previsto l'apparizione di Ufo nelle maggiori città della terra il 13 ottobre.



Gli UFO visti a New York il il giorno prima (13 Ottobre 2010)

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Sopra la rilevanza della notizia sulla abc

La Federal Aviation Administration ha detto di aver ricevuto decine di chiamate al suo centro operativo, ma dopo aver esaminato i dati radar, l'agenzia non ha trovato nulla fuori dall'ordinario.

"Abbiamo ricontrollato il radar per vedere se c'era qualcosa di anomalo, ma non abbiamo visto nulla", ha detto il portavoce Jim Peters. "C'era una parte del traffico in elicottero sopra il fiume in quel momento e abbiamo verificato con Torre di controllo. E hanno detto che non avevano che volava basso in quel momento."

Traduzione a cura del Centro Ufologico Ionico

mercoledì 13 ottobre 2010

Ci siamo: secondo un ex ufficiale del NORAD è domani, 13 ottobre 2010, il giorno del contatto terrestre con gli UFO .


Mi sorprendo sempre della straripante fantasia umana: un libro appena pubblicato da un ufficiale in pensione del NORAD, l'organismo che sorveglia i cieli del Nordamerica, prevede il 13 Ottobre 2010, domani, come data provvisoria per l'arrivo di una flotta di veicoli extraterrestri che si libreranno per ore sui cieli delle principali città della terra.

L'autore si sbilancia a tal punto di profetizzare che l'evento sarà il primo di una serie destinata non però - per fortuna, almeno - a colonizzare la terra, ma ad evitare una catastrofe planetaria derivanti da livelli crescenti di anidride carbonica che stanno avvicinando l'atmosfera terrestre a una "massa critica".

Il libro, appena pubblicato - 352 pagine in tutto - è stato scritto proprio dall'ex ufficiale dell'Aeronautica Militare, Stanley A. Fulham, il quale - immagino - da domani avrà qualche problemuccio a farsi vedere in giro.

Il libro, dal titolo Challenges of Changes - sfide del cambiamento - è già arrivato alla terza edizione. L'autore dice di attingere la sua esperienza militare con il fenomeno UFO, dalla sua attività con il NORAD e dalla sua frequentazione con un alto ufficiale dei servizi segreti del NORAD, che gli ha fornito una grande quantità di dati storici relativi all'esperienza del NORAD con l'UFO / realtà aliena che non è mai stata rivelata al pubblico.

Fulham scrive che è il fenomeno UFO è generalmente riconosciuto, in ambienti militari e tanto per aggiungere altre dosi di inverosimiglianza ha spiegato di essere in contatto con un gruppo di entità eterea conosciuta come Transcendors - che avrebbe scelto naturalmente lo stesso ex ufficiale come interlocutore privilegiato.

Per gli appassionati di queste amenità, c'è anche un sito, tutto da consultare, con video e curiosità varie.

Fonte

Check up del WWF al pianeta: "Tra vent'anni ce ne vorrà un altro"


Crescono le specie a rischio e l'impronta umana sul nostro pianete si fa sentire in modo sempre più pesante.

Bisogna cambiare rotta.

E' l'appello lanciato dal WWF, dopo i risultati del rapporto biennale Living Planet Report, realizzato in collaborazione con la Zoological Society di Londra e il Global Footprint Network. “La situazione sempre più grave in cui versano i sistemi naturali del pianeta a causa della nostra costante pressione dimostra chiaramente l’insostenibilità dei modelli economici sin qui perseguiti, basati su una crescita materiale e quantitativa continua – dichiara Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia –. Nella nuova economia eco-sostenibile, il pensiero economico deve comprendere l’attenzione per gli esseri umani e per i sistemi naturali del pianeta, tra di loro indissolubilmente legati”.

Considerando le aree necessarie a fornire le risorse che utilizziamo, la superficie occupata dalle infrastrutture e quella necessaria ad assorbire i rifiuti che produciamo, comprese le emissioni di CO2, basterebbe che ogni abitante del pianeta si “accontentasse” di 1,8 ettari globali per vivere entro i limiti della capacità del pianeta senza compromettere le generazioni future.

