venerdì 8 ottobre 2010

Il caso Pearl Harbor


Riguardo allo storico attacco di Pearl Harbor, i libri di scuola, i film, i documentari e tutti i reportage storici allineati alle versioni ufficiali ci hanno raccontato solo una verità di comodo. Attraverso i canali d’informazione istituzionali è stato ripetuto fino alla nausea che nel 1941 un brutale attacco aereo giapponese a sorpresa annientò la flotta americana del pacifico, lasciando sul campo migliaia di vittime innocenti.

Tale versione dei fatti venne diramata dalla Casa Bianca allo scopo di scatenare l’indignazione del popolo americano. Da qui, a legittimare la sua chiamata al fronte come un dovere morale, il passo è stato molto breve.

Sono passati molti anni da quel drammatico 7 dicembre 1941, ma la storia continua a riemergere inquietante, come il cadavere di un omicidio che non vuole affondare. Le numerose inchieste pubbliche e private condotte su Pearl Harbor sembrano infatti avere raccolto ormai sufficiente materiale probatorio per ricostruire una volta per tutte, il vero corso degli eventi in questione.


La censura della storia:

Il Giappone, contrariamente a quanto viene convenzionalmente accettato nella letteratura istituzionale didattica mondiale, venne deliberatamente provocato a reagire militarmente da F. D. Roosevelt in tutti i modi possibili. Tale strategia d’azione fu definita nero su bianco nel riservatissimo piano McCollum [34], uno scottante documento che alcuni ricercatori storici sono riusciti a rendere di pubblico dominio.

Nel corso del tempo, sono infatti emerse numerose prove che dimostrano come i servizi dell’intelligence americana riuscirono a decriptare tempestivamente tutti i piani dell’imminente attacco giapponese. La strage di Pearl Harbor quindi, poteva essere evitata e con essa naturalmente, anche la partecipazione dell’America alla guerra. A confermarlo, ci sono persino le testimonianze rese da alti ufficiali della marina americana (come ad es. quella dell’ammiraglio Husband Kimmel o del tenente generale Richardson).


Ed è proprio da questi ultimi infatti che è partita la “prima pietra dello scandalo”. Le loro versioni sulla vicenda, sono oggi disponibili in molte dettagliatissime pubblicazioni, a cominciare, da “Il giorno dell'inganno” di Robert B. Stinnet (pluridecorato USA per il valore militare 42'- 46')

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Due o tre cose della Bibbia che non sappiamo


Noi genericamente definiamo "Bibbia" quel librone di oltre mille pagine che troviamo un pò dappertutto, in chiesa come a casa nostra come nei motel dei film americani. Ma quel libro in realtà contiene sia il "Vecchio" che il "Nuovo" Testamento, ovvero la Bibbia originale degli ebrei - detta Tanach, che risale al 600-1200 A.C - più i Vangeli cristiani "canonici", scritti invece dopo Cristo.

Il "cristianesimo" quindi è, in un certo senso, una "libera interpretazione" della Bibbia originale ebraica, rivista, tramite l'aggiunta dei Vangeli, alla luce della predicazione di Gesù. La differenza fondamentale fra le due religioni sta proprio nel fatto che l'ebraismo non riconosce nella fìgura di Gesù il "Messia" annunciato dalle profezie bibliche, mentre il cristianesimo sì.

In questa sede, comunque, per "Bibbia" intendiamo esclusivamente il testo sacro, o Tanach, composto dei 39 singoli libri originali (Isaia, Ezechiele, Genesi, Esodo...ecc.) del canone ebraico. (Lista che, per la precisione, differisce per alcuni libri da quella adottata dal nostro "Vecchio Testamento").

- Chi è interessato a leggere l'intero articolo: LINK

Nessun UFO a Malmstrom nel 1967?


La notizia è stata ignorata dai mass media mondiali, ma a quanto pare nessun UFO avrebbe bloccato dei missili nucleari a Malmstrom AFB nel 1967. Secondo ciò che si è detto negli anni e riproposto il 27 settembre 2010, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Washington con la presenza di 7 ex militari, degli UFO sin dal 1948 avrebbero bloccato missili balistici con ogiva nucleare in varie basi militari.

L'avvenimento più clamoroso sarebbe accaduto il giorno 16 marzo 1967, nei pressi della base USAF di Malmstrom nello stato americano del Montana. Quel giorno, secondo la testimonianza dell'ex capitano dell'USAF Robert Salas, 10 missili nucleari furono bloccati in serie, in condizione di "no - go". La colpa, secondo Salas, di un UFO a forma di "disco rosso", di circa 30-40 piedi di diametro. Dopo l'avvenimento, Salas fu convocato dal comandante di squadriglia.

Fu interrogato, alla presenza di un altra persona in borghese (che Salas ipotizzò dei servizi segreti dell'USAF) e fu "costretto" a firmare delle carte, con l'obbligo di non divulgare nulla a nessuno, famiglia incluso. Ma un nuovo colpo di scena è arrivato poche ore dopo la famosa conferenza stampa del 27 settembre 2010 e potrebbe invalidare ciò che ha riferito Salas. La notizia proviene dal comandante della base , Eric D. Carlson, coadiuvato dal vice comandante Walter Figel.

Il comandante Carlson ha scritto una relazione dettagliata, in cui si illustra ciò che sarebbe accaduto realmente: fu un guasto tecnico, come tanti che avvengono. Conferma il blocco simultaneo dei missili, ma nega che ci sia mai stato un UFO. Fin qui la notizia. Ora ci domandiamo, è tutto vero ciò? Se così fosse Salas sarebbe stato sbufalato in maniera totale. Ma perchè ora?

