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sabato 16 maggio 2009

Lo strano caso di monsieur L.M. smemorato ma con falsi ricordi.


ROMA - "Il primo giorno d'estate del 1979 indossavo un paio di pantaloncini rossi e una maglietta bianca, mentre nel lontano 13 marzo del 1976 ricordo perfettamente di essere andato a pesca". A parlare non è una persona con la memoria da elefante, ma un uomo colpito da amnesia, anzi da quella che è stata battezzata per l'occasione 'iperamnesia confabulatoria': l'uomo, 68 anni e privo di lesioni cerebrali, ha perso la memoria ma è fermamente convinto di ricordare nel dettaglio ogni giorno della sua vita.

Lo strano caso è stato descritto da Gianfranco Dalla Barba, da 20 anni in Francia presso l'Inserm Pavillon Claude Bernard Hopital de la Salpetriere di Parigi e da due anni docente presso l'università di Trieste, nonché medaglia d'oro alla sciabola alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984 e poi bronzo a Seul.

Secondo quanto riferito sulla rivista Cortex da Gianfranco Dalla Barba, il suo paziente, L.M. ex magazziniere presso una compagnia aerea, sostiene di ricordarsi esattamente quello che ha fatto un qualunque giorno di 20 anni fa, atteggiamento del tutto inconsueto perché normalmente alla domanda 'cosa hai fatto il 13 marzo del 1986' tutti rispondiamo sempre 'non lo so'.

Il paziente non è assolutamente cosciente del proprio disturbo, ha spiegato Dalla Barba, e in più pretende di ricordare cose che né persone sane né persone con normali forme di amnesia confabulatoria come la sua dicono di ricordare. Si tratta di un caso unico, ha aggiunto lo scienziato, che però "porta ulteriore sostegno alla mia teoria che c'è indipendenza tra memoria e coscienza, dimostra che ricordare è uno stato di coscienza specifico, che io chiamo 'Coscienza Temporale' che può non aver niente a che fare con ciò che è accaduto in realtà".

Ad L.M., un passato di alcolista, è stata diagnosticata la sindrome di Korsakoff, una condizione caratterizzata da grave amnesia e confabulazione, ovvero produzione di falsi ricordi e completa inconsapevolezza della propria perdita di memoria, "il lato più affascinante dei pazienti che confabulano, perché sono 'oggettivamente' amneiici e 'soggettivamente' normali (per sè stessi)", ha spiegato Dalla Barba.

Ma L.M. in più, caso unico tra i confabulatori, ha una particolarità: confabula su eventi che di solito sia individui normali sia amnesici non ricordano assolutamente come cosa si è fatto in un giorno qualunque di parecchi anni fa. Poi L.M. è solito riferire sempre di essere appena tornato dalla pesca, il suo hobby preferito ma che non pratica più da anni.

"Una persona normale - ha spiegato Dalla Barba - così come i confabulatori 'normali' rispondono sempre 'non lo so' a questo tipo di domande" perché nessuno potrebbe avere una sì smisurata memoria da ricordarsi tutto il proprio passato nel dettaglio.

Il paziente è risultato normale agli esami fisici, neurologici e psichiatrici e alla risonanza magnetica mostrava solo una leggerissima atrofia corticale ma nessuna lesione. "La sua amnesia ha però avuto un effetto devastante rendendo impossibile una vita autonoma tanto da richiedere il ricovero in una casa di riposo medicalizzata", ha spiegato lo scienziato.

"Questo caso - conclude l'esperto - dimostra che ricordare è uno stato di coscienza specifico, di 'Coscienza Temporale' che può non aver niente a che fare con ciò che in realtà è accaduto o che dovrà realmente accadere". Mentre il 'normale' paziente amnesico resta sospeso in una dimensione atemporale, ha una perdita della coscienza temporale, L.M. ha coscienza temporale, ma coscienza di un passato, un presente ed un futuro irreali e per di più, a differenza dei normali confabulatori, li 'ricorda' nei minimi dettagli.

venerdì 15 maggio 2009

Il mistero di Kodinji: il villaggio dei gemelli.


IMMAGINATE di camminare per strada e vedere un bambino. Poi di girare l'angolo e vederne un altro, identico al primo. Può sembrare la scena di un film di David Linch e invece è una situazione che a Kodinji, villaggio della regione del Kerala, in India, si verifica abitualmente. Perché qui le donne, da circa cinquant'anni, partoriscono quasi sempre figli gemelli. In questa comunità di 2000 anime vivono ben 250 coppie di fratelli identici. Nel 2008, su 300 famiglie che hanno avuto un figlio, sono nate 15 coppie di gemelli, percentuale sei volte più alta rispetto alla media nazionale.

L'India è uno dei Paesi con il più basso tasso di parti gemellari al mondo. E questo piccolo paesino svetta in cima alla classifica con un primato che da anni fa discutere gli scienziati. Finora, solo uno di loro è riuscito a condurre uno studio completo, il dottor Krishnan Sribiju, dell'ospedale locale Tirurangadi Taluk, secondo il quale il numero di gemelli aumenterà in modo esponenziale anno dopo anno, come accaduto finora. Negli scorsi cinque anni sono nate circa 60 coppie. Oggi, quelle registrate sono 250. Alcune conseguenze hanno aspetti grotteschi. Le insegnanti, ad esempio, hanno grosse difficoltà a distinguere i bambini in classe. "Io, quando mi pettino, mi faccio la riga a destra e mio fratello a sinistra - spiega Abhi, 16 anni - mi hanno anche fatto un timbro sul collo".

Sribiju studia il fenomeno da nove anni. E parla al quotidiano britannico The Independent di un'ipotesi interessante: "La causa potrebbe risiedere nell'acqua o nella sabbia. Non crediamo dipenda dal cibo, poiché queste persone non mangiano niente di particolare. Ma nell'acqua che bevono ci sono metalli pesanti, a causa dell'inquinamento delle falde. Ci vorranno comunque anni, per venirne a capo".