E invece la stragrande maggioranza dei Paesi, in particolare le nazioni più ricche, superano di gran lunga questa misura arrivando a picchi di oltre dieci ettari globali pro capite. I dieci Paesi con l’impronta ecologica pro-capite più “pesante” sono Emirati Arabi Uniti, Qatar, Danimarca, Belgio, Stati Uniti, Estonia, Canada, Australia, Kuwait e Irlanda.

In sostanza, ci vorrebbero ben sei pianeti se tutti vivessimo come un abitante medio degli Emirati Arabi, quattro pianeti e mezzo per Stati Uniti, Belgio e Danimarca, quattro pianeti per Canada e Australia.

Ma anche l’Italia non brilla per “leggerezza”: a ciascun italiano servono infatti ben cinque ettari globali per soddisfare il suo stile di vita, un valore equivalente alla capacità produttiva di 2,8 pianeti, che ci porta al 29° posto della classifica, subito dopo Germania, Svizzera e Francia, ma molto prima dei più virtuosi Regno Unito, Giappone e Cina. Complessivamente, i 31 Paesi dell’OCSE, che includono le economie più ricche del mondo, sono responsabili di circa il 40% dell’impronta globale.

L’unico tra i Paesi europei a rientrare nei limiti del pianeta è la Repubblica Moldava, mentre a chiudere la classifica con impronte da 'Cenerentola' sono Bangladesh, Afghanistan e Timor-Est.

Il Living Planet Report del WWF ha misurato lo stato di salute del pianeta attraverso i trend di quasi 8mila popolazioni di oltre 2.500 specie di vertebrati, che sono alla base dei servizi naturali da cui dipendiamo. Se l’Indice delle specie registra un certo miglioramento nella zona temperata (+ 29%) rispetto al 1970, per i migliori sforzi nella conservazione e nel controllo dell’inquinamento e perché deforestazione e cambiamenti di uso del suolo qui sono avvenuti soprattutto prima del 1950, ai tropici si registra un declino del 60% e fino al 70% per le specie di acqua dolce, il tasso più alto tra tutte le specie terrestri e marine considerate.

Ma nella complessa rete delle connessioni ecologiche la perdita di biodiversità è sintomo e sinonimo del cattivo stato di salute degli ecosistemi e implica un peggioramento dei servizi eco-sistemici che sono alla base della nostra vita e del nostro benessere: la fornitura di cibo, materie prime e medicine, la regolazione del clima, la depurazione di acqua e aria, la rigenerazione del suolo, l’impollinazione delle piante, la protezione da inondazioni e malattie““Le specie sono le fondamenta degli ecosistemi – ha dichiarato Jonathan Baillie, direttore del Programma di Conservazione della Zoological Society di Londra – Ecosistemi in salute costituiscono la base di tutto quello che abbiamo.

Se li perdiamo distruggeremo il sistema che supporta la nostra vita.” Nonostante questo, l’impronta ecologica dell’uomo, ovvero la domanda di risorse naturali necessarie per le nostre attività, è in costante aumento e va ben oltre la capacità del pianeta di rigenerare le proprie risorse.

Dal 1966 l’impronta ecologica globale è raddoppiata, l’impronta di carbonio è aumentata addirittura di 11 volte, rappresentando oggi oltre la metà dell’impronta ecologica globale, l’impronta idrica è in costante aumento e considerando l’acqua “virtuale” contenuta nei prodotti commercializzati internazionalmente, ha impatti e ricadute su fiumi e falde acquifere di tutto il mondo (un abitante del Regno Unito, per esempio, consuma 150 litri di acqua al giorno, ma il consumo nel Paese di prodotti esteri porta questo valore fino a 4.645 litri di risorse idriche mondiali al giorno)..

Per la prima volta il Living Planet Report 2010 ha incrociato i trend delle specie e dell’impronta ecologica con i redditi dei singoli Paesi, mostrando come i Paesi a più alto reddito hanno un’impronta ecologica pari a circa cinque volte di quella a basso reddito, che subiscono invece la maggiore perdita di biodiversità.

Eppure una maggiore impronta ecologica e un alto livello di consumi non corrispondono necessariamente a un più alto livello di sviluppo. Il Perù, per esempio, ha un’impronta ecologica pro-capite di 1,5 ettari globali, in linea quindi con la capacità del pianeta, e un Indice di sviluppo umano di 0,86 che rientra nei parametri di aspettativa di vita, reddito e livello di educazione ,stabiliti dall’ONU. L’Indice dello Sviluppo umano può quindi essere alto anche in Paesi con un’impronta ecologica moderata.