Infatti Salas non è la prima volta che racconta questa storia, ma mai nessuno ufficialmente aveva ridimensionato il tutto il giorno dopo il 27 settembre di quest'anno. Noi non ci esprimiamo, ma crediamo che il capitolo dell' UFO su Malmstrom AFB il giorno 16 marzo 1967 non sia affatto terminato. E c'è chi inizia già a parlare di ennesima censura degli apparati di Intelligence statunitensi. E forse, non a torto.

Antonio De Comite

fonte1

Link che smentisce l' UFO di Malmstrom: Link

Come agisce l’acqua


Acqua fredda
Applicando dell’acqua fredda direttamente sulla pelle, si produce una contrazione immediata dei vasi sanguigni cutanei: vasocostrizione, che scarica all’interno il sangue dei capillari. Quando l’applicazione cessa, avviene la reazione contraria: i vasi sanguigni si dilatano aumentando il flusso sanguigno, la temperatura della pelle aumenta a causa del riempimento dei vasi e infine si decongestionano gli organi interni. Affluendo alla pelle il calore interno con le impurità del sangue, queste vengono eliminate attraverso i pori.
L’acqua fredda provoca una reazione attiva interna su tutto l’organismo, non solo esternamente: nervi, metabolismo, sistema simpatico, organi digestivi, ecc.
Sbagliato è credere che applicando il freddo direttamente sulla pelle, il corpo si raffreddi. E’ vero esattamente il contrario: con il freddo il corpo si scalda, perché reagisce producendo calore, proprio per difendersi dal freddo!
Con applicazioni ripetute di acqua fredda, la temperatura esterna (pelle) si alza e quella interna (visceri) diminuisce. In pratica avviene una regolarizzazione delle temperature interne/esterne.
Le stimolazioni meccaniche esterne come frizioni, massaggi, ecc. amplificano tale effetto, inoltre i vasi cutanei contratti per l’azione dell’acqua si dilatano per l’effetto meccanico della frizione o fregagione.
Acqua calda
Applicando dell’acqua calda sulla pelle si aprono i pori e quindi si ha una notevole dispersione termica che provoca un raffreddamento.
Quindi l’effetto dell’acqua calda sulla pelle alla fine raffredda il corpo!
Ecco il motivo per cui si consiglia SEMPRE dopo l’acqua calda quella fredda, in modo da provocare il restringimento dei pori e trattenere il calore interno.
Applicazioni di acqua calda per breve tempo stimolano, mentre le applicazioni di acqua calda per lungo tempo possono indebolire.
Impacchi di acqua calda, come le compresse, rilassano la muscolatura e il sistema nervoso. Il bagno caldo indebolisce l’organismo.

Le temperature del corpo
Riprendendo il concetto di Lezaeta, l’organismo umano è composto da due involucri, uno esterno (pelle) che ci isola dall’ambiente, uno interno (mucosa) che riveste le cavità. La salute dipende proprio dall’equilibrio termico tra i due.
Il sangue, prodotto delle digestioni, va a nutrire entrambi gli “involucri”.
Quindi se la circolazione del sangue e la sua qualità (fluido e non viscoso, privo di tossine, ecc.) sono ottimali, anche la temperatura sarà nella norma: si è quindi in equilibrio termico.
Se invece la circolazione del sangue, per vari motivi, è deficiente, la temperatura sarà maggiore nella zona congestionata e minore nella zona carente.
Un organismo sano ha una temperatura uniforme di 37 °C sia fuori nella pelle che all’interno nelle mucose intestinali.
Un organismo malato avrà invece un aumento della temperatura interna (da 38° fino a 40 ° non misurabili con il classico termometro) e un raffreddamento della pelle e delle estremità (mani e piedi freddi).

Cosa origina la febbre interna?
Da una parte il costante sforzo digestivo necessario all’elaborazione di alimenti sbagliati ed inadeguati (cibi cotti, raffinati, proteine animali, combinazioni errate, ecc.), dall’altra il costante raffreddamento della pelle a seguito di vestiti sempre più aderenti e innaturali (sintetici).
La pelle inoltre possiede milioni di piccoli buchi, detti pori, che servono, da una parte ad assorbire gli elementi esterni che l’aria (ossigeno) e il sole (cariche magnetiche) ci offrono, dall’altra ad eliminare le tossine attraverso il sudore. Queste due peculiarità sono i motivi per cui la pelle si definisce come “secondo rene” e “secondo polmone”.
Per equilibrare le temperature del corpo è necessario risvegliare la reazione nervosa e circolatoria nella superficie esterna (pelle) e contemporaneamente decongestionare l’interno (i visceri).

Come fare?

- Per febbricitare la pelle si usa la reazione che produce il freddo dell’acqua, attraverso frizioni, getti, spugnature, bagni, ecc.

- Per decongestionare i visceri invece ci sono i bagni ai genitali, del tronco, i semicupi. In più anche una alimentazione sana di tipo vegetariana (frutta e vegetali) a base di cibi freschi crudi aiutano a raffreddare l’addome.

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Anche i Neanderthal provavano pieta'


(ANSA) - LONDRA, 5 OTT - Gli uomini di Neanderthal, vissuti tra 500.000 e 40.000 anni fa, non erano senza cuore ma provavano pieta' e compassione per il prossimo.

E' quanto emerge da una ricerca dell'universita' di York la quale ha scoperto che alcuni gruppi di Neanderthal si prendevano cura di malati e feriti.

Gli studiosi hanno poi sviluppato un modello che ripercorre l'evoluzione di sentimenti come l'empatia negli antenati dell'uomo; cosi', l'Homo erectus inizio'a provare compassione circa 1,8 mln di anni fa.
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