L'esperto esclude che la causa sia l'alta percentuale di matrimoni fra consanguinei nella comunità musulmana: "Il fenomeno non è circoscritto a queste famiglie ma interessa tutta la comunità, e le coppie che si trasferiscono in questa zona cominciano a partorire figli gemelli dopo pochi anni di permanenza. E' un'area geografica molto piccola. E la causa sembra più esterna che genetica".

La maggior parte dei gemelli di Kodinji, spiega Sribiju, non sono identici, e questo significa che c'è qualcosa che fa produrre alle madri uova in più. I gemelli infatti possono essere di due tipi, dizigoti e monozigoti. Quelli dizigoti sono i più comuni (circa i 2/3 di tutti i parti gemellari) e derivano dalla fecondazione di due cellule uovo da parte di due spermatozoi. I monozigoti, detti anche monovulari, derivano da una singola cellula uovo fecondata da uno spermatozoo e poi scissa in due embrioni, quindi sono identici. Esiste anche una terza categoria, i gemelli bizigoti o "semi-identici", che nascono da una cellula uovo fecondata da due spermatozoi. La maggior parte dei parti gemellari di Kodinji sono dizigoti.

"Dev'esserci qualcosa che stimola le donne a produrre uova - conclude lo studioso - in Paesi occidentali come Inghilterra, Spagna o Francia l'utilizzo di farmaci che stimolano la fertilità ha portato a un incremento dei parti gemellari, ma queste tecniche non sono disponibili in questa parte dell'India e la causa non può essere quella".

"E' una teoria interessante, l'inquinamento potrebbe essere una causa - spiega la dottoressa Lucia Pasquini, responsabile del Centro di medicina fetale dell'azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze - ma è difficile dimostrarlo. I parti di gemelli dizigoti sono legati a moltissimi fattori, dall'età della madre al suo albero genealogico fino alle condizioni socio-economiche della famiglia. La percentuale di monozigoti invece è mediamente identica in tutto il mondo, indipendentemente dalle condizioni ambientali ed economiche".

Kodinji non è l'unico posto ad avere un altissimo tasso di parti gemellari. Anche il villaggio di Mohammad Pur Umri, vicino alla città indiana di Allahabad, si trova nella stessa situazione, così come il villaggio brasiliano di Candido Godoi. La percentuale più alta in assoluto la troviamo però in Africa, nella tribù nigeriana degli Yoruba: circa 45 nascite ogni 1000 sono gemellari. Il dottor Sribiju si è già messo in contatto con queste comunità, sperando che un confronto posssa aiutare a risolvere il mistero.

Un minorenne su dieci fa uso di psicofarmaci.


Roma – Psicofarmaci di ultima generazione, gli SSRI (come il Prozac e il Paxil che aumentano la serotonina, sostanza che da sollievo al nostro umore), le cui prescrizioni e la vendita si sono triplicate negli ultimi anni in Italia.

Anti-depressivi che circa 5 milioni di italiani usano regolarmente, tra cui il 7 per cento degli adolescenti e, si stima, anche un bambino su dieci.

Dati che si trasformano in incassi colossali per le aziende farmaceutiche ma che si stanno macchiando di un’aurea oscura per colpa di alcuni effetti collaterali che questi SSRI sembrano far emergere nel lungo periodo, soprattutto negli adolescenti.

Alcune settimane fa il Washington Post ha riportato i risultati di un nuovo studio federale svolto negli USA che vanno a confermare altri casi precedenti: gli psicofarmaci ai bambini sono inutili sul medio-lungo periodo.

La nuova ricerca ha indicato che un impiego a lungo di SSRI nei bambini in cura per la sindrome di iperattività (“Adhd”) può arrestare la crescita dei minori, aumentare le tendenze suicide e rivelarsi anche meno risolutore di problemi rispetto a una terapia basata sulla parola.

Ma i campanelli d’allarme erano già suonati ripetutamente rimanendo però imbrigliati nel potere di marketing delle case farmaceutiche e l’operato non incisivo della FDA americana (la Food and Drug Administration che deve controllare tra le altre cose anche i farmaci in commercio e i suoi effetti).

Nel 2006 la FDA impose alla casa farmaceutica Eli Lilly & Co. di rivedere l’etichetta del farmaco Strattera per includere l’avvertimento sui rischi di pensieri suicidi in bambini che lo assumevano. Nello stesso anno sempre la FDA ha approvato il rinnovamento dell’etichettamento per l’antidepressivo Effexor che ora indica che il farmaco può indurre a ideazioni omicide.

Nel 2006 una ricerca del British Journal Psychiatry della durata di quasi 12 settimane su bambini che usavano antidepressivi evidenziò che il 2/3 di questi soggetti venivano coinvolti in episodi auto lesivi o di tentato suicidio.

Tutti effetti che vengono alla luce a farmaco già in commercio perché le case farmaceutiche non hanno l’obbligo di pubblicare tutti i risultati legati ai test di un nuovo medicinale. “Si ha la sensazione che siano troppe le medicine innovative che arrivano sul mercato, ottimamente tollerate, ma che dopo alcuni anni o mesi si scoprono controindicazioni, e che subiscono restrizioni, fino alla sospensione”.

Le parole del dottor Silvio Garattini, direttore dell’Istituto ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, si allacciano all’accusa che le lobby farmaceutiche siano veloci ad immettere nuovi farmaci in commercio rendendo noti solo i risultati di tollerabilità nei soggetti che ne fanno uso, confermando la tendenza di medicine “me too”, cioè farmaci fotocopia di altri già in commercio che introducono solo piccole variazioni nelle sostanze che contengono investendo pochissimo in nuove ricerche e studi sulle stesse.