Considerando che nel 2050 la popolazione globale supererà con ogni probabilità i nove miliardi, rientrare nei limiti del pianeta e investire nel capitale naturale è una scelta quanto mai urgente.

Come fare?

Il WWF ha elaborato un decalogo per il futuro sostenibile e la green-economy in cui ognuno ha un suo ruolo, a partire dall’elaborazione di nuovi indicatori di sviluppo all’aumento delle aree protette e della capacità produttiva del pianeta, dagli accordi internazionali per la distribuzione equa delle risorse, fino alle scelte individuali nella dieta e nei consumi di energia.

“La sfida posta dal Living Planet report è chiara – conclude Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia – Dobbiamo trovare un modo per soddisfare le esigenze di una popolazione sempre più numerosa che incrementa i propri consumi.

Dobbiamo imparare a vivere nei limiti delle risorse dell’unico pianeta che abbiamo e per fare questo chi ha uno stile di vita consumista deve limitare consumi e sprechi".

Per fare una spesa 'a prova di CO2' il WWF ha elaborato due applicazioni interattive su www.improntawwf.it e su www.wwf.it/imprese i progetti del WWF con le imprese verso un futuro sostenibile.

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martedì 12 ottobre 2010

Pubblicazione del Disclosure Project Briefing Document


Nel 2001, un gruppo di ex militari, ex appartenenti ai servizi di intelligence e scienziati che hanno lavorato per la NASA si riunirono a Washington D.C., sotto la supervisione di Steven Greer.

Era il cosiddetto "Disclosure Group", che aveva un compito ambizioso: quello di incominciare ad informare, con dati e testimonianze di prima mano, l'opinione pubblica sulla realtà del fenomeno UFO e le ipotetiche intelligenze extraterrestri che c'erano dietro.

E poneva l'accento sulle tecnologia pulite e a costo zero che potevano fornire "i dischi volanti", essenziali per salvare il pianeta dalla catastrofe ambientale, apparentemente senza soluzione. Tutto fu condensato in un documento di 480 pagine in lingua inglese e che ora grazie a Danilo Iosz, blogger del sito discolosureprojectufo (link nei nostri siti amici) possiamo goderci in ligua Italiana, dopo alcuni anni di duro lavoro.

Ringraziamo Danilo per averci fornito tramite Email il materiale e questo bellissimo documento da far conoscere a tutti i nostri utenti. Fonte

Sotto l'annuncio nel suo blog ufficiale:

E' con grande piacere che vi annuncio la pubblicazione in italiano del famoso documento relativo al DISCLOSURE PROJECT, il programma statunitense ideato dal Dott. Steven Greer, volto alla divulgazione mondiale del problema UFO/ET.
Mi preme ringraziare anticipatamente coloro che hanno reso possibile questo mio lavoro: sto parlando della giornalista/ufologa italo americana Paola Leopizzi Harris e dell'amica, nonchè ricercatrice e giornalista, Lavinia Pallotta, attuale direttore editoriale della rivista mensile XTIMES, senza le quali oggi non sarei qui a scrivere su questo blog.
Oltre ai miei diretti collaboratori che ringrazio infinitamente e che elenco nella prefazione del documento qui pubblicato, voglio rendere sicuramente omaggio al coraggio, all'esperienza e alla dedizione di colui che ha ideato il DISCLOSURE PROJECT: mi riferisco al Dott. Steven Greer e a sua moglie Emily.
Ed è a loro che dedico questa mia pubblicazione.
Grazie e buona lettura.

DISCLOSURE PROJECT BRIEFING DOCUMENT

(traduzione italiana on line autorizzata dal dott. Steven M.D. Greer)

Clicca QUI per scaricare il file in PDF

VIDEO: UFO Sighting at Mt. Fuji, Japan, Caught on Video


UFO sighting location: Mt. Fuji, Japan

Date of sighting: September 2010

This interesting daytime UFO video was submitted to me today. It appears to be some kind of stealth, flying saucer hovering in the sky over Japan.

This footage was recorded in September 2010.

