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sabato 11 luglio 2009

La dieta vegetariana favorisce la salute delle ossa | 10/07/2009.


Il Physicians Committee for Responsible Medicine (Comitato di Medici per una Medicina Responsabile) risponde sulla nuova ricerca su abitudini alimentari e densità ossea.

WASHINGTON - Nel numero di luglio 2009 dell'American Journal of Clinical Nutrition è stato pubblicato un articolo su diete vegetariane e densità ossea. Lo studio sembra essere stato male interpretato da alcuni giornalisti, che hanno creduto che l'articolo suggerisse che le diete vegetariane e vegan possono portare a una diminuzione della salute ossea. Non è questo ciò che lo studio ha dimostrato.

I risultati della ricerca suggeriscono che le diete vegetariane e vegan possono essere associate con una densità minerale delle ossa leggermente più bassa. "Ma la misura di questa correlazione è clinicamente insignificante", come ha spiegato nelle conclusioni del lavoro il coordinatore della ricerca, Tuan Nguyen.

Altri studi hanno mostrato che le diete vegetariane e vegan non hanno effetti clinici dannosi sulla salute ossea. Uno studio recente dello stesso gruppo di ricercatori ha rivelato che una dieta vegan protratta nel tempo non ha effetti negativi sulla densità minerale delle ossa, rispetto a una dieta onnivora. Molti studi epidemiologici mostrano in realtà che un alto apporto di latticini è associato con un maggiore rischio di fratture.

"Le diete vegetariane possono aiutare a costruire ossa forti, e le diete a base vegetale riducono il rischio di malattie cardiache, diabete e cancro" dichiara Amy Joy Lanou, professore associato di salute e benessere alla University of North Carolina Asheville e autrice di "Building Bone Vitality" (Costruire la Vitalità delle Ossa), un nuovo libro sulla perdita di massa ossea e sulla prevenzione dell'osteoporosi. "Per assicurarsi ossa forti e un fisico sano, bisogna esercitarsi con i pesi e seguire diete a base vegetale a bassa acidità, ricche di frutta e verdura."

Una review scientifica sul ruolo dei latticini nella salute delle ossa, pubblicata nel 2005 su Pediatrics, ha mostrato che la maggioranza degli studi in questo campo non ha rivelato alcuna relazione tra la salute ossea e il consumo di latticini o l'apporto di calcio con la dieta. Il livello di consumo di latticini negli Stati Uniti è tra i più alti del mondo, eppure l'incidenza di osteoporosi e fratture è anch'essa tra le più alte.

Inoltre i latticini comportano problemi di salute. Il latte è diventato nella dieta dei bambini statunitensi la maggiore fonte di grassi saturi, quelli che ostruiscono le arterie. Uno studio della Harvard Medical School ha rivelato che bere latte aumenta il rischio di obesità infantile. Il grasso contenuto nei latticini è associato inoltre con il rischio di tumore al pancreas, secondo uno studio appena pubblicato nel Journal of the National Cancer Institute.

Fonte:
Vegetarian Diets Promote Bone Health, 2 luglio 2009
www.agireora.org

giovedì 6 novembre 2008

UMEBOSHI.


Le umeboshi non sono delle prugne, ma una varietà di albicocche che crescono in Cina e Giappone anche allo stato selvaggio. Mentre in Cina le umeboshi erano conosciute principalmente per le loro proprietà antipiretiche, astringenti e benefiche per lo stomaco ed erano limitate a scopi medici, in Giappone, oltre a questo, diventarono ingredienti della cucina tradizionale.

I frutti vengono raccolti a metà giugno, quando sono ancora verdi, poi essiccati al sole e messi sotto sale in grandi barili su cui vengono poggiati dei pesi. Il periodo di fermentazione varia da sei mesi a qualche anno. Vengono aggiunte anche foglie di shiso (Laminaria Purpurea), che danno alle umeboshi quel caratteristico colore rossiccio. In cucina le umeboshi sono moto versatili: si possono fare salse e condimenti per insalate e verdure cotte, o come ingrediente in guarnizioni e salse per aggiungere un delizioso sapore a svariati piatti, rendendoli rinfrescanti e facilissimi da digerire.