A tal ragione lo stesso Garattini conferma che “la ricerca viene fatta solo in pochi centri, si concentra su poche aree con grande mercato da cui si aspetta un forte ritorno”.

E in Italia? Proprio in questi giorni la Direzione Generale Sanità della Lombardia ha diramato a tutte le USL e agli ospedali della regione un documento predisposto dal Centro Regionale Di Farmacovigilanza sulle reazioni avverse collegate all’uso di antidepressivi, basandosi su segnalazioni spontanee di reazioni dannose tra gli anni 2001-2008.

I casi con reazioni avverse sarebbero una trentina, tra cui due decessi, e il documento invita le Usl a monitorare la prescrizione di questi farmaci, soprattutto gli SSRI, a soggetti in età pediatrica e adolescenziale.

A marzo di quest’anno il CNR di Pisa, che ha curato la parte italiana dello studio dell’ESPAD sull’uso di alcol, droga nelle scuole, ha reso noto che un minorenne italiano su 10 utilizza impropriamente psicofarmaci senza prescrizione medica.

Sempre in Italia, a marzo di quest’anno, è stato reso noto dal “Bollettino di farmacovigilanza AIFA” che due bimbi in terapia per ADHD, a cui veniva somministrato il farmaco Strattera che contiene atomoxetina, hanno manifestato tendenze suicide. Il fatto era accaduto nel 2008 ma l’Agenzia Italiana del Farmaco lo ha comunicato solo mesi dopo.

“E’ incomprensibile come l’AIFA non abbia emesso sollecitamente un comunicato su questi fatti così gravi. Lo Strattera è lo psicofarmaco più utilizzato in Italia per sedare i bambini troppo aggressivi o distratti”. La protesta di Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini”, delinea ancora una volta l’inspiegabile lentezza con cui vengono denunciati gli effetti collaterali di alcuni farmaci da parte delle agenzie nazionali predisposte al controllo.

Nell’Intervista a Poma si parla anche delle mancate risposte dell’AIFA sulla richiesta di revisione dei protocolli di prescrizione dei farmaci antidepressivi e del perché bisogna cercare di evitare di ricorrere ai farmaci negli adolescenti. Intanto il presidente Obama ha incaricato l’afro-americana Margareth Hambury di riformare l’FDA che dai tempi dell’amministrazione Bush è inciampata in una serie di scandali per sospette collusioni con l’industria farmaceutica.

Tutti si augurano che questo sia un segnale importante, che la filosofia del “farmaco facile e fai da te” possa venire abbattuta e che i miliardi di incasso delle case farmaceutiche non siano l’unico obiettivo di queste medicine alla portata di tutti, anche di ogni bambino del mondo.

Vincenzo Malara

mercoledì 15 aprile 2009

ATOMOXETINA SUL BANCO DEGLI IMPUTATI.

A seguito delle recenti allarmanti notizie dell’FDA USA circa la pericolosità dell’atomoxetina (Strattera®), il potente psicofarmaco utilizzato anche in Italia per sedare i bambini distratti ed agitati, l’On. Cristiana Muscardini ha presentato un’interrogazione urgente alla Commissione U.E. chiedendo un sollecito intervento per garantire la sicurezza dei piccoli pazienti.


Torino, 13/04/2009 (informazione.it - comunicati stampa) – In un’interrogazione urgente alla Commissione Europea - presentata pochi giorni fa - l’eurodeputato On. Cristiana Muscardini sollecita le istituzioni comunitarie a prendere posizione sull’atomoxetina (nome commerciale Strattera®), il potente psicofarmaco che – cosi ha denunciato recentemente la Food & Drug Administration USA – stimola idee suicidare nei minori e può causare complicanze al fegato potenzialmente mortali.

“In considerazione del fatto – afferma la Muscardini nel suo atto ispettivo – che questo psicofarmaco viene usato da centinaia di migliaia di bambini in Europa per intervenire sulla cosiddetta “sindrome Adhd”, ovvero bambini eccessivamente agitati e distratti, vorrei sapere se è vero che nessuna lettera/comunicato sono stati inviati dall’EMEA (l’Agenzia Europea del Farmaco, ndr) ai medici specialisti interessati sul territorio U.E. da programmi terapeutici per Adhd.

Nel frattempo sono giunte allarmanti notizie, riprese dagli organi di stampa, di piccoli pazienti indotti dal consumo di questo psicofarmaco a maturare ‘idee suicidarie’, gli ultimi due proprio in Italia, di 9 e 10 anni”. Muscardini chiede quindi “se la Commissione è al corrente degli eventuali pericoli per la salute dei nostri bambini riguardanti questo psicofarmaco, e se non ritiene di verificare quali misure sono state adottate dall’EMEA per informare tempestivamente di eventuali pericoli i medici che prescrivono tali sostanze”, e chiede alla Commissione di “sollecitare l’EMEA ad una revisione immediata delle schede tecniche e dei foglietti illustrativi, rendendo obbligatori anche in Europa i ‘black box’ con l’evidenza sulle confezioni dei potenziali gravi effetti collaterali, come peraltro è da tempo obbligatorio su tutto il territorio americano”.



All’europarlamentare fa eco Emilia Costa, Professore Emerito di Psichiatria all’Università “La Sapienza” di Roma e Primario di Psicofarmacologia: “Io sono stata recentemente interpellata proprio per un caso di tentato suicidio di un bambino causato dall’uso di questa classe di psicofarmaci, le evidenze ormai sono chiarissime, non capisco cosa si aspetta ad applicare misure stringenti nell’uso di questi psicofarmaci sui più piccoli.