Notice that the clouds nearby are similar is size and shape to this craft. There is a chance that it was having difficulty cloaking and was visible for a few minutes.

In the video there does not appear to be any other witnesses except the camera person who scans the area to see if anyone else was in the area.

The fact that it is next to Mt. Fuji, an ancient volcano, seems to fit the pattern of UFOs being frequently seen around ancient volcanos, most recently the CNN video of the Ireland volcano as a dozen UFOs flew in V-formation near the volcano plume.

These craft are often seen during sunrise or sunset due to the changing light in the sky, causing the cloaked craft to appear for anywhere from 30 seconds to 5 minutes.

Source



Link

Questo video che vi propongo è stato registrato il 30 settembre 2010 nei pressi del Monte Fuji, uno dei più antichi e famosi vulcani giapponesi. Altri dettagli non sono stati resi pubblici, ma comunque è interessante come avvistamento per cui vale la pena di pubblicarlo. Questo oggetto non identificato si trova immobile nel cielo e presenta una forma ad anello, o forse, potrebbe anche trattarsi di una sorta di disco volante parzialmente mimetizzato con lo sfondo del cielo. Nel video viene inquadrata anche una persona che sembra intenta ad osservare l'oggetto in cielo.

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Domani webcast mondiale del Wwf per valutare lo stato di salute del pianeta


L'umanità risulterà anche quest'anno in debito con la natura. In debito di aria, cibo, acqua, verde. Ed a rilevare perché e di quanto sarà questo debito è il 'Living Planet Report 2010' che il Wwf diffonderà domani, con un webcast mondiale.

In collaborazione con la Zoological society di Londra e il Global footprint network, l'associazione ambientalista internazionale presenterà la sua ultima diagnosi sulla salute della Terra dalla sede del Festival del cinema naturalistico di Bristol, con una diretta mondiale, condotta dalla giornalista di Al Jazeera Veronica Pedrosa, sul sito internazionale www.panda.org.

Insomma il Wwf ha scelto la madre di tutte le reti per raccontare l'ultima radiografia che mette in mostra i mali del pianeta azzurro e per portare il suo messaggio a tutte le popolazioni. Ma non solo.

La presentazione del Rapporto 2010 sarà anche l'occasione per ricordare che questo è l'anno della Biodiversità. Studenti, ricercatori, giornalisti, scienziati, comuni cittadini in tutto il mondo, nei loro uffici, da casa o anche dai telefonini, potranno assistere alla presentazione più capillare mai organizzata dal Wwf per parlare del nostro pianeta. E tutti potranno anche inviare commenti e domande tramite Twitter, aggiungendo #lpr al proprio tweet.

Anche in Italia il Wwf ha promosso un incontro per diffondere il 'Living Planet Report 2010'. Il rapporto verrà presentato in mattinata a Roma, con un'anteprima nella sala delle Colonne dell'università Luiss Guido Carli, mentre il collegamento con Bristol inizierà alle 14,00 (ora locale).

All'anteprima alla Luiss parteciperanno Marco De Giorgi, segretario generale del ministero dell'Ambiente, Sebastiano Maffettone, direttore del Center for ethics and global politics Luiss Guido Carli, Riccardo Valentini, presidente della commissione Cambiamenti globali del Cnr, e Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia.

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Il mistero del numero 33 che ricorre in tutta la vicenda dei minatori cileni.


Ricorre misteriosamente il numero 33 in tutta la vicenda dei minatori intrappolati nel pozzo San Jose', nel deserto cileno di Atacama.

Sono 33 i minatori e sono stati 33 i giorni impiegati dalla trivella Schramm T-130 per scavare il tunnel verticale portera' tutti in salvo dalla mezzanotte di domani, del giorno 13/10/10 composto da cifre che sommate fanno di nuovo 33 in totale.

E sono ancora 33 i caratteri, compresi gli spazi, del messaggio che ha confermato che erano tutti vivi dopo il crollo della roccia di migliaia di tonnellate che ha chiuso la via d'uscita della miniera il 5 agosto scorso:

"Estamos bien en el refugio los 33" (Stiamo bene nel rifugio, i 33) aveva scritto il piu' anziano dei minatori, il 63enne Mario Gomez, sul bigliettino che il 22 agosto ha riacceso le speranze di tutti.

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