giovedì 19 febbraio 2009

Addio, "numero privato" mai più chiamate nascoste.


Chi non ha mai amato ricevere sul proprio cellulare le classiche telefonate anonime, in cui il numero del chiamante è oscurato, potrà adesso contare su un alleato che promette di smascherarle tutte. Si chiama Trapcall (o "chiamata in trappola"), il nuovo servizio lanciato in questi giorni dalla TelTech Systems, un'azienda del New Jersey. Servizio "unico al mondo", secondo quanto dichiarato dai suoi creatori, ma, per adesso, ad uso e consumo esclusivo degli americani.

Altre opzioni offerte sono la possibilità di creare una lista nera di numeri dai quali non si vuole più essere raggiunti, e di ottenere nome, cognome e persino l'indirizzo del chiamante. La stessa azienda aveva già fatto discutere nel 2005, quando aveva presentato un altro controverso servizio in abbonamento e ancora sul mercato: la "Spoof Card" che, nell'effettuare una chiamata, permette di camuffare il proprio numero, inviandone dunque al ricevente uno totalmente falso.

Partiamo dalla trovata più recente: la TrapCall. Il funzionamento è estremamente semplice: quando si riceve una telefonata anonima sul proprio cellulare, basterà premere il bottone attraverso il quale normalmente si sceglie di rifiutarla. Mentre chi vi chiama continuerà a sentire la linea libera, la telefonata sarà inoltrata ad una apposita centrale predisposta dalla TelTech Systems, che provvederà a smascherare quel numero, e a reinoltrarlo sul vostro cellulare. L'intera operazione dura pochi secondi.

Dietro a questo meccanismo c'è un espediente in realtà abbastanza banale, relativo alla gestione delle telefonate anonime da parte dei numeri verdi. In America, infatti, quando si effettua questo genere di chiamata, tutti i numeri vengono automaticamente resi visibili (fondamentalmente perché è il ricevente a pagare per quella chiamata e deve sapere da dove proviene). Trapcall non fa altro che indirizzare la telefonata diretta al vostro cellulare ad un numero verde interno, che può dunque effettuare l'operazione di "rivelazione". Per far funzionare il tutto, bisogna registrarsi tramite il sito: a quel punto si riceverà un codice, col quale reimpostare il proprio cellulare.

Attualmente il servizio è disponibile su buona parte degli operatori telefonici americani, e su ogni genere di dispositivo portatile. Abbonandosi è anche possibile ricevere i dati anagrafici del chiamante (nome, cognome e la residenza). Dati, dicono dalla TelTech, che sono stati reperiti attraverso dei comuni database commerciali. Il servizio di abbonamento basic, definito "trappola per mosche", è gratuito, e richiede solo la registrazione on-line: offre il riconoscimento delle chiamate anonime, e la possibilità di creare una blacklist di numeri dai quali non si vuole essere raggiunti (il chiamante riceverà una comunicazione generica di telefono non raggiungibile).

Con circa 10 dollari al mese, invece, si aderisce al piano "trappola per topi": in questo caso si ha anche la possibilità di conoscere il nome e il cognome del chiamante. L'opzione tariffaria più dispendiosa è quella da 25 dollari al mese e si chiama "trappola per orsi": oltre ai servizi precedenti, dà la possibilità di registrare le telefonate in entrata e di ricevere tutte le coordinate anagrafiche, inclusa la residenza, di chi vi sta chiamando.

C'è un unico caso in cui questo sistema di smascheramento del numero non funziona: è proprio quando si utilizza la carta telefonica "SpoofCard", lanciata sul mercato nel 2005, guardacaso dalla stessa azienda, e acquistata già da centinaia di migliaia di utenti. Con questo servizio è possibile inventarsi di sana pianta il proprio numero prima di effettuare una chiamata. Ma non sono mancate le polemiche, visto che in America ha generato la cosiddetta moda dello "swatting". Si chiama la polizia, facendo apparire il numero della vittima dello scherzo, e si simula un rapimento. E, ovviamente, la polizia invierà sul posto una squadra d'assalto.

La TelTech Systems prende naturalmente le distanze dagli usi illeciti delle sue "creature", e fa notare di aver sempre collaborato con le forze dell'ordine, permettendo di far arrestare molte persone, inclusi alcuni hacker che erano riusciti ad accedere alle caselle vocali di gente famosa o a far riattivare delle carte di credito. L'abbonamento, in questo caso, prevede l'acquisto di minuti di chiamate: si parte da 60 (per 10 dollari) e si arriva a 480 minuti (per 80 dollari). Sul sito ufficiale della SpoofCard si promette che "a breve sarà disponibile anche per effettuare chiamate internazionali", dall'America verso altri Paesi.

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