I genitori devono essere compiutamente informati sui pericoli, ed alle autorità chiedo: perché il produttore dell’atomoxetina in America è obbligato a segnalare questi gravi effetti collaterali in un apposito riquadro in evidenza sulle confezioni, e in Italia ed in altri paesi Europei – per lo stesso identico prodotto - invece non è obbligato a farlo? I nostri sono bambini di serie B?”.

Anche il Dott. Claudio Ajmone (Osservatorio Italiano sulla Salute Mentale) interviene sul caso: “Questi psicofarmaci sono pericolosi, lo diciamo da anni, e non capisco perché non vengono rimossi dal mercato. L’EMEA ha dato l’autorizzazione al commercio, l’EMEA la revochi immediatamente, oppure qualcuno dovrà prendersi responsabilità per il loro uso e per i danni che fanno”.

Luca Poma, giornalista e portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo comitato per la farmacovigilanza pediatrica in Italia (www.giulemanidaibambini.org) ha chiesto anche all’Agenzia Italiana del Farmaco di intervenire, in caso di ritardo dell’EMEA, affinché il dossier su questo psicofarmaco venga riesaminato urgentemente in sede comunitaria: “Il Codice farmaceutico Europeo da questa facoltà alle agenzie nazionali anche in caso di autorizzazioni al commercio comunitarie, l’AIFA non ha scuse”, ha commentato Poma.

Riferimenti

Luca Poma
Comitato GiùleManidaiBambini ONLUS
c.p. 589
10121 Torino Italia

portavoce©giulemanidaibambini.org
337415305

venerdì 30 gennaio 2009

La strategia occulta delle lobbies del farmaco.




Ogni tanto un farmaco usato da milioni di persone viene ritirato dal mercato perché provoca gravi danni all’organismo. Ogni tanto un farmaco viene ritirato perché provoca la morte stessa dei consumatori (il caso del principio attivo Rofecoxib, nome commerciale Vioxx, della Merck è esemplare: le stime parlano dalle 80 alle 140 mila complicanze cardiache che hanno provocato una vera e propria ecatombe).
Delle migliaia di prodotti chimici di sintesi che le lobbies del farmaco producono e vendono: quanti sono sicuri e quanti invece pericolosi per la salute pubblica?

Nessuno lo può sapere se non quando si manifestano pubblicamente i danni o le morti, e questo perché le ditte che producono i farmaci, per farli entrare quanto prima nel mercato, ‘modificano’ gli studi di sicurezza e grazie alla sudditanza, per non dire collusione, delle istituzioni che dovrebbero salvaguardare la salute pubblica (FDA, AIFA, EMEA, ecc.) ce li mettono gentilmente a disposizione nelle farmacie e da qualche settimana anche nei banconi dei supermercati.

L’Aulin per esempio è stato ritirato dal mercato irlandese dall’Agenzia del Farmaco di quel paese perché ha provocato insufficienze epatiche così gravi da dover trapiantare il fegato in diversi pazienti.

L’Irlanda non è il primo paese ad avere tolto il principio chimico Nimesulide (presente nei farmaci: Aulin, Algimesil, Antalgo, Areuma, Dimesul, Domes, Efridol, Eudolene, Fansulide, Flolid, Isodol, Ledolid, Ledoren, Nerelid, Nide, Nimenol, Nims, Noxalide, Resulin, Solving, Sulidamor, Fansidol, Sulide, Idealid, Delfos, Domes, Noalgos, Algolider, Aulin, Fansidol, Mesulid, Nimesil, Remov, Migraless, Edemax, Mesulid Fast, Nimedex e in molti farmaci generici) perché pericoloso per la salute: Finlandia, Spagna già dal 2002 lo hanno fatto, assieme ad altri stati.

E in Italia?

In Italia invece, gli esperti dell’AIFA, l’Agenzia italiana (indipendente?) per il farmaco non se la sentono di danneggiare economicamente il "povero" gruppo Roche.

La Roche, corporation svizzera di Basilea, era uno dei socio elvetici della I.G. Farben, la società tedesca (finanziata dal Standard Oil del gruppo Rockefeller e smembrata dopo la Seconda Guerra mondiale in Bayer, Basf e Hoechst) che ha permesso al dittatore Adolf Hitler di diventare quello che è diventato e di compiere i crimini che ha fatto (produceva tra le altre cose oltre alla benzina sintetica anche il Zyclon-B, uno dei gas per lo sterminio).

La Roche assieme a Bayer, Pfizer, Glaxo e altre 30 aziende sono state denunciate dal Procuratore Capo di Istambul per aver gonfiato i prezzi dei medicinali acquistati dalle istituzioni governative.

Secondo tale denuncia le ditte in questione "hanno partecipato ad una organizzazione illegale con lo scopo di compiere atti criminali, abusi di autorità, falsificazione di documenti ufficiali, affermazioni false in documenti ufficiali".

Quindi non stiamo parlando proprio di stinchi di santo, anche se fin qui non c’è granché di strano: le strategia del business fa questo e molto altro.

La cosa veramente scandalosa è che ci sono in commercio migliaia di farmaci pericolosi per la salute pubblica e questo con il beneplacito delle case di produzione e delle agenzie per il controllo.

L’antidiabetico Avandia (Avandamet, Avaglim) della britannica GlaxoSmithKline (Gsk), a base di Rosiglitazone, aumenta del 43% il rischio di attacchi cardiovascolari e del 64% la mortalità associata a questi eventi! La denuncia arriva direttamente dal New England Journal of Medicine, cioè dalla più prestigiosa rivista medica britannica.[1]

Questo farmaco che la Food and Drug Administration statunitense (organizzazione governativa nella mani delle lobbies del farmaco) ha autorizzato fin dal 1999 è usato da oltre 60 milioni di persone nel mondo. Un mercato enorme che raggiunge la cifra di 2,2 miliardi di dollari ogni anno e solo negli Stati Uniti!