Come rimedio viene tradizionalmente usato per problemi digestivi, per raffreddori, febbre o intestino in disordine e per tonificare il fegato. Secondo l’antica medicina cinese, il maggior effetto delle umeboshi è quello di far scaricare o equilibrare gli eccessi di sostanze che danneggiano il fegato, i reni ed i polmoni (ad esempio muco e acidi, che creano le condizioni ideali per un’infezione batterica) oltre a innumerevoli altri problemi. La combinazione fra l’acidità dell’acido citrico e l’alcalinità del sale è la responsabile di questi benefici effetti.

Le umeboshi sono inoltre molto ricche di calcio, ferro e fosforo. Se consumate ogni giorno in quelle aree dove si è obbligati ad usare acqua contaminata organicamente, prevengono ogni possibile infezione o malattia del tratto intestinale ed aiutano la pulizia del fegato e dei reni. Le umeboshi sono il meraviglioso prodotto della saggezza pratica dell’uomo e della conoscenza del principio yin e yang. Se le consideriamo alla luce di questo principio, diventa più facile comprenderne il valore.

L’ ume fresca è un frutto molto acido (yin) e verde (yin). Il processo di preparazione dell’ umeboshi comporta l’esposizione al sole (yang), l’aggiunta di sale marino (yang), l’impiego della pressione (yang) e di tempi lunghi (yang). In questo processo viene così a crearsi una forte combinazione di fattori molto yin e molto yang, che determina un prodotto dalle numerose applicazioni pratiche:

• Consente di consumare dei fattori molto yang come il sale senza dover bere molta acqua in seguito. Infatti tali qualità yang così assorbite riescono a neutralizzare eventuali fattori molto yin presenti nel sangue, quali zucchero, alcoolici, tossine, ecc.

• In virtù delle sue qualità molto yin, l’ umeboshi può curare anche sintomi yang. Un proverbio giapponese dice: “Se avete voglia di bere acqua, prendete un’umeboshi, e la vostra sete passerà”. Grazie alle sue qualità molto yin l’umeboshi fa andar via la sete.

Ume-sho-kuzu
In caso di:
• Raffreddore
• Indigestione
• Diarrea
• Debolezza e mancanza di vitalità

Sciogliere un cucchiaino abbondante di kuzu in qualche cucchiaio di acqua fredda. Aggiungere una umeboshi e schiacciarne la polpa. Aggiungere 1 tazza e ½ di acqua e portare a bollore mescolando continuamente con un cucchiaio di legno.
Aggiungere 1-2 cucchiaini di shoyu (salsa di soia) e far bollire ancora finché diventa completamente trasparente (circa un minuto). Bere caldo. Ume-sho-ban In caso di: • Mal di testa per assunzione eccessiva di cibi yin ( zucchero, frutta, gelati, ecc.)

• Problemi allo stomaco (nausea, inappetenza)
• Stanchezza
• Anemia, problemi di circolazione
• Intossicazione da anidride carbonica

Schiacciate la polpa di una umeboshi nella tazza. Aggiungere ½ cucchiaino di shoyu o tamari e riempire con tè bancha bollente. Si possono aggiungere anche alcune gocce di zenzero fresco grattuggiato e strizzato fra due cucchiai.

L’ umeboshi può essere mangiata così com’è per:
• Iperacidità di stomaco
• Problemi intestinali
• Stanchezza
• Dopo aver consumato cibi nocivi come lo zucchero.

Un nocciolo di umeboshi succhiato per 3-4 ore farà scomparire il mal di gola (faringite).

Non gettate via i noccioli di umeboshi. Dentro vi troverete i semi che sono commestibili, proprio come le noci.
Questi semi possono anche essere arrostiti in forno a temperatura piuttosto elevata (finche diventano neri) e ridotti in polvere. Conservate questa polvere in un vasetto di vetro ben chiuso. Se soffrite di disturbi gastrici, di crampi intestinali, di diarrea, ecc. un cucchiaino di questa polvere in una tazza di tè bancha si rivelerà molto efficace.