Si è venuto a sapere che i farmaci di "sostituzione ormonale" che promettevano alle ‘donne in carriera’ di restare giovani e belle, di ritardare la menopausa e sconfiggere l’osteoporosi, possono provocare il cancro, embolia polmonare e infarto! [2]

Nello studio della Women’s Health Iniziative pubblicato nel 2002 l’incidenza del cancro dell’ovaio, della mammella e dell’endometrio era del 63% più alta nelle donne trattate rispetto a quelle mai sottoposte a terapia ormonale sostitutiva. [3]

Per quanti anni gli esperti in camice bianco hanno somministrato ormoni di sintesi a iosa per qualsiasi problema: dalla dismenorrea (ciclo mestruale doloroso), ai brufoli in faccia?

Quante di queste centinaia di migliaia (per non dire milioni) di donne, grazie all’esubero di ormoni in circolo, hanno poi sviluppato una qualche forma tumorale al seno o alle ovaie? O magari un infarto? Nessuno lo può dire con certezza, ma resta il fatto che l’incidenza nelle donne è allarmante: in Italia ogni anno oltre 117.000 donne si ammalano di tumore![4]

Gli uomini non sono da meno: oltre 135.000 nuovi casi all’anno.[5]

Cambiando discorso, pochi giorni fa lo Stato della Nigeria ha accusato la multinazionale statunitense Pfizer, numero uno al mondo per fatturato. L’accusa è pesantissima, la Pfizer"avrebbe utilizzato 200 bambini come cavie umane per la sperimentazione di nuovi farmaci", mai provati sugli esseri umani! La causa presenta ben 29 capi di accusa riconducibili ad oltre 2,7 miliardi di dollari di risarcimento, anche se in questo caso i soldi non potranno ridare la vita ai 18 bambini morti nella criminale sperimentazione e recuperare le malformazioni, le cecità, i danni cerebrali e le paralisi che hanno coinvolto gli altri 182 poveri sfortunati.

E questo è solo quello che veniamo a sapere, perché uno Stato ha fatto denuncia! Quanti esperimenti hanno eseguito le Sorelle del farmaco sulle popolazioni inermi e bisognose del Terzo e Quarto Mondo? Quante malattie sono state create di sana pianta grazie a campagne di PR (Pubbliche Relazioni) per poi ‘curarle’ con l’appropriato rimedio? Purtroppo per noi la Pfizer ha ben 249 progetti in sviluppo su aree quali obesità, diabete, artrite reumatoide, schizofrenia, oncologia, malattie epatiche, Aids e Alzheimer. Tutti settori, guarda caso, molto redditizi!

Cosa apprendere da tutto questo?

Siamo nella mani di medici incompetenti (non tutti per fortuna) che non si aggiornano a dovere e considerano l’essere umano come una macchina (visione meccanicistica cartesiana) e non nella sua interezza e globalità (corpo-anima-spirito).

Questi dottori, molti dei quali non conoscono neppure la lingua inglese (la maggior parte delle riviste è in lingua), non sono liberi di agire in Scienza e Coscienza e secondo il Giuramento di Ippocrate, ma dipendono dalle lobbies del farmaco. Quei pochi Medici che invece hanno il coraggio di uscire dal coro, adottando, per il bene dei pazienti, strade terapeutiche ‘diverse’ da quelle ortodosse viene discreditato mediaticamente, indagato dall’Ordine professionale e pure dalla magistratura (vedi caso del Dottor Paolo Rossaro di Padova). Bloccando le mani ai medici, impediscono a noi la possibilità di poter scegliere una strada terapeutica piuttosto che un’altra.

Vogliamo ancora parlare di libertà di scelta terapeutica? Oggi in Italia non c’è questa libertà.

Ammalare le persone e mantenere ammalate, abituarle culturalmente alla pillola pronta per l’uso, educarle che per un qualsiasi problema c’è un rimedio chimico a disposizione, è certamente una strategia economica che apporta enormi ricchezze nelle casse delle banche della City di Londra e/o Wall Street (i veri Burattinai). Dall'altra parte però c'è il controllo: una persona perennemente ammalata NON può essere libera, e infatti lo scopo finale è quello di bloccare le coscienze!

Sta a noi dire di no a questo Sistema, e per fare ciò, è necessario una consapevolezza che parte dalla conoscenza (vera informazione) per poi diventare coscienza.

Il secondo passaggio è quello di prendere in mano la nostra vita, in tutto e per tutto, senza delegare la salute a chicchessia. L’informazione corretta prima di tutto! Una informazione corretta può salvarci la vita, mentre un’informazione deviata o incompleta può metterla a rischio.

Quante persone per esempio in libertà e coscienza farebbero la chemioterapia se venissero a sapere che la sopravvivenza a 5 anni dal trattamento chimico devastante è poco più del 2%?

Non lo dico io, ma uno studio medico multicentrico (Usa e Australia), pubblicato sulla rivista prestigiosa del settore "A Clinical Oncology" e rintracciabile nel sito governativo www.pubmed.gov . Un ricerca enorme che ha coinvolto 225.000 persone seguite per 14 anni sui 22 casi più diffusi di tumori.

Questa è l’informazione a cui mi riferivo.

http://www.disinformazione.it

mercoledì 28 gennaio 2009

Ricerca: in Pediatria: Studio, Medicinali Anti-Adhd a Rischio Allucinazioni.


Roma, 26 gen. (Adnkronos Salute) - Avviso a pazienti, genitori e medici: i bambini in cura con farmaci contro la sindrome dell'iperattività e del deficit di attenzione (Adhd) potrebbero avere un rischio di allucinazioni e di sintomi psicotici superiore ai bimbi che non assumono questi farmaci. In particolare, alcuni piccoli subiscono la sgradita sensazione di essere 'attaccati' da insetti, vermi o serpenti. Sono le conclusioni di uno studio scientifico che appare sul numero di febbraio di 'Pediatrics', curato dagli esperti del Center for Drug Evaluation and Research della Food and Drug Administration (Fda, l'ente americano di controllo sui medicinali) e del Department of Health and Human Services di Rockville (Maryland, Usa).

L'obiettivo della ricerca - si legge sul sito della rivista - era di approfondire le conoscenze sulla capacità dei farmaci psicostimolanti di indurre effetti collaterali nella sfera psichiatrica e determinare la frequenza di queste reazioni. Per questo, sono stati analizzati i dati raccolti con i trial clinici e per la sorveglianza post-marketing di questi prodotti, approvati o attualmente in sviluppo, per il trattamento dell'Adhd. Fra i farmaci più usati contro la sindrome dell'iperattività, Ritalin* e Focalin XR* di Novartis, Adderall XR* di Shire, Concerta* di Johnson & Johnson's e Strattera* di Eli Lilly.

Per raggiungere l'obiettivo dello studio, la Fda ha richiesto alle aziende produttrici dei medicinali già in commercio o in corso di sperimentazione di esaminare i database elettronici in loro possesso e di segnalare eventuali casi di allucinazioni o di episodi maniacali. Le aziende hanno fornito inoltre descrizioni dei trial clinici, del numero di pazienti coinvolti e della durata dell'esposizione al trattamento, per permettere di calcolare l'incidenza di tali eventi. Parallelamente, il Center for Drug Evaluation and Research della Fda ha proceduto effettuando ricerche specifiche sui casi di psicosi fra bambini e adulti in cura con farmaci anti-Adhd.

Infine, le società farmaceutiche sono state invitate a eseguire controlli anche sui dati relativi al post-marketing dei loro prodotti, cioé al periodo che segue la commercializzazione. In tutto, sono stati analizzati 49 trial randomizzati nei programmi di sviluppo pediatrico di questi prodotti. E' stato evidenziato un totale di 11 eventi avversi di tipo psicotico nei gruppi trattati con farmaci contro l'iperattività, mentre nei gruppi placebo non è stato osservato alcun fenomeno del genere. "Il numero di casi è apparso scarso - sottolineano gli autori - ma ciò che salta all'occhio è la completa assenza di questi effetti in chi non ha ricevuto questi medicinali".

Da notare che, la scorsa settimana, l'Agenzia europea dei farmaci ha reso noti i risultati di uno studio in cui, dopo aver rianalizzato la sicurezza dei farmaci a base di metilfenidato, concludeva che nei bambini dai sei anni in su, i benefici del loro uso superano i rischi.

giovedì 22 gennaio 2009

LIMITI DELLA MEDICINA UFFICIALE. L'ESPERIMENTO DI LORY.


di Sergio Stagnaro , Paolo Manzelli

"Chi non ha senso del domani non avrà senno nell'oggi:
l'oggi è inesorabilmente sempre venturo; non così le cose sperperate."
(Alfredo Obertello: L'oro ch'è cibo).



All'inizio del terzo millennio, la Medicina Ufficiale, Accademica, Tradizionale dell'Occidente, inorgoglita da progressi pragmatici apparentemente epocali, con desolante imbarazzo riesce appena a sottrarsi alla presa di coscienza dell'esistenza di fatti ampiamente descritti in letteratura, con i quali dovrà quanto prima confrontarsi nell'assoluta incapacità di risolverli disponendo di un armamentario ermeneutico carente dal punto di vista fisiologico e fisiopatologico.

Innanzitutto è opportuno sottolineare che le ragioni principali di questa situazione di debolezza dei fondamenti, giunta ormai ad un punto critico, risiede nella totale chiusura della Medicina occidentale ad altre discipline, come la fisica quantistica, ad altre culture, come quella orientale, e soprattutto al coprire di silenzio i progressi della Semeiotica Biofisica, anche se nata nel seno della Semeiotica Fisica tradizionale, anzicchè affrontarli criticamente.

Aulo Gello (II sec. d.C.) afferma in Noctes Atticae "Veritas Filia Temporis!" (V. i 6 recenti lavori sulla Realtà non locale e la Semeiotica Biofisica quantistica nel Pungolo e in ).

Incominciamo con l'esaminare alcuni fatti esemplari che la Medicina occidentale non può fingere a lungo di ignorare perché, non sapendo fornire alcuna spiegazione, rivelerebbe i suoi mostruosi limiti teorici e metodologici.
"Il riduzionismo meccanico basato sulle interazioni biunivoche tra Energia e Materia, ci impedisce di capire la attività di informazione simultanea a distanza. Infatti, facendo seguito alle sperimentazioni di teletrasporto sappiamo anche sperimentalmente che due particelle quantiche possono rimanere in un campo di informazione condiviso.

Cio avviene in seguito di una operazione di costrizione di entrambe le particelle in una dimensione insufficiente dello spazio tempo ed al successivo collasso dello loro energia in energia di pura informazione. In seguito a tale operazione quantistica detta di "Entanglement/dis-Entanglement" le due particelle pur distanziate, permangono simultameamente informate l'una dell'altra entro una dimensione temporale bidimensionale (T1-T2).

Ciò significa che essendo modificato il cronotopo da (3D.S + 1D.T) in (2D.S + 2D.T), conseguentemente anche le relazioni causali tra gli eventi a cui partecipano le particelle quantiche, vengono a modificarsi, passando da una successione lineare relativa ad un tempo lineare (T0) a un'altra di RETRO-CAUSALITA' nella quale il tempo T2 puo essere considerato come uno specchio del tempo (T1), cosi da permettere, mediante un "eco-retroattivo", l'intescambio simultaneo di pura informazione tra le particelle nuovamente separate"(Paolo Manzelli).

A)-La pressione digitale non occludente l'arteria radiale, applicata – per esempio – sopra il terzo inferiore del vaso arterioso, è "simultanea"all'attivazione microcircolatoria di tipo I, associato, NON soltanto nel microcircolo del polpastrello digitale delle dita della mano omolaterale (riduttivamente ed erroneamente spiegabile dalla Medicina Ufficiale), ma anche dell'unità microvascolotessutale dei polpastrelli delle dita del piede dello stesso lato.

Notoriamente, secondo le attuali conoscenze di fisiologia non esistono riflessi tra i primi e i secondi macro- e micro-vasi.

B)-La stimolazione della cute soprastante il ginocchio destro, mediante massaggio manuale o applicazione di NIR-LED, è simultanea all'attivazione microcircolatoria di tipo I, associato, in tutte la altre grandi articolazioni e nei surreni.

C)-Il ripetuto massaggio della cute soprastante il processo stiloideo del radio di destra è "simultanea"all'attivazione microcircolatoria di tipo I, associato (oggi volgarmente definiti con il termine di iperemia attiva), nella sola tonsilla omolaterale. L'identica stimolazione applicata a livello del processo stiloideo di sinistra è "simultanea"agli stessi fenomeni microcicrcolatori nella tonsilla sinistra.

D)-Il drenaggio manuale della mammella destra è seguito dall'attivazione microcircolatoria di tipo I, associato, per i noti motivi di intervento sui rapporti "fre-water/bound water"interstiziali che partecipano alla regolazione della vasomozione locale. "Simultaneamente"anche nella mammella sinistra si osserva attivazione microcicrcolatoria di tipo I, associato. Non esistono riflessi nervosi che correlano i due seni.

E)-"Simultaneamente" alla stimolazione digitale e separata del terzo superiore, medio ed inferiore dell'arteria radiale destra appare l'attivazione microcircolatoria di tipo I associato rispettivamente del fegato, rene e la dilatazione ciecale. Invece, all'identica stimolazione dei tre segmenti dell'arteria radiale di sinistra è simultanea l'attivazione microcircolatoria di tipo I, associato, della milza, del rene sinistro e la dilatazione del sigma.

F)-Esperimento di Lory: se si applica la pressione digitale sopra una parotide, o una ghiandola salivare sottolinguale, di una sorella gemella "monovulare"(l'esperimento è stato eseguito la prima volta su due gemelle, ma ovviamente è valido indipendentemente dal sesso!) simultaneamente si osserva l'attivazione microcircolatoria tipo I, associato, del pancreas dell'altra sorella gemella, indipendentemente dalla distanza che le separa (V. gli articoli citati: Stagnaro S. e Manzelli P.).

Uno dei miei esperimenti è stato condotto con successo su due gemelle, di cui l'una era a Pavia e l'altra a Riva Trigoso! La "simultaneità"appartiene alla realtà non locale, che presenta una matrice spazio/tempo a 4 D: 2 D S e 2 DT, come insegna Paolo Manzelli.

G)-Se una delle due sorelle gemelle si massaggia una mano, causando l'attivazione fisiologica della microcircolazione in TUTTI i suoi polpastrelli digitali delle mani e dei piedi, simultaneamente si osserva identica attivazione microcircolatoria nelle unità microvascolotessutali digitali dell'altra sorella. Come ho riferito sopra, indifferente si rivela la distanza che separa le due esaminande.

Appare oltremodo interessante l'analogia dell'esperimento "macroscopico-biologico"di Lory con quello "microscopico-subatomico"di Aspect.

Questi pochi esempi riferiti, sono paradigmatici anche della inefficacia del "METODO"scientifico, sul cui "dogma"è fondata la Medicina Ufficiale, inorgoglita ingiustificatamente da risultati "epocali”, facilmente da me criticati senza che alcuna contraddizione sia stata mossa da alcuno (V. in Scienza nel Pungolo). I Maestri del Pensiero Medico, comprensibilmente impegnati a difendere i loro desolanti privilegi, e le transeunti Autorità Sanitarie e Politiche, effimere come la mimosa, dovrebbero finalmente prendere nella dovuta considerazione le critiche sollevate mediante problemi non passibili di risoluzione da una Medicina Ufficiale pragmatica, dai passi da gigante dai piedi però d'argilla (ibidem).

A questo proposito, sottolineo l'inesistenza di collegamenti nervosi tra le strutture sopra citate, che potrebbero giustificare tutt'al più la trasmissione di informazione a partire dai tessuti stimolati. I casi sopra descritti, invece, non sono spiegati con la "trasmissione"di informazione. Il termine "simultaneità”, concetto ignorato dalla attuale conoscenza scientifica della Medicina tradizionale, tanto orgogliosa quanto inadeguata, si riferisce ad una concezione della matrice spazio/tempo estranea ai Medici di questa Era dei Lumi Spenti (V. l'articolo nel sito, in Scienza)

All'inizio del terzo Millennio, prendendo l'esempio dalla Geometria e dalla Matematica, la Medicina occidentale dovrebbe onestamente sentire il dovere di prendere atto dei raggiunti suoi limiti ermeneutici e noetici ed in modo umile aprirsi criticamente sia ad altre millenarie culture sia alla innovative scoperte che giungono dall'interno di se stessa, sebbene da fonti non accademiche, fornendo sviluppi scientifici accettati ormai da lungimiranti Editori stranieri di peer-reviews.


Dott. Sergio STAGNARO
Fondatore della Semeiotica Biofisica
Riva Trigoso (Genova)

Paolo MANZELLI
Coordinatore del Laboratorio di Ricerca Educativa
c/o Dipartimento di Chimica –Università di Firenze

venerdì 19 dicembre 2008

NOBEL???????


Sospetti di corruzione e l'ingombrante presenza delle lobby farmaceutiche: la magistratura apre un'inchiesta.

Cosa succede se anche una delle più nobili istituzioni viene colpita dal sospetto di corruzione?

Se le indagini avviate dal procuratore di Stoccolma Nils Erik Schulz dovessero giungere a una conclusione nefasta, il primo effetto sarebbe il rivoltamento nella tomba di Alfred Bernhard Nobel, il chimico svedese inventore della dinamite che istituì il Premio a lui intitolato, il secondo lo screditamento della più prestigiosa premiazione in ambito scientifico.

Il Nobel e le lobby farmaceutiche. Gli agenti svedesi della squadra anti-corruzione stanno lavorando sulla possibilità che il gigante farmaceutico Astra Zeneca possa aver influenzato la decisione della commissione del Karolinska Institute nell'assegnazione del Premio Nobel per la Medicina al tedesco Harald zur Hausen, meritevole di aver contribuito alla ricerca sull'Hpv, lo human papilloma virus, che può causare il cancro del collo uterino e, guarda caso, la Astra Zeneca è detentrice del brevetto per i vaccini contro il virus: il profitto che deriverebbe dalla vendita di due farmaci, il Gardasil e GlaxoSmithKline Cervarix, raggiunge milioni e milioni di euro.

Secondo l'impianto accusatorio, Bernard Fredholm, presidente della commissione che nomina i candidati al Nobel è stato, nel 2006, sul libro paga del colosso farmaceutico come consulente; Bo Angelin, membro della commissione dei 50 che elegge il vincitore, ha ugualmente servito per la Multinazionale anglo-svedese.

Le indagini del procuratore sono state stimolate dalla stampa europea che poneva la questione di un conflitto di interessi dal momento che la Astra Zeneca sponsorizza due società legate al Premio Nobel, la Nobel Media e la Nobel Web. Contratti da centinaia di migliaia di dollari che possono implicitamente influenzare le scelte della commissione.

Il Viaggio in Cina. Un altro filone dell'inchiesta riguarda il Viaggio e la permanenza in Cina, interamente a carico del ministero dell'Istruzione, di alcuni membri della commissione. Il governo cinese avrebbe chiesto informazioni sui criteri della nomina dei candidati e sull'attribuzione del Premio.

È dal 1957 che uno scienziato cinese non si aggiudica il prestigioso Premio che Pechino, nella sua lotta di conquista, anche nel campo scientifico, vorrebbe vedere assegnato a uno dei suoi. I vertici della Royal Swedish Accademy of Sciences, sono seriamente preoccupati per la ricaduta che l'inchiesta potrebbe avere sulla integrità e il prestigio del riconoscimento accademico che ogni anno viene attribuito ai migliori ricercatori nel campo della fisica, chimica, medicina, economia, letteratura e a chi si sia particolarmente distinto nel garantire la pace nel mondo.

Il Segretario permanente dell'Accademia Reale, Gunnar Oquist ha riconosciuto che il viaggio in Cina dei membri della commissione, i cui nomi non sono stati resi noti, sia stato "assolutamente inopportuno".

Il Giornale OnlinePolemiche e veleni. Non è la prima volta che il Premio Nobel viene attraversato da polemiche o scandali. Una delle più gravi colpe che viene attribuita all'Istituto è quella di non aver mai premiato, nonostante le cinque nomination, il grande leader indiano Mahatma Gandhi.

Nel 1995, il quotidiano russo Izvestia, gettò delle ombre sul premio per la Medicina a Rita Levi Montalcini sostenendo che Francesco Della Valle, direttore generale della Fidia avesse "sponsorizzato" l'assegnazione del Nobel alla Montalcini, perché ciò avrebbe comportato grossi profitti derivanti dalla vendita del Gronassial.

Nell'affaire avrebbe avuto un ruolo rilevante anche Duilio Poggiolini, all'epoca direttore generale del servizio farmaceutico nazionale e membro della Loggia P2.

venerdì 14 novembre 2008

VACCINI. Buoni o ..... Cattivi???


Farmaci straordinari, i vaccini. Chissà quanti milioni di vite hanno salvato.

Proprio in quanto strumenti straordinari vanno maneggiati con cura, sia nella fase della produzione che nella fase della somministrazione. Comportamenti irresponsabili possono causare epidemie di sfiducia.

L'inchiesta di Rainews24 racconta le vicende di tre militari ammalatisi in seguito alla somministrazione di vaccini.


Nel sangue di David Gomiero è stata trovata una concentrazione altissima di alluminio.
Nel liquido seminale di Francesco Finessi è stato trovato un picco di alluminio.
Nei vaccini che David e Francesco avevano assunto è stato trovato alluminio.

Può essere questo il filo che lega tutte queste storie?

Ben due commissioni parlamentari hanno indagato sui ragazzi delle forze armate che sono partiti per missioni all'estero e sono tornati affetti da malattie oscure, fulminanti. Ma i casi presi in esame in questa inchiesta riguardano militari che non hanno lasciato il suolo italiano.

Stiamo parlando di vaccini tuttora in commercio, vaccini che vengono tuttora somministrati nelle strutture sanitarie pubbliche e private.

La Berna Biotech (sito web) l'azienda produttrice del Vivotif non rilascia interviste. In un comunicato spiega che tra il 1991 e il 2006 43 milioni di persone in tutto il mondo sono state vaccinate con il Vivotif, "con una percentuale molto bassa di reazioni avverse denunciate".

Berna Biotech non smentisce la presenza di metalli nel vaccino: "I metalli pesanti contenuti nel Vivotif non superano i limiti massimi definiti